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Giappone: ok della Dieta
al progetto di riforma fiscale

L’Abenomics incassa un nuovo sì al disegno di legge in materia

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Via libera alla riforma fiscale del Governo Abe. Il disegno di legge, approvato recentemente dalla Dieta nipponica, comprende l’annunciata riduzione dell’imposta nazionale sulle società e l’estensione dell’Iva sui servizi digitali dall’estero, come e-books e pubblicità. Conferma anche per il rinvio dell'aumento dell'Iva dall'8 al 10%, fissato per l'aprile del 2017. La riforma fiscale del governo giapponese si inserisce in un quadro economico in movimento, che tra segnali contrastanti - come la sconfitta della deflazione e il rallentamento della produzione industriale - vede crescere l’influenza nipponica su scala mondiale. E' delle scorse settimane infatti la notizia del sorpasso del Giappone nei confronti della Cina come maggiore creditore del debito pubblico Usa.

Corporate tax, il mix fra imposta locale e nazionale – Per valutare nella sua interezza il peso della riduzione della imposta sulle società occorre tenere conto sia dell'aliquota nazionale che di quella locale. Se a livello nazionale, dal primo aprile 2015, l'aliquota di riduce infatti dal 25,5 al 23, 9%, a livello locale la riduzione subisce il taglio dell'1,2%, passando dal 7,2 al 6%. Da aprile di quest'anno in Giappone l'aliquota complessiva dell'imposta sulle imprese si riduce dal 34,62 al 32,11%: con un  taglio complessivo del 2,51%.

Commercio elettronico internazionale, arriva l’Iva per le imprese estere – La riforma conferma anche il rinvio dell'assai impopolare aumento dell'Iva dall'8 al 10%, fissato per l'aprile del 2017. In materia di Iva, le novità più importanti riguardano l’economia digitale. Dal primo ottobre 2015, l’imposta di consumo dell’8 per cento si applicherà ai servizi digitali - come per esempio file musicali, e-books o pubblicità - forniti da imprese estere a clienti giapponesi. Come spiega in una nota il governo giapponese –“l’estensione dell’applicazione dell’imposta di consumo alle forniture transfontaliere di commercio elettronico da parte di imprese straniere ha l’obiettivo di assicurare la parità concorrenziale fra le imprese nazionali ed estere”. Due gli schemi di tassazione previsti: Business To Business e Business to Consumer. In particolare, per il commercio elettronico B2B, è previsto che l’impresa straniera comunichi ai propri clienti giapponesi di versare l’Iva col meccanismo di inversione contabile.
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