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Regno Unito: Amazon cambia registro
ed è la prima a convertirsi

Dal primo maggio tutte le transazioni sono catalogate sul territorio nazionale

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Amazon ha iniziato a registrare le vendite al dettaglio ai clienti del Regno Unito attraverso la filiale britannica del gruppo multinazionale. In precedenza, queste vendite erano registrate a bilancio in Lussemburgo. A darne notizia un noto quotidiano britannico che, nella versione online del 23 maggio scorso, ha intervistato un portavoce della nota multinazionale delle vendite online.
 
Il colosso delle vendite online è diventato la prima azienda tecnologica ad abbandonare il sistema delle strutture aziendali controverse, ricorda il quotidiano, che deviano vendite e profitti registrandoli fuori dal Regno Unito. Il tutto a fronte di un giro di vite imposto dal cancelliere George Osborne con una legge che è entrata in vigore in aprile.
 
La nuova normativa, meglio conosciuta con il nome di “Diverted Profit Tax”, prevede infatti una nuova tassa del 25% sugli utili delle società hi-tech e dei gruppi internazionali che, pur realizzando profitti in Gran Bretagna, li trasferiscono artificiosamente in Paesi più convenienti sotto il profilo fiscale. La nuova legge è stata annunciata ai primi dell’anno dal cancelliere dello Scacchiere George Osborne, in occasione della presentazione della legge  di stabilità per il 2015.
 
Dall'inizio di questo mese, sottolinea il noto quotidiano online britannico, Amazon ha iniziato a effettuare la prenotazione delle vendite attraverso il sistema operante nel Regno Unito. In termini pratici questo sta a significare che gli utili che ne derivano saranno soggetti a tassazione sul territorio nazionale e quindi passeranno sotto l’occhio vigile dell’Agenzia delle Entrate di Sua Maesta britannica. Il gruppo ha ottenuto a oggi 8,3 miliardi di dollari (5,3 miliardi di sterline) dalle vendite mondiali di acquirenti online britannici, ma per 11 anni tutte queste transazioni effettuate via internet sono state iscritte a bilancio in Lussemburgo.
 
Grazie a questa decisione Amazon, che appartiene al gotha delle società di vendita online, sembra, stando a quanto riportato dal quotidiano britannico online, che non dovrà corrispondere la nuova tassa del 25% sugli utili delle società hi-tech e dei gruppi internazionali considerato che ha deciso di abbandonare il sistema artificioso delle strutture elaborate. Un sistema che ha indotto il governo di Sua Maestà a intervenire con una legge piuttosto restrittiva sul tema. 
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