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Nuove regole su trust e riciclaggio.
Ok da Parlamento e Consiglio Ue

Al via l’accesso ai dati sui proprietari effettivi delle società operanti in Europa

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Accordo raggiunto sulla proposta di modifica della direttiva antiriciclaggio presentata nel 2016 dalla Commissione europea. La notizia dell’intesa definita da Parlamento e Consiglio dell’Ue è stata diffusa a metà dicembre. In base al contenuto dell’accordo quadro, al momento dell’entrata in vigore, la nuova normativa consentirà a qualsiasi cittadino europeo di accedere ai dati sui proprietari effettivi di tutte le società che esercitano un'attività nell’Unione. Le unità investigative finanziarie e i soggetti portatori di un interesse legittimo, invece, potranno avere accesso alle informazioni sulla titolarità dei trust. Ciò costituirebbe un argine alle frodi fiscali architettate da intermediari spregiudicati al fine di impedire alle autorità di risalire ai titolari effettivi di complesse e opache strutture societarie.
 
Esistono ulteriori aspetti della normativa antiriciclaggio che, nelle intenzioni di Commissione, Parlamento e Consiglio, verranno sottoposti a revisione. Il memorandum messo a punto dalle istituzioni europee stabilisce infatti il terreno comune per modificare una volta per tutte la quarta direttiva dell’Ue. In particolare, la proposta condivisa dai vari attori in campo punta a raggiungere alcuni obiettivi. Il primo è realizzare una maggiore trasparenza su chi detiene realmente la proprietà di società ed enti commerciali, tramite l’introduzione di nuovi registri pubblici contenenti i dati sui beneficiari effettivi. Allo stesso tempo però, le modifiche mirano a prevenire i rischi associati al ricorso delle monete virtuali nel finanziamento al terrorismo e a limitare l’uso delle carte prepagate; a implementare la sicurezza delle transazioni finanziarie in riferimento al ruolo dei Paesi terzi ad alto rischio e ad assicurare in tutta Europa l’accesso delle autorità investigative alle informazioni finanziarie, partendo dalle informazioni relative ai conti correnti.
 
I punti chiave dell’intesa
Oltre all’istituzione di registri pubblici previsti per le società in generale, l'accordo stretto dalle istituzioni dell’Unione prevede la possibilità di garantire l’accesso alle informazioni sui beneficiari effettivi dei trust a chi è in grado di dimostrare di avere un "interesse legittimo". In teoria, questo scenario renderebbe disponibili le informazioni sui veri titolari dei trust ai giornalisti investigativi e alle organizzazioni non governative. Altre misure concordate da Consiglio e Parlamento sono criteri più severi per valutare se i Paesi terzi presentano un rischio maggiore di riciclaggio di denaro (compresa la possibilità di comminare sanzioni e l'obbligo di segnalare transazioni sospette) e nuove forme di protezione per gli informatori che permettono alle autorità nazionali di contrastare il riciclaggio di denaro (compreso il diritto all'anonimato).
 
Il cronoprogramma dei lavori
La proposta di modifica legislativa adesso passa all’esame del Parlamento europeo. Successivamente il testo dovrà essere sottoposto anche a un’ulteriore approvazione del Consiglio. Dal punto di vista statale, invece, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Ue, gli Stati membri avranno 18 mesi di tempo per inserire le regole nel proprio ordinamento.
 
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