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Thailandia, novità sull’Iva
per le piattaforme e i servizi online

Il governo del Paese ha approvato una proposta di modifica al Revenue Code

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A giugno il governo thailandese ha approvato la proposta di emendamento al Revenue Code per applicare l’imposta sul valore aggiunto ai fornitori di servizi digitali ed ai gestori di piattaforme telematiche, non thailandesi, per i pagamenti ricevuti dagli utenti del Paese. L’Iva sarà applicata a tutte le forme di servizi online internazionali ed ai gestori di piattaforme telematiche, ai siti internet, alle applicazioni per smartphone, social media, ai siti che gestiscono prenotazioni di alberghi e alle piattaforme di streaming.
Le nuove regole hanno l’obiettivo di allineare la Thailandia alle linee guida fornite dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e contenute nel report “Mechanisms for the Effective Collection of VAT/GST Where the Supplier is NotLocated in the Jurisdiction of Taxation”, già adottate da numerosi Paesi. Il report è stato pubblicato a ottobre del 2017, dopo che il Consiglio dell’Ocse ha adottato nel settembre 2016 le linee guida internazionali in materia di imposizione dell’Iva.

Le nuove indicazioni per l’Iva
In base al disegno di legge, i prestatori esteri di servizi telematici ed i gestori di piattaforme telematiche che ricevono più di 1,8 milioni di baht thailandesi nell’anno fiscale di riferimento da parte di clienti senza partita Iva o dagli utenti della Thailandia e che forniscono servizi prepagati in Thailandia, dovranno registrarsi presso l’Agenzia delle Entrate del Paese per ottenere la partita Iva. Questa soglia è già applicata alle imprese digitali thailandesi con partita Iva. La registrazione  può essere fatta in via elettronica e prevede il pagamento mensile del 7% dell’Iva sui pagamenti ricevuti da clienti senza partita Iva o da utenti thailandesi, oltre alla presentazione della dichiarazione dell’Iva, all’Agenzia delle Entrate. A differenza degli utenti con la partita Iva registrata, i provider stranieri di servizi telematici e i gestori di piattaforme telematiche non potranno però effettuare deduzioni o emettere fatture fiscali ai clienti thailandesi. Gli operatori di piattaforme telematiche i cui membri offrono servizi telematici dovranno pagare l’imposta sul valore aggiunto per questi soggetti. Il disegno di legge sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento, successivamente potrà  essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore.

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