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Ocse, un decalogo di misure fiscali
per combattere la pandemia

L’Organizzazione di Parigi ha pubblicato un elenco di possibili azioni a sfondo fiscale per sostenere imprese e cittadini

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In questi momenti in cui il mondo intero è impegnato a combattere contro la pandemia del Covid-19, il supporto ai cittadini e alle imprese da parte dei governi passa anche da misure fiscali straordinarie, dalla proroga delle scadenze a procedure più rapide per accedere a rimborsi e agevolazioni. Il Forum on tax administration (Fta) Ocse ha pubblicato recentemente un documento che mette insieme alcune di quelle che potrebbero essere misure fiscali immediatamente attuabili dai governi, una serie di indicazioni e non di raccomandazioni, come viene specificato, da adattare in base allo specifico contesto normativo e di bilancio di ogni singolo Paese.

Il decalogo del Forum of tax administration
Alcune indicazioni riflettono le azioni già messe in campo dagli Stati che si sono trovati in prima linea nel contrasto al virus, tra cui il nostro. Tra le prime misure, l’Fta propone il differimento delle scadenze per effettuare i versamenti dovuti e l’estensione dei tempi per presentare le dichiarazioni fiscali, oltre che la sospensione delle sanzioni previste in caso di ritardi. Un altro punto riguarda la riscossione, dall’interruzione dove possibile, dei prelievi coattivi già in atto a un accesso più facile ed esteso a forme di rateazione. Stop inoltre ad accertamenti e verifiche fiscali in questo periodo di crisi, esclusa la lotta alle frodi. Altre misure riguardano la messa a punto di procedure eccezionalmente più rapide per accedere ai rimborsi fiscali e un potenziamento dei servizi, dell’assistenza fiscale e della comunicazione ai cittadini, giocoforza via digitale e telefonica.

Le tax policies di sostegno all’economia
Un secondo documento a firma Ocse contiene ulteriori indicazioni focalizzate al sostegno delle fasce di popolazione più esposte alle conseguenze della crisi. Si tratta di misure più dettagliate e di più ampio respiro, che comprendono, per esempio, l’allargamento della platea dei beneficiari di forme di welfare e di sostegno del reddito. Sul fronte strettamente tributario, la prima voce dell’elenco è la sospensione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e dei lavoratori autonomi e delle imposte sul lavoro dipendente. Si suggerisce inoltre il differimento di Iva, accise e dazi doganali sulle importazioni dei prodotti legati all’emergenza, mentre, specificamente sull’Iva, oltre alle indicazioni sul differimento delle scadenze e l’accelerazione dei rimborsi si incoraggia una semplificazione eccezionale delle procedure per il recupero dell’imposta sui crediti inesigibili. Sempre in tema di versamenti delle imposte, infine, un’altra misura suggerita è agire sulle modalità di calcolo degli acconti sulle imposte dirette, in modo che si possa tenere conto già in corso d’anno del calo dei redditi causato dall’epidemia senza basarsi sul calcolo presuntivo dell’anno precedente. Altre misure riguardano più da vicino il fronte dell’emergenza sanitaria, prima di tutto con il varo di agevolazioni fiscali per i lavoratori della sanità e di altri settori legati all'emergenza, per esempio attraverso la detassazione del lavoro straordinario o modalità per incentivare i lavoratori in pensione a rientrare temporaneamente in servizio.

Il confronto sulle politiche fiscali
Lo scopo dell’Organizzazione di Parigi è quello di rendersi collettore di tutte le misure e idee che si stanno mettendo in campo per agevolare il più possibile la dura battaglia contro il virus, anche dal punto di vista economico e sociale. In particolare, sul sito dell’Ocse è possibile consultare un database in continuo aggiornamento su tutte le misure economiche varate finora dai governi mentre un analogo strumento sulle disposizioni strettamente tributarie è in corso di costruzione.

 

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