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Francia, ecco la web tax.
Nel Regno Unito inizia l’iter

Con l’approvazione del Sénat, la taxe sur les services numériques è definitiva. In Gran Bretagna pubblicata la proposta del Governo

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La Francia ha la sua web tax. Ieri il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce l’imposta sui servizi digitali offerti agli utenti francesi dalle grandi multinazionali del web. Un’approvazione che è arrivata in tempi rapidi: il disegno di legge era stato presentato dal Governo, infatti, solo lo scorso 6 marzo e il 4 luglio la legge era stata approvata dall’Assemblea nazionale. Intanto oltremanica, proprio nella stessa giornata, il Governo britannico ha reso nota la propria proposta di digital tax, da applicarsi a partire da aprile 2020, che sarà inserita nella nuova legge di bilancio prevista in discussione a settembre. Entrambe le web tax nascono a tempo determinato: sia la legge approvata in Francia sia la proposta elaborata nel Regno Unito, infatti, resteranno valide solo fino a quando non si sarà raggiunto un accordo in sede Ocse per la tassazione del mercato digitale, con regole condivise a livello internazionale.

Come funziona la digital tax francese
Il sistema impositivo della nuova taxe sur les services numériques è costruito sul prototipo di breve termine elaborato nella proposta di direttiva della Commissione europea, ancora nella difficile fase di negoziazione, che già stato riprodotto in diverse legislazioni nazionali, tra cui l’Italia. Si tratta di un’aliquota del 3% da applicare ai ricavi derivanti da alcune tipologie di servizi digitali fruiti dagli utenti francesi e offerti dai big del web: rientrano nell’imposizione i servizi di pubblicità online, la vendita di dati degli utenti a scopi pubblicitari e  i servizi di intermediazione digitale, in particolare nell'e-commerce. Ad applicare l’imposta saranno tenuti solamente i soggetti che producono 750 milioni nel mondo di cui 25 milioni di euro prodotti nel mercato francese. Vale a dire, i big del web, a prescindere dalla loro nazionalità. Dalla nuova imposta il Governo francese si attende un gettito almeno di 500 milioni di euro l’anno.

La proposta britannica
La digital tax in versione britannica, contenuta nel Finance Bill 2019-20 reso pubblico ieri dal Governo, prevede un’imposta del 2% sui ricavi generati da motori di ricerca, piattaforme social e mercati online gestiti dalle grandi multinazionali nel web, al momento identificati nei grandi gruppi che generano ricavi dai servizi digitali per 500 milioni di sterline a livello globale e 25 milioni nel mercato del Regno Unito. La proposta di digital tax sarà discussa in Parlamento in autunno, all'interno dell'iter di approvazione della prossima legge di bilancio.

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