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La rotta del Kenya nel Finance Bill
Fra mercati digitali e Minimum Tax

La manovra finanziaria è arrivata nel Parlamento di Nairobi all’inizio di maggio

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L’introduzione di una Minimum Tax sulle imprese in passivo, la proposta di un programma di voluntary disclosure, nuovi sviluppi dell’imposta sugli scambi digitali. Sono alcune delle principali novità del disegno di legge finanziaria presentato lo scorso 6 maggio all’Assemblea nazionale del Kenya, in anticipo rispetto agli anni precedenti per alcune interpretazioni costituzionali che fissano la centralità del parlamento di Nairobi. Lo Stato africano continua a percorrere la strada in direzione dell’innovazione tracciata col Finance Act 2019, ma allo stesso tempo punta a un incremento delle entrate con l’introduzione di una imposta minima e di un condono fiscale. 

Minimum Tax e voluntary disclosure 
La proposta di Minimum Tax sul reddito in Kenya fa seguito all’approvazione di analoghi provvedimenti in altri paesi africani, come l’Angola e il Mozambico. Si tratta di un progetto di legge che punta a introdurre una imposta minima pari all’1% del fatturato lordo, con l’esenzione di tutta una serie di categorie. È il tentativo di tassare con un’imposta minima quelle attività economiche in perdita. Sono esclusi redditi i redditi da lavoro dipendente, quelli da locazione, da plusvalenze, da esplorazione mineraria o petrolifera.  È previsto che la Minimum Tax sia versata ogni trimestre e si propone anche l’introduzione di un condono fiscale triennale che dovrebbe partire dal 2021.  Ai contribuenti che si offrono volontariamente (“voluntary dislosure”) sono garantiti tutta una serie di vantaggi, fra i quali l’immunità dall’azione penale. 

Imposta sui redditi del mercato digitale 
Passi avanti anche sul fronte della tassazione dei redditi prodotti tramite gli scambi che avvengono sui mercati digitali. Fra le novità introdotte nel Finance Act 2019 c’era, infatti, l’applicazione della income tax ai redditi prodotti sui mercati digitali, definiti come “piattaforme che abilitano l’interazione diretta fra acquirenti e venditori”. La legge finanziaria presentata lo scorso 6 maggio all’Assemblea nazionale del Kenya entra nel concreto e propone di introdurre un’imposta sui servizi con aliquota all’1,5% sul valore lordo della transazione. 

Un Financial Bill in continuità 
Il Financial Bill 2020 si pone in continuità con i paletti fissati dal Finance Act 2019, che disegnava uno Stato attento all’economia digitale in sviluppo. Per esempio con l’introduzione della tassazione dei redditi prodotti sui mercati online, ma anche con l’esenzione triennale dall’income tax sui redditi percepiti dagli iscritti all’Ajira Digital Programme, un programma del Governo che favorisce l’inserimento dei giovani nelle nuove professioni digitali. D’altra parte, il Bill rivela la necessità dello Stato di fare cassa, con la proposta di provvedimenti come la Minimum Tax e la voluntary disclosure

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