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Italia-Liechtenstein: i due Paesi
dicono sì all'accordo fiscale

Via libera a scambio di informazioni e Principato pronto alla white list

accordo a due
L’Italia e il Liechtenstein hanno concluso un’intesa in materia di scambio di informazioni di natura fiscale, sulla base del più aggiornato standard Ocse. L'accordo, che ha lo scopo di migliorare il contrasto all'evasione fiscale, costituisce il primo passo per realizzare ulteriori passi in avanti nelle relazioni economiche bilaterali tra i due Paesi.
 
L’intesa, raggiunta grazie all’impegno del Ministero dell’Economia e Finanze italiano e delle autorità del Liechtenstein, prevede sia l’Accordo sul modello di Tax Information Exchange Agreement (TIEA) che il protocollo aggiuntivo in materia di richieste di gruppo. Una volta entrati in vigore, il Protocollo e l’Accordo permetteranno di instaurare una efficace cooperazione amministrativa tra l’Italia e la piccola monarchia costituzionale situata ai confini con la Svizzera.
 
Nel dettaglio, l’accordo sullo scambio di informazioni, basato sullo standard OCSE del Modello di TIEA, consentirà di avviare la cooperazione amministrativa su richiesta su tutte le imposte tra le autorità fiscali dei due Stati, mentre il Protocollo Aggiuntivo in materia di richieste di gruppo (le cosiddette “group requests”) permetterà di attivare lo scambio di informazioni (soprattutto per identificare i gruppi di contribuenti che intendono dissimulare cespiti patrimoniali non dichiarati).
 
Nel frattempo, Italia e Liechtenstein si dicono pronti a formalizzare in una prossima dichiarazione congiunta il reciproco impegno ad applicare dal 2017 lo scambio automatico di informazioni di natura finanziaria sulla base del nuovo standard globale (Common Reporting Standard).
 
Dal canto suo, l’Italia ha intenzione di inserire al più presto il Liechtenstein nelle white lists di Stati che consentono lo scambio di informazioni di natura fiscale. L’entrata della Monarchia mittleeuropea nella “lista dei Paesi collaborativi” avverrà al momento dell’entrata in vigore di accordo e protocollo Aggiuntivo, prevista entro il 2 marzo prossimo. Questa data, infatti, rappresenta il termine definito dalla normativa italiana sulla regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (la nota procedura di voluntary disclosure approvata con la legge n. 186 del 2014). In questo modo il Liechtenstein sarà equiparato ad un Paese ‘white list’ ai fini della voluntary disclosure e ciò consentirà una regolarizzazione più agevole per i contribuenti italiani che possiedono attività finanziarie in Liechtenstein non dichiarate secondo le prescrizioni della normativa sul monitoraggio fiscale.
 
Non solo, l’entrata in vigore dell’accordo costituirà la premessa per ulteriori passi avanti verso l’intensificazione delle relazioni economiche e finanziarie tra i due Paesi, che si concretizzeranno mediante l’avvio di negoziati volti a raggiungere la stesura di una Convenzione contro le doppie imposizioni. Il protocollo aggiuntivo, invece, sin da ora rappresenta un ulteriore significativo avanzamento nel livello di cooperazione amministrativa in materia fiscale tra i due Paesi, proprio perché costituisce uno strumento giuridico conforme all’Articolo 26 del Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni.
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