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Ocse, parte la consultazione
sulla proposta anti Beps globale

Fino al 2 dicembre è possibile esprimere pareri sul documento elaborato nell’ambito del secondo pilastro

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L’Ocse lancia una consultazione pubblica sugli elementi costitutivi della proposta globale anti Beps. Da venerdì 8 novembre tutti gli stakeholder e le parti interessate possono inviare commenti e opinioni sul nuovo documento redatto nell’ambito della nota ipotesi di radicale trasformazione del sistema tributario internazionale. Il documento, sottoposto a consultazione pubblica fino al 2 dicembre, rientra nell’ambito del cosiddetto secondo pilastro (o Pillar Two), il progetto di istituzione di un livello minimo di tassazione per le aziende facenti parte di gruppi multinazionali.

Nella strategia impostata da Ocse e G20, il secondo pilastro punta a fornire a ogni Paese della comunità internazionale uno strumento che permetta di proteggere la propria base imponibile dalle politiche di pianificazione fiscale aggressiva elaborate dalle multinazionali. La proposta in esame, denominata GloBE (Global Anti-Base erosion proposal), tiene conto del fatto che senza un’azione globale multilaterale coordinata non è possibile scongiurare il rischio di una corsa al ribasso delle aliquote delle imposte di redditi delle società nelle varie giurisdizioni. In base alle tesi sostenute dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, questo rischio scaturirebbe dai tentativi di alcuni Stati di attrarre investitori e basi imponibili sul proprio territorio, e avrebbe l’effetto negativo di erodere a livello internazionale le basi imponibili preesistenti.

Regole e aspetti tecnici in salsa anti Beps
La proposta elaborata dal segretariato generale Ocse prevede alcune regole base, a partire dall’introduzione di una nuova aliquota minima internazionale (la cui definizione è ancora da concordare) che funzionerebbe da soglia minima di tassazione per tutte le aziende multinazionali. In pratica, il diritto di sottoporre a imposizione il reddito di una controllata o una filiale estera di una multinazionale scatterebbe qualora la stessa controllata fosse tassata in un Paese a un’aliquota inferiore alla aliquota minima stabilita dalla comunità internazionale. Oltre che su tutte le regole partorite all’interno del programma di lavoro relativo al secondo pilastro, l’Ocse ha chiesto a tutte le parti interessate di esprimere la propria opinione anche su alcuni aspetti tecnici, primo fra tutti l’eventuale ricorso ai conti finanziari delle aziende internazionali come punto di partenza per la determinazione della base imponibile.

Fine lavori prevista entro il 2020
La consultazione avviata a inizio novembre rientra nel tentativo della comunità internazionale di rispettare l’impegno preso in sede di G20 e del quadro inclusivo Ocse sul Beps (il noto inclusive framework) e riguarda le multinazionali che hanno la possibilità di spostare facilmente i profitti da tassare da una giurisdizione a un’altra (l’esempio più lampante è quello delle imprese operanti nell’economia digitale). I commenti e le opinioni forniti dagli stakeholder potranno aiutare i membri del quadro inclusivo a definire una soluzione concordata da illustrare nel rapporto finale da presentare al G20 entro la fine del 2020. Tutti i commenti presentati entro il 2 dicembre verranno resi pubblici. Per il prossimo 9 dicembre, inoltre, l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico ha fissato un meeting in cui verranno dibattuti i risultati della consultazione pubblica sul documento e sulla proposta GloBE. 

 

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