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India: Goods&Services Tax ridotta
per rilanciare l’edilizia popolare

La riforma dell’Iva made in Nuova Delhi prosegue con i piccoli aggiustamenti disposti dal Council

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Procede senza soluzione di continuità la rivoluzione della Goods and Services Tax in India. Dal 2017 l’imposta sui consumi di beni e servizi ha rimpiazzato una miriade di tributi statali e locali con l’obiettivo di semplificare il sistema tributario indiano e arrivare alla creazione di  un vero e proprio mercato unico nazionale. Le continue sedute del GST Council apportano via via piccole modifiche e aggiustamenti al nuovo sistema dell’imposta sui beni e servizi. I più recenti riguardano l’introduzione di aliquote ridotte per promuovere lo sviluppo dell’edilizia e in particolare della costruzione di nuove case “ a prezzi accessibili”.
 
Taglio della Gst per incentivare l’edilizia
La normativa ha assegnato al Gst Council, un consiglio dotato di “pieni poteri”, la gestione delle aliquote della Goods and Services Tax. Con l’obiettivo di rendere più facile l’acquisto di una casa da parte delle classe popolari del Subcontinente, nella seduta del 19 marzo scorso il Council ha deliberato di abbassare all’1% (ora è fissata all’8%) l’aliquota sulle nuove case “a prezzi accessibili” fino a  60 metri quadri nelle aree metropolitane a più alta densità abitativa e fino a 90 metri quadri nel resto del Paese. Per le abitazioni di nuova costruzione che non rientrano nella categoria precedente, la Gst sarà comunque tagliata dal 12 al 5%. Le nuove aliquote saranno operative dal 1° aprile.
 
Quando un’imposta indiretta vuole essere progressiva
Sono passati quasi due anni dall’entrata in vigore di quello che per l’India è stato senza dubbio il più radicale cambiamento della struttura delle imposte indirette. Una riforma che, per essere approvata, ha richiesto la ratifica di un emendamento alla Costituzione e il via libera delle assemblee dei 29 Stati indiani.  Per quanto fosse ingarbugliato il sistema precedente, basato su aliquote differenti Stato per Stato, anche l’attuale sistema continua a essere ritenuto troppo intricato da alcuni osservatori esterni. Per esempio la Banca Mondiale, con la pubblicazione del rapporto India Development Update, ha sottolineato in modo critico sia l’eccessivo numero di aliquote (le fondamentali sono fissate a 0, 5, 12, 18 e 28, ma abbiamo visto che a breve sarà introdotta la Gst all’1% sulle case a “prezzi popolari”)  sia il fatto che la percentuale massima sia troppo elevata.  Ma è chiaro che il legislatore, in un Paese attraversato da forti disuguaglianze sociali ed economiche come l’India, ha voluto differenziare fortemente le aliquote Gst in base al tipo di consumi, fissando una tassazione più elevata sui beni di lusso. La Goods and Services Tax Made in India può, quindi, essere tutto sommato considerata come il tentativo di imporre un criterio di marcata progressività fiscale a un’imposta indiretta.
 

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