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Indonesia, luce sull’e-commerce.
Al Fisco i dati sulle vendite online

Il Ministero delle Finanze fissa nuovi obblighi per i venditori e i gestori dei markeplace del web

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Il faro del Fisco indonesiano si accende sullo shopping online. Il Ministero delle Finanze del Paese ha recentemente pubblicato un regolamento che detta nuove regole di trasparenza in capo agli operatori che vendono ai consumatori finali tramite le grandi piattaforme del commercio sul web. In pratica, dal prossimo 1° aprile, sia i gestori dei siti commerciali sia i venditori che se ne servono per la loro attività saranno tenuti a far sapere al Fisco le informazioni relative alle operazioni realizzate. Lo scopo è quello di rendere il mercato online il più possibile cristallino e scongiurare un vantaggio fiscale non equo nei confronti di chi opera sulle piazze tradizionali.
 
Maggiore trasparenza per un settore in crescita
Il regolamento riguarda principalmente le vendite realizzate attraverso i grandi siti di compravendita online, ma coinvolge anche l’online retailing in generale e le vendite realizzate tramite i social. In particolare, i venditori dovranno comunicare ai gestori delle piattaforme i dati relativi alle vendite realizzate. I gestori, a loro volta, dovranno trasmettere al Fisco le informazioni raccolte, compresi i volumi delle vendite e le imposte dovute, e quelle relative alla propria attività. L’obiettivo del regolamento è impostare un regime di trasparenza in un settore, quello dello shopping online, che è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni arrivando a 8 miliardi di dollari lo scorso anno e che, secondo quanto riporta Reuters, citando i dati della società di consulenza McKinsey, è proiettato a raggiungere i 65 miliardi entro il 2022, grazie a una sempre maggiore penetrazione di internet soprattutto via mobile. Si tratta di un mercato in cui il 56% di una  popolazione di 260 milioni di abitanti usa internet e ci passa in media 8 ore e 36 minuti della propria giornata, secondo i dati recentissimi del Global digital report 2019 appena pubblicato da Wearesocial e Hootsuite.

Il punto sul trattamento fiscale
 Il regolamento non fissa né regimi speciali né nuove imposte al settore dell’e-commerce, ma fa ordine sulla disciplina fiscale in vigore, che ricalca in pratica le regole ordinarie. Viene chiarito che se il fatturato supera i 4,8 miliardi di rupie all’anno (circa 300mila euro), le vendite sconteranno l’Iva ordinaria del 10% e si applicherà l’eventuale imposta indonesiana sui beni di lusso. Dal punto di vista delle imposte dirette, al di sopra di questa soglia la corporate tax è pari al 25%, ma se il fatturato non supera i 50 miliardi di rupie, l’aliquota si dimezza per la quota di reddito proporzionale ai primi 4,8 miliardi di fatturato realizzati. Più semplice e favorevoli il regime fiscale per i piccoli venditori: al di sotto della soglia dei 4,8 miliardi di rupie, infatti, è dovuta un’imposta dello 0,5% sul fatturato realizzato.

 
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