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Ocse, statistiche Map 2018.
Un magazzino di 6.600 controversie

In media una procedura si risolve in 14 mesi, ma per il transfer pricing i tempi si allungano notevolmente

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L’Ocse ha recentemente pubblicato le statistiche aggiornate sulle Map (Mutual agreement procedure), la procedura internazionale per la composizione delle controversie in materia di doppie imposizioni prevista dall’Azione 14 del progetto Beps (base erosion and profit shifting) di Ocse e G20. I dati, che coprono ormai tutti i casi di controversie di questa tipologia instaurate nel mondo e che coinvolgono 89 giurisdizioni fiscali diverse, aiutano a tracciare l’evoluzione dello strumento: rispetto al 2017, è cresciuto il numero delle controversie avviate nell’anno, ma anche quello delle procedure finalmente chiuse. In particolare, i nuovi casi in materia di transfer pricing passati attraverso le Map sono cresciuti di quasi il 20%, mentre le altre tipologie di controversie sono aumentate di oltre il 10%. La maggior parte delle giurisdizioni ha aumentato il numero di controversie concluse, tanto che il saldo a fine anno delle procedure pendenti è sceso dalle 6.904 di inizio anno alle 6.605 di fine 2018.

Le tempistiche per la risoluzione delle controversie
In media, risolvere i casi di transfer pricing richiede molto più tempo rispetto ad altre questioni: pur con notevoli differenze da una procedura all’altra, il tempo medio di risoluzione di una Map sul transfer pricing è stato nel 2018 di 33 mesi, quindi quasi tre anni (ulteriormente prolungato rispetto ai 30 mesi del 2017). La durata delle Map riguardanti le altre tipologie di controversie si è aggirata in media su 14 mesi, poco più di un anno, una tempistica non solo notevolmente inferiore ai casi riguardanti i prezzi di trasferimento, ma che si è anche accorciata rispetto al 2017, quando le procedure si sono mediamente risolte in 17 mesi.

Dati aggregati e dati Paese per Paese
Le statistiche contengono sia i dati aggregati sia i dati in dettaglio per singola giurisdizione. A livello aggregato, i dati più interessanti sono i nuovi casi aperti, 2.385, di cui 930 riguardanti i prezzi di trasferimento. Per quanto riguarda la conclusione delle controversie, nel 2018 se ne sono chiuse 2.704, di cui 1.148 in materia di transfer pricing. Guardando ai dati Paese per Paese, tra le 89 giurisdizioni censite la Germania ha avviato il maggior numero di controversie nel corso dell’anno (615), ma è stata prima anche per numero di chiusure (658). Seguono Belgio (581 aperte, 635 chiuse) e Francia (449 aperte, anche se sono state chiuse più procedure dai Paesi Bassi, 373 a fronte delle 362 francesi). Il magazzino più alto a fine 2018 vede di nuovo la Germania al primo posto (1.198), seguita da Stati Uniti (1.007) e Francia (972). L’Italia è quinta per magazzino finale (742 procedure): il 2018 si era aperto con 587 casi pendenti, durante l’anno sono state avviate 256 nuove attività e chiusi 101 casi, con un magazzino finale, quindi, delle 742 procedure rimaste aperte.

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