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L'Ecofin tra ingresso nell’Uem e strategia di Lisbona

Il 14 marzo scorso si è riunito il Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea (Ecofin). I principali temi trattati sono stati: il processo di adesione all’Unione economica e monetaria (Uem) di Slovenia e Lituania, l’inasprimento della procedura per deficit eccessivo nei riguardi della Germania, la sospensione di quella nei riguardi dell’Italia e, infine, il contributo dell’Ecofin al Consiglio europeo di primavera del prossimo 23 e 24 marzo.
L'ingresso nell'area euro
Per quanto riguarda l’ampliamento dell’area euro, il commissario degli Affari economici e monetari, Joaquín Almunia, ha confermato che la Commissione si pronuncerà il prossimo 16 maggio in merito alla proposta di adesione presentata recentemente da Lubiana. Un Rapporto della Commissione e della Banca Centrale europea sarà successivamente esaminato dettagliatamente durante l’Ecofin del 7 giugno prossimo, prima che i capi di Stato e di governo decidano la sorte slovena al Consiglio europeo del 16 giugno. L’altro Stato che chiede di entrar a far parte dell’area euro, a partire dal 1° gennaio 2007, è la Lituania. Sulla base di quanto discusso finora, pare che, a causa soprattutto dell’alto tasso di inflazione, il governo di Vilnius avrà più difficoltà di quello sloveno ad ottenere l’ingresso nell’Unione economica e monetaria. Il pomo della discordia tra la Commissione e lo Stato baltico è la data di presentazione del Rapporto di valutazione. Secondo quanto stabilito dal Trattato, i Rapporti di valutazione si presentano e si esaminano a fine anno. Ma la Lituania contesta questa regola dato che a fine anno l’inflazione risulta essere più alta e quindi le possibilità di ricevere un risposta positiva dalla Commissione, minori. Per questo, propone di presentare il proprio Rapporto durante il primo semestre, quando il tasso si mantiene entro i limiti stabiliti dal Patto di Stabilità.
Le procedure per deficit eccessivo
L’Ecofin ha dato via libera alla proposta della Commissione europea di inasprire la procedura per deficit eccessivo nei confronti della Germania. I ministri hanno dato tempo al governo di Berlino fino alla fine del 2007 per ricondurre il suo disavanzo eccessivo sotto al limite del 3 per cento stabilito dal Patto di Stabilità. La Germania dispone, tuttavia, di quattro mesi per presentare alla Commissione misure adeguate per ottenere una sospensione temporanea della procedura. Sempre in relazione al Patto di Stabilità e Crescita, il Consiglio ha approvato la raccomandazione della Commissione europea di sospendere la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia, giudicando efficaci le misure per completare gli obiettivi indicati nel Piano di stabilità. In ogni caso, l’Italia dovrà applicare con rigore la Finanziaria 2006 e fornire dettagli sui provvedimenti di consolidamento di bilancio per il 2007. Pertanto la Commissione e il Consiglio terranno sotto stretto controllo l’evolversi della situazione prima di prendere la decisione di avviare la procedura per disavanzo eccessivo.
La Bei e la Strategia di Lisbona
Infine l’Ecofin ha presentato il suo contributo al prossimo Consiglio europeo del 23 e 24 marzo. I ministri hanno, infatti, approvato una serie di documenti per contribuire ad implementare la Strategia di Lisbona. Tra questi si segnala il contributo della Banca europea per gli investimenti (Bei) alla Strategia di Lisbona attraverso il supporto finanziario ai progetti di ricerca, innovazione e grandi infrastrutture di trasporto (inclusi gli investimenti in tema di sicurezza ed efficienza energetica).La Bei, che si profila essere uno dei pilastri fondamentali sulla base dei quali l’Ecofin potrebbe sostenere il supporto finanziario da assegnare alla Strategia di Lisbona, creerà il Risk, uno strumento finanziario che permetterà di costituire una previsione speciale per incoraggiare anche i prestiti più rischiosi. Con il suo coinvolgimento la Bei potrebbe creare un effetto a catena che permetterebbe di mobilitare fondi usciti dalle previsioni comunitarie e risorse proprie della Bei che, nel tempo, potrebbero attrarre nuovi investimenti anche da altre banche e fondi privati.
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