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Ue: per rilanciare l’economia
serve riduzione oneri fiscali

È quanto hanno ribadito i ministri dei Paesi che fanno parte dell’area euro

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I ministri dei Paesi dell’eurozona hanno riaffermato il forte intendimento alla riduzione degli oneri fiscali sul lavoro. L’intendimento è stato ribadito in occasione dell’ultima conferenza di settembre. L’obiettivo è aumentare la competitività nell’euro zona cercando di stimolare una maggiore occupazione per il rilancio dell’economia dei Paesi dell’eurozona. Al riguardo sono stati individuate le linee di principio sulle quali focalizzarsi per raggiungere il rilancio economico  dell’eurozona. Si tratta di azioni che devono volgere alla riduzione degli oneri tributari sui cittadini meno abbienti, sfruttare le risorse liberate dalla riduzione degli oneri fiscali sul lavoro per favorire crescita e sviluppo, affiancare alla citata riduzione degli oneri fiscali necessarie riforme del mercato del lavoro ed, infine, sostenere il reddito con adeguate politiche anche di carattere sociale. E’ stato statisticamente rilevato come gli oneri fiscali sul lavoro dei Paesi dell’eurozona sono superiori a quelli dei Paesi Ocse. Ecco che allora, in vista di un necessario consolidamento fiscale, gli oneri sul lavoro possono giocare un ruolo significativo nell’innescare politiche di crescita e sviluppo degli anni prossimi futuri. Tali oneri, infatti, costituiscono un ben noto impedimento per un efficiente e trasparente funzionamento del mercato del lavoro dei paesi dell’eurozona per contrastare il fenomeno di un elevato tasso di disoccupazione che affligge, purtroppo, diversi Stati membri. Ecco il perché gli stessi paesi hanno deciso di intraprendere una politica volta ad abbassare il costo del lavoro e hanno stilato principi comuni che gli stessi Stati dovranno seguire nell’attuare una riforma del mercato del lavoro.
 
Il disegno ed il finanziamento della riforma
Un primo principio è quello di stabilire che le riforme devono essere tarate su ciascun singolo Stato, in modo da massimizzare lo stesso impatto della riforma. A tale scopo, i governi centrali dovrebbero puntare ad individuare su quali componenti degli oneri fiscali intervenire e, inoltre, dovrebbero anche stabilire se tali interventi qualora andassero ad incidere sullo stesso sistema fiscale dovessero essere comunque adottati in presenza di una riscontrata difficoltà di gestione tributaria ed erariale. L’azione sugli oneri fiscali sul lavoro, però, non può non tener conto delle limitazioni dettate dalla politica fiscale dei paesi dell’euro zona e per questo avvenire entro certi margini di manovra. Ecco che allora, per coprire il costo della riduzione degli oneri,  e reperire risorse finanziarie, occorre effettuare al contempo una azione per tagliare le spese improduttive nel rispetto del Patto di Stabilità e crescita.
 
Il supporto di una adeguata politica sociale
L’implementazione della riforma del sistema di tassazione nel mercato del lavoro deve essere sostenuto da un quadro di misure a supporto del reddito e una sua maggiore distribuzione. I risultati dell’incontro, infatti, sono destinati ad avere seguito nel novero di una manovra di crescita e consolidamento fiscale. Il piano di riduzione degli oneri fiscali sul lavoro sarà di nuovo sul tavolo dei ministri dei paesi dell’eurozona quando a novembre si incontreranno per discutere sul bilancio degli Stati dell’eurozona.
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