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Irlanda deferita alla Corte Ue
per gli aiuti di Stato di Apple

Al centro della richiesta delle autorità di Bruxelles i 13 mld di euro non recuperati

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La Commissione europea ha deciso di portare l'Irlanda dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per non aver recuperato i 13 mld di aiuti di Stato concessi illegalmente ad Apple, come richiesto ufficialmente nell’agosto del 2016. L’anno scorso, al termine di una lunga procedura di indagine, Bruxelles aveva infatti stabilito che il tax ruling concesso da Dublino aveva permesso alla famosa azienda di Cupertino (California) di pagare una quantità di imposte molto inferiore a quanto previsto dalle regole ordinarie. Sia nel 2016 che all’indomani di quest’ultima decisione, il governo irlandese ha sostenuto di aver agito correttamente, sottolineando di non aver mai condiviso il risultato delle analisi svolte dalla Commissione europea.
 
Il commissario Ue per la concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato che "l'Irlanda deve recuperare fino a 13 miliardi di euro di aiuti di Stato illegali dalla Apple. Tuttavia, a più di un anno dalla decisione adottata dalla Commissione, l'Irlanda non ha ancora recuperato gli importi”. Pur comprendendo che in un caso come questo il recupero può risultare più complesso che in altri, la commissaria ha chiarito che Bruxelles è pronta ad aiutare i singoli Stati che ne facciano richiesta. In particolare, la Vestager ha voluto ricordare che “gli Stati membri devono fare progressi sufficienti per ripristinare la concorrenza".
 
Del resto, il termine per il recupero degli aiuti non è scaduto ieri ma il 3 gennaio scorso, esattamente quattro mesi dopo la notifica ufficiale della decisione della Commissione. Inoltre, finché l'aiuto illegale non viene recuperato, la multinazionale continua a beneficiare di un vantaggio illegittimo a danno della libera concorrenza. Per questo per Bruxelles i tempi stringono e il recupero deve avvenire quanto prima.
 
La risposta di Dublino
Il governo irlandese ha dichiarato di essere "estremamente deluso" dalla decisione di Bruxelles. In una nota il ministero delle Finanze ha sostenuto che il Paese ha compiuto "progressi significativi su questo tema complesso". Per il ministro, pur non condividendo questa decisione, l’Irlanda rispetta pienamente le normative comunitarie e continuerà a lavorare per attuare il recupero, nonostante questo passo “non necessario” da parte della Commissione.
 
La normativa
L'articolo 16 del regolamento n. 2015/1589 e le direttive pubblicate dalla Commissione prevedono che gli Stati membri debbano immediatamente ed effettivamente recuperare l'aiuto considerato illegittimo direttamente dal beneficiario. Il termine ordinario è stabilito da Bruxelles e per prassi è fissato a quattro mesi dalla notifica della decisione. Se uno Stato membro non attua quanto richiesto, la Commissione può deferire la questione alla Corte di giustizia, che può successivamente imporre sanzioni allo Stato recalcitrante.
 
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