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Uk: fari puntati sull’offshore.
Tempi duri per gli evasori

I cittadini britannici hanno tempo fino al 30 settembre 2018 per uscire allo scoperto

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Che si tratti di consapevoli truffatori del fisco di Sua Maestà o di distratti produttori di redditi esteri non fa differenza. Il tempo per mettersi in regola sta per scadere. Dal prossimo ottobre scattano, infatti, in Gran Bretagna sanzioni più severe per chi ha nascosto i propri redditi offshore ed è al vaglio una proposta che, se approvata, consentirà all’Amministrazione fiscale targata Uk di estendere a 12 anni i tempi degli accertamenti fiscali e scovare così chi non ha dichiarato il dovuto.
I contribuenti britannici hanno tempo fino al 30 settembre 2018 per fruire dell’attuale procedura di disclosure, operativa dal 5 settembre 2016, che prevede incentivi mirati a incoraggiare le persone a uscire allo scoperto e regolarizzare la propria posizione fiscale. L’Agenzia delle entrate di Londra non scherza e mette in guardia i cittadini non compliant: scaduto il termine per aderire alla Worldwide Disclosure Facility (WDF) cominceranno a essere utilizzate tutte le informazioni pervenute attraverso il Common reporting standard e nuove e più pesanti sanzioni entreranno in vigore. Sarà sempre possibile autodenunciarsi ma le condizioni non saranno più così vantaggiose.

Le nuove sanzioni si inquadrano in una più vasta strategia del Governo della Gran Bretagna tesa a garantire che non esistano più paradisi sicuri per i contribuenti che cercano di evadere le tasse. Uno sforzo che sta coinvolgendo tutta la comunità internazionale e che vede pendere l’ago della bilancia sempre più a favore delle Amministrazioni fiscali che dispongono oggi di un numero di informazioni in continua crescita. L’Hmrc (Her Majesty's Revenue and Customs) detiene già una grande quantità di dati sulle attività offshore e i contribuenti britannici sembrano esserne consapevoli, considerato che molti di loro hanno già aderito al programma di disclosure e dichiarato, quindi, tutte le attività detenute all’estero. Resta da scardinare un nocciolo duro e l’Amministrazione fiscale sembra determinata a non arrendersi.
Ma non tutti sono evasori incalliti e tra i compiti dell’Hmrc c’è anche quello di richiamare l’attenzione di chi per distrazione o ignoranza non sa di dover dichiarare i redditi conseguiti fuori dai confini isolani. Il governo riconosce, infatti, che alcune persone potrebbero non rendersi conto di dover dichiarare le loro entrate all'estero al fisco se, per esempio, hanno lavorato fuori dai confini nazionali o stanno ricevendo entrate da una proprietà in affitto al di fuori del Regno Unito. A disposizione degli “sbadati” linee guida e numerosi canali di assistenza.

Il direttore generale del Customer Strategy and Tax Design dell’Hmrc, David Richardson, ha dichiarato: “Tutti devono pagare le tasse e la stragrande maggioranza delle persone e delle imprese già lo fa. È a loro vantaggio che stiamo facendo crollare i trucchi fiscali offshore".

Se dovesse andare in porto la proposta di estendere a 12 anni il periodo in cui il Fisco può effettuare indagini per individuare le fughe nei paradisi fiscali, la vita dei contribuenti disonesti sarà ancora più difficile.
 
 
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