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Italia: dopo Svizzera e Liechtenstein
ora è la volta di Monaco

L’accordo con il Principato in stile Ocse rafforzerà il fronte antievasione

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L’accordo firmato tra il Principato di Monaco e l’Italia, in stile Ocse, consentirà di sviluppare la cooperazione amministrativa tra i due Paesi e rafforzare il contrasto all’evasione fiscale internazionale. A darne notizia un comunicato stampa diramato dal ministero dell’Economia e delle Finanze.
 
Le caratteristiche salienti dell’intesa
L’accordo è conforme al Tax Information Exchange Agreement, il cd. TIEA di matrice Ocse e consente lo scambio di informazioni su richiesta. In ragione dell’accordo, lo Stato a cui sono richieste le informazioni di natura fiscale sul singolo contribuente non potrà più rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali ovvero opporre il segreto bancario.
Inoltre è stato firmato un Protocollo aggiuntivo che regola le richieste di gruppo (group request) e che consentirà di presentare richieste in relazione a “categorie di comportamenti” che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano attività di natura patrimoniale e finanziaria illecitamente detenute nel Principato di Monaco.
Le richieste di assistenza amministrativa potranno essere inoltrate solo dopo l’entrata in vigore dell’accordo, successivamente alla ratifica da parte dei rispettivi Parlamenti, ma potranno riguardare anche elementi in essere tra la data di sottoscrizione e quella di entrata in vigore.
Insieme ai due documenti è stata firmata una dichiarazione congiunta di carattere politico con la quale i due Paesi hanno confermato il reciproco impegno ad applicare lo scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse a far data dal 2017, nel pieno rispetto della tempistica concordata a livello internazionale.
Il prossimo passo da parte dell’Italia sarà l’eliminazione del Principato di Monaco dalla black list basata esclusivamente sul criterio dello scambio di informazioni e relativa alla deducibilità di costi e spese.
Seppur con caratteristiche peculiari, il TIEA stipulato con il Principato di Monaco si va ad aggiungere a quelli stipulati dall’Italia con il Liechtenstein, Bermuda, Cayman Island, Cook Island, Guernsey, Gibilterra, Isola di Man, Jersey.
 
Gli effetti sulla procedura di voluntary disclosure – Al pari degli accordi recentemente firmati con la Svizzera ed il Liechtenstein, il TIEA stipulato con il Principato di Monaco consentirà all’Amministrazione finanziaria italiana di richiedere le informazioni fiscalmente rilevanti, anche su elementi riconducibili al periodo tra la firma dell’Accordo e la sua entrata in vigore.
Considerato che la firma è intervenuta nei termini previsti dalla L. 186/2014, ossia entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della norma sulla collaborazione volontaria, il Principato verrà considerato, ai fini della procedura di collaborazione volontaria, un Paese non-black list o collaborativo.
Tale circostanza consentirà ai contribuenti residenti in Italia che detengono patrimoni nel Principato, in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale, di usufruire del regime di favore previsto dall’art. 5-quater, comma 4 del D.L. 167/1990, introdotto dalla L. 186/2014 e successivamente innovato in sede di conversione del D.L. 192/2014 (il cd. “Decreto Milleproroghe”), che prevede:
  • l’esclusione del raddoppio dei termini per l’accertamento;
  • l’esclusione del raddoppio dei termini per la contestazione delle violazioni;
  • l’applicazione della sanzione per le violazione sul monitoraggio fiscale al 3 per cento (in luogo delle maggiori aliquote previste in caso di black list, tra il 6 e il 30 per cento);
  • l’esclusione del raddoppio delle sanzioni sanzioni ex articolo 1 del D.Lgs. 472/1997.
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