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Uk, l’elusione delle multinazionali
raggiunge quota 6,5 mld di euro

Il dato è frutto di una elaborazione dell’Amministrazione fiscale britannica

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5,8 miliardi di sterline, equivalenti a 6,5 miliardi di euro. È la cifra da capogiro di imposte eluse dalle multinazionali che hanno una sede nel Regno Unito. Ed è un dato in forte crescita, se si pensa che, rispetto alle precedenti stime del governo, l’elusione fiscale è aumentata del 50%. Secondo molti, questo risultato è stato possibile grazie a una pianificazione tributaria sempre più aggressiva posta in essere dalle grandi società negli ultimi anni.
 
La notizia, pubblicata dal Financial Times di Londra, fa riferimento a una recente elaborazione realizzata dagli ispettori del Fisco di sua maestà (la nota Hmrc). Come prevedibile ha fatto saltare dalle sedia molti commentatori: in base a queste stime le multinazionali hanno spostato 6,5 miliardi di euro di ricavi in entità offshore, evitando in questo modo di pagare le imposte sui redditi alla locale Agenzia delle Entrate.
 
Anche a Londra, ne parliamo sempre come fosse la prima volta, le multinazionali non pagano quanto dovrebbero, nonostante i profitti delle corporation siano stati realizzati sul suolo nazionale. L’impennata nel grafico realizzato dai funzionari del governo riflette il tentativo delle grande aziende di fare i conti con le più stringenti norme fiscali introdotte da Westminster a partire dal 2015, per contrastare le più dubbie operazioni infragruppo di transfer pricing. E proprio sulle scappatoie del transfer princing britannico la Commissione europea ha appena acceso un faro: sono anni che in Uk le multinazionali usano i finanziamenti infragruppo come mezzo di trasferimento dei profitti, approfittando delle norme inglesi che esentano questo trasferimento da imposizione fiscale.
 
Dal Fisco di sua maestà nessun commento sulle cause che hanno determinato il balzo in avanti dell’elusione fiscale. I tecnici dell’autorità governativa hanno invece ricordato i risultati raggiunti dalla loro amministrazione. Dal 2010, ha ribadito l’Hmrc, oltre 53 miliardi di sterline sono stati assoggettati a tassazione semplicemente verificando l’applicazione delle norme fiscali da parte delle grandi imprese. Il dato include il recupero di oltre 8 miliardi nel solo biennio 2016-17.
 
Gli sforzi per impedire alle società americane della information technology di evadere le tasse in Europa (spostando i profitti generati nei paesi ad alte aliquote verso le giurisdizioni con aliquote inferiori) è pertanto diventato un tema politico caldo anche oltremanica. L’Agenzia delle Entrate britannica ha rifiutato di commentare se le nuove stime riflettessero una posizione più aggressiva del Fisco di sua maestà nei confronti delle multinazionali, ma ha insistito sul fatto che sta lavorando già adesso per ottenere risultati (ulteriore gettito derivante dalla tassazione delle grandi società) prima dell’entrata in vigore della cosiddetta Google tax. Adesso si tratta di vedere se arriverà prima l’Hrmc o l’Unione Europea. Si accettano scommesse.
 
 
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