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Saint Kitts e Nevis, Isole Vergini
e Bahamas dentro la black list Ue

L'Ecofin modifica l'elenco dei Paesi non collaborativi varato a dicembre 2017

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Aggiornata la lista nera dell'Ecofin: dall’elenco di giurisdizioni non cooperative escono il Bahrain, le Isole Marshall e Santa Lucia. Entrano invece Bahamas, Saint Kitts e Nevis e le Isole Vergini americane. Le modifiche alla black list Ue arrivano in seguito agli impegni assunti dai governi dei Paesi in questione e alla valutazione di alcune giurisdizioni sulle quali il giudizio del Consiglio di Economia e Finanza era stato finora sospeso.
 
La lista, redatta dall’Ecofin in parallelo al lavoro svolto all’interno dell’Ocse, è stata introdotta alla fine dello scorso anno con lo scopo di massimizzare gli sforzi necessari a prevenire evasione ed elusione fiscale. In seguito alla prima pubblicazione dell’elenco, però, Bahrain, Isole Marshall e Santa Lucia si sono impegnate a intervenire sulle rispettive politiche e legislazioni fiscali e a venire incontro alle richieste dell’Unione europea. Proprio sulla base della verifica del tipo di impegni assunti dalle tre giurisdizioni, il Consiglio Economia e finanza ha deciso di dare un segnale di apertura e spostarle nella lista grigia.
 
In ogni caso, l’Ecofin intende monitorare se gli impegni di questi tre Stati si concretizzeranno in nuove politiche e in maggiore trasparenza e collaborazione in ambito fiscale. Le giurisdizioni che rimangono sulla lista grigia sono, infatti, fortemente incoraggiate a dare un segnale concreto, e ad adoperarsi per far sì che la loro legislazione tributaria non abbia come effetto una perdita di gettito per gli Stati membri dell’Unione.
 
Proprio sulla base del processo di monitoraggio che ha per oggetto i passi successivi all’assunzione degli impegni, il Consiglio ha deciso di inserire nell’elenco delle giurisdizioni non cooperative Bahamas, Saint Kitts e Nevis e le Isole Vergini americane. In una qualche misura, il Consiglio responsabile della politiche fiscali nell’Unione ha così sancito il fallimento delle tre nazioni a rispondere positivamente alle critiche europee.
 
New entry anche per quanto riguarda l’allegato II, la cosiddetta lista grigia in cui rientrano le giurisdizioni che hanno preso impegni di varia natura, soprattutto relativi allo scambio automatico di informazioni, all’adesione al Global Forum dell’Ocse e alla rimozione di norme che permettono di stabilire nel proprio territorio società schermo e altre strutture opache, in modo da sfuggire alla tassazione dei Paesi di origine. Il Consiglio ha, infatti, contestualmente deciso di aggiungere in questa lista Anguilla, Antigua e Barbuda, le Isole Vergini britanniche e la Dominica, proprio per via degli impegni presi per affrontare le carenze individuate dall'Europa.
 
In mancanza di progressi sostanziali, però, è l’Ecofin a ricordarlo, l'Ue e gli Stati membri potrebbero applicare ulteriori misure difensive. D’altro canto, la battaglia per la trasparenza si gioca anche sul piano della diplomazia. Ad oggi, sono in tutto 9 le giurisdizioni che fanno parte della black list Ue: Samoa, Bahamas, Guam, Namibia, Palau, Samoa, Saint Kitts e Nevis, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini americane.
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