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G20: in Australia fisco ed energia
al centro dei lavori del summit

Concordate azioni comuni e impegni dai leader dei 44 Paesi partecipanti

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Facilitare la rapida attuazione delle azioni BEPS attraverso lo sviluppo di uno strumento multilaterale in grado di modificare i trattati fiscali bilaterali, concordare una documentazione ad hoc sui prezzi di trasferimento attraverso il modello country by country, garantire la coerenza della tassazione sul reddito d’impresa a livello internazionale, assicurare che il risultato derivante dai prezzi di trasferimento sia in linea con la creazione di valore, in particolare nel settore chiave dei beni immateriali. Sono alcuni dei temi che sono stati affrontati in occasione dell’ultima riunione del G20 a Brisbane in Australia e su cui i membri di 44 Paesi, che rappresentano più del 90% delle risorse dell’economia mondiale, hanno concordato alcune azioni decisive per il futuro. 
 
I leader dei Paesi del G20 hanno accolto con favore le raccomandazioni proposte dall'OCSE per ristabilire l'equità, l'integrità e la trasparenza del sistema fiscale internazionale. Al centro della riunione anche le misure messe a punto nel quadro della lotta contro l’evasione, l’elusione e le frodi fiscali e per combattere la concorrenza fiscale dannosa. In particolare l’attenzione si è focalizzata sullo scambio di informazioni, un modello in grado di supportare i Paesi in via di sviluppo e non nell’attività di contrasto all’erosione della base imponibile e al trasferimento dei profitti. L'OCSE stima che le modalità di scambio di informazioni hanno già prodotto significativi risultati con 53 miliardi di dollari di entrate in più in circa 20 Paesi dell'OCSE e del G20 grazie anche all’incremento delle procedure di comunicazione volontaria da parte dei contribuenti. Più di 90 giurisdizioni inizieranno lo scambio automatico di informazioni fiscali, utilizzando uno standard comune di notifica tra il 2017 e il 2018.
 
Al centro dell’incontro anche l’economia digitale su cui i leader del G20 e dell’Ocse si sono soffermati. In particolare per evidenziare i potenziali rischi di erosione della base imponibile e di trasferimento dei profitti che insidiano l’economia digitale, gli effetti sulla rete e i nuovi modelli di business. Rischi che i leader del G20 e dell’Ocse hanno concordato di affrontare attraverso indirizzi unitari e azioni congiunte che non sono state ancora decise nel dettaglio ma su cui è stato elaborato un Rapporto di massima.
 
Ma a Brisbane si è parlato anche di energia sostenibile. I leader dei 44 Paesi partecipanti hanno concordato di lavorare insieme per sviluppare approcci migliori per l'efficienza energetica. Utilizzare l'energia in modo più efficiente permette alle economie nazionali di diventare più produttive riducendo i costi per le imprese e le famiglie. Ed è anche un modo molto pratico per affrontare il cambiamento climatico. Il piano d’azione concordato individua sei settori su cui una maggiore azione globale avrà benefici reali per tutti. In particolare i veicoli pesanti, gli elettrodomestici, gli edifici, i processi industriali e la produzione di energia elettrica più efficiente e l'accesso ai finanziamenti. L'accesso a prezzi accessibili di energia affidabile è fondamentale per la crescita economica e lo sviluppo. In tutto il mondo è stimato che circa 1,3 miliardi di persone non ha ancora accesso all'elettricità. Mercati energetici forti e ben funzionanti sono importanti per il mondo e sono essenziali per le economie in via di sviluppo e fondamentali per la sicurezza energetica del pianeta.
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