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Schede Paese

Argentina

La riforma fiscale di fine 2017 ha previsto la graduale riduzione della corporate tax dal 35% al 25% entro il 2019

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Dal 2011, la politica fiscale argentina è stata caratterizzata da un incremento della pressione fiscale, accompagnato da un’azione più efficace di contrasto all’evasione e all’elusione, e dall’adozione di un sistema più equo di prelievo. Riduzioni delle aliquote fiscali sono state garantite alle imprese al fine di favorire l’occupazione e l’emersione del lavoro non regolarizzato, e altri incentivi fiscali hanno promosso gli investimenti in beni capitali.
Il sistema tributario è stato recentemente riformato, con riferimento alle principali imposte, con la legge n. 27.430 pubblicata con Bollettino ufficiale del 29 dicembre 2017.
 
Persone fisiche: imposte sul reddito
L’Impuesto a las ganancias si applica su tutti i redditi conseguiti dalle persone fisiche, dalle persone giuridiche e dalle eredità giacenti. I soggetti residenti pagano l’imposta sui redditi ovunque prodotti mentre quelli non residenti solo sui redditi di fonte argentina.
Si considerano residenti le persone fisiche che vivono per più di sei mesi in un anno in Argentina e i pubblici funzionari in missione istituzionale all’estero.
È di fonte argentina il reddito proveniente da: a) beni situati o utilizzati economicamente nel Paese; b) atti o attività compiuti nel territorio dello Stato e suscettibili di realizzare un’utilità; c) fatti accaduti nel Paese (senza tener conto della nazionalità, domicilio o residenza del titolare o delle parti intervenute nel contratto).
La base imponibile è determinata sottraendo al reddito lordo le spese necessarie al mantenimento e conservazione della fonte di reddito; da questa differenza (reddito netto) si sottraggono le deduzioni ammesse dalla legge e si ottiene il reddito netto soggetto a imposta.
I redditi sono classificati secondo quattro categorie: prima categoria, redditi fondiari, per esempio i redditi da locazione di immobili urbani e rurali, compresi quelli derivanti da sublocazione, il corrispettivo della costituzione a favore di terzi di diritti di uso, abitazione e anticresi, il valore delle migliorie realizzate dall’inquilino per la parte eccedente quella indennizzabile; seconda categoria, redditi da capitale, per esempio il reddito dei titoli e ogni tipo di somma che costituisca il profitto dell’impiego del capitale; terza categoria, redditi d’impresa, in cui sono compresi i redditi conseguiti da determinati ausiliari del commercio e i redditi non compresi in altre categorie; quarta categoria, redditi da lavoro dipendente.
 
Le aliquote applicabili dal 2018, aggiornate in base all’indice delle retribuzioni dei lavoratori a tempo indeterminato, sono determinate come segue:
 
Da A Calcolo dell’imposta dovuta
0 25.754 il 5% sulla parte che eccede 0
25.754 51.508 1.287,70 pesos + il 9% sulla parte che eccede 25.754
51.508 77.262 3.605,56 pesos + il 12% sulla parte che eccede 40.000
77.262 103.016 6.696,04 pesos + il 15% sulla parte che eccede 60.000
103.016 154.524 10.559,14 pesos + il 19% sulla parte che eccede 80.000
154.524 206.032 20.345,66 pesos + il 23% sulla parte che eccede 120.000
206.032 309.048 32.192,50 pesos + il 27% sulla parte che eccede 160.000
309.048 412.064 60.006,82 pesos + il 31% sulla parte che eccede 240.000
412.064   91.941,78 pesos + il 35% sulla parte che eccede 320.000
 
Il regime Monotributo
È un regime integrato e semplificato, riservato a quei contribuenti considerati piccoli secondo alcuni parametri come il fatturato, la superficie dei locali, l’energia elettrica consumata e l’ammontare del canone di locazione. La quota d’imposta dovuta ogni mese comprende le imposte sul reddito e l’Iva, in modo da consentire al contribuente di adempiere l’obbligazione tributaria con più facilità. Sono considerati piccoli contribuenti le persone fisiche che vendono beni o prestano servizi o che si dedicano all’attività agricola, le persone fisiche socie di cooperative di lavoro, le eredità giacenti e le società di fatto o irregolari che abbiano non più di tre soci. In ogni caso, per entrare nel regimeoccorrono le seguenti condizioni: aver conseguito, nei dodici mesi precedenti la data di ammissione al regime, ricavi non superiori a 700mila pesoso1.050.000 pesos per lavendita di cose mobili; non aver superato i requisiti dimensionali; non aver venduto cose di prezzo unitario superiore a 2.500 pesos; non aver effettuato importazioni; non aver realizzato più di tre attività simultaneamente. Per conoscere i parametri fisici ed economici di rispetto del regime consultare questo link.
 
Società: imposte sul reddito e altre imposte dirette
L’Imposta sul reddito (Impuesto a las ganancias) grava con un’aliquota del 30% sul reddito conseguito dalle società commerciali residenti ovunque prodotto. Per le stesse, le imposte sul reddito pagate all’estero possono essere esposte quali crediti d’imposta.
Il periodo d’imposta per le società può anche non coincidere con l’anno di calendario, ma alla condizione che debbano computarsi dodici mesi per essere considerato un esercizio regolare.
I dividendi sono esclusi dalla base imponibile se distribuiti da una società residente, mentre sono tassati se distribuiti da un soggetto non residente.
Per quanto riguarda il regime delle società estere controllate (CFC), il reddito estero ricevuto, o detenuto all'estero in quanto non distribuito, da società residenti è soggetto a imposte. Le entità straniere, invece, per operare in Argentina devono costituirsi secondo una delle seguenti forme giuridiche: branch (stabile organizzazione), corporation (società anonima), società a responsabilità limitata. Mentre le società straniere costituite in Argentina sono soggette a tassazione domestica, le branch sono ugualmente tassate in Argentina alle stesse regole previste per le società a responsabilità limitata. Per effetto della Convenzione contro le doppie imposizioni che dirime la potestà di tassazione, la branch è tassata in Argentina e nel paese di residenza (per il principio di attrazione worldwide), con il diritto, però, al credito  per le imposte pagate all’estero.
 
L’Imposta sul reddito nozionale minimo (Impuesto a la ganancia mínima presunta)
Questa imposta assume quale base imponibile gli attivi patrimoniali (immobilizzazioni e attivo circolante) valorizzati secondo regole particolari. Sono soggetti passivi le società, le associazioni e le fondazioni, le imprese unipersonali, le persone fisiche titolari di immobili rurali, i fondi comuni di investimento e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Sono previste esenzioni in ragione della localizzazione territoriale dei beni (per es., nella Terra del Fuoco) o delle qualità dei soggetti passivi. Sono comunque esenti da imposta gli attivi patrimoniali fino a 200mila pesos. L’aliquota applicabile è dell’1%. L'imposta viene applicata solo sull’eccedenza dell'imposta sugli utili dello stesso anno fiscale. Inoltre, il pagamento di tale imposta presunta, non compensata dall'imposta sugli utili, sarà considerato come pagamento a titolo di imposta sugli utili, esigibile per un periodo massimo di dieci anni. Le istituzioni bancarie e le compagnie assicurative sono soggette a tale imposta solo per il 20% delle attività imponibili corrispondenti. Questa imposta sarà abrogata a partire dal 2019.
 
Imposte sulla proprietà
L’Impuesto a los bienes personales si applica alle persone fisiche e alle eredità giacenti in relazione al possesso di beni esistenti nel Paese o all’estero al 31 dicembre di ogni anno. I soggetti domiciliate nel Paese sono tassati sui beni ovunque situati, mentre per i soggetti domiciliati all’estero l’imposta colpisce i soli beni che si trovano in Argentina. Sono gravati dall’imposta, ad esempio, i seguenti beni che si trovano nel territorio dello Stato: gli immobili e i relativi diritti reali, le navi e gli aeromobili immatricolati in Argentina, gli autoveicoli e gli altri beni mobili registrati nel territorio, i beni personali del contribuente, il denaro e i depositi in denaro, i titoli di credito, i patrimoni delle imprese unipersonali, i diritti derivanti da Ip (intellectual property). Ai fini dell’imposta si considerano situati all’estero gli immobili localizzati fuori dal territorio del Paese e i relativi diritti reali, le navi e gli aeromobili di immatricolati all’estero.
Per i soggetti domiciliati in Argentina, dal periodo d’imposta 2018 sono esclusi da imposta beni per un ammontare fino a 1.050.000 pesos. Per la parte eccedente si applica l’aliquota dello 0,25%.
 
Imposta sul valore aggiunto
L’Impuesto al valor agregado si applica: a) sulle vendite di cose mobili situate nel territorio del Paese effettuate dai soggetti previsti dalla legge; b) sulle opere, locazioni e prestazioni di servizi realizzate nel territorio del Paese; c) le importazioni definitive di cose mobili; d) le prestazioni realizzate all’estero, ma la cui utilizzazione si verifica nel Paese, quando i beneficiari siano soggetti all’imposta per altri fatti imponibili e rivestano la qualità di responsabili.
I principali soggetti passivi sono i seguenti: chi vende abitualmente cose mobili o compie atti di commercio aventi per oggetto cose mobili o sia erede o legatario dei soggetti responsabili d’imposta; chi realizza in nome proprio ma per conto altrui vendite o acquisti; chi importa definitivamente cose mobili in nome e conto proprio o per conto terzi; l’impresa costruttrice di immobili, in qualsiasi forma costituita, che abbia uno scopo lucrativo derivante dalla vendita dell’immobile.
L’aliquota generale dell’imposta è del 21% ma è prevista un’aliquota ridotta del 10,5% per alcuni servizi come le forniture medicali, i servizi di trasporto e la costruzione di case, nonché un’aliquota maggiorata del 27% per servizi di utilità come le telecomunicazioni, il gas e l’acqua corrente.
Le esportazioni sono esenti da imposta sicché gli esportatori possono, in caso di impossibilità di deduzione o di deduzione parziale, compensare l’Iva a credito con altre imposte nazionali o chiedere il rimborso.
L’imposta va liquidata ordinariamente per mese di calendario sulla base di una dichiarazione giurata redatta su formulario ufficiale, ma sono previste deroghe a favore della liquidazione per anno d’imposta.
 
Altre imposte indirette
Le seguenti imposte gravano sul trasferimento o sul consumo di determinati beni o servizi:
  • imposte interne: incidono sul trasferimento (per una sola fase della circolazione, tranne si tratti di beni di lusso) dei seguenti beni: tabacchi, bibite alcoliche, birre, bibite analcoliche, motrici, motori diesel, automobili, imbarcazioni da diporto, aeromobili, servizi di telefonia mobile e satellitare. La base imponibile, a cui si applica un’aliquota distinta per bene o categoria omogenea di beni (per es., autoveicoli: 50%, tabacchi: 60%, bevande alcoliche: 20%), è costituita dal prezzo netto di vendita risultante dalla fattura, previa deduzione dell’imposta pagata dal venditore al momento dell’acquisto. L’imposta si deve liquidare mensilmente (mese di calendario) sulla base di una dichiarazione giurata resa su un formulario ufficiale.
  • imposte sui combustibili liquidi: si applica su tutto il territorio nazionale, su una sola fase della circolazione, ai trasferimenti a titolo oneroso o gratuito di prodotti di origine nazionale o di importazione specificati dalla legge (es: nafta con piombo (aliquota 70%), nafta senza piombo (aliquota 62%), gasolio e kerosene (aliquota 19%). Sono soggetti passivi gli importatori e le imprese che raffinano o commercializzano combustibili liquidi o altri derivati da idrocarburi.
  • imposta sul gas naturale: grava sulla distribuzione in rete del gas naturale con destinazione a gas naturale compresso, con l’aliquota del 16% sul prezzo al consumo. Il fatto generatore si perfeziona con lo spirare del termine di emissione della fattura.
  • imposta sulle successioni e donazioni
    L'Impuesto a la trasmisión gratuita de bienes, vigente fino al 1976 a livello statale e poi reintrodotta dal 2011 nella provincia di Buenos Aires, colpisce gli arricchimenti patrimoniali a titolo gratuito per effetto di una successione nei diritti per atto tra vivi o a causa di morte. Il fatto generatore si configura al momento della trasmissione.
    Si tratta di un tributo globale e personale con meccanismo di incidenza ad aliquote progressive per scaglioni (con soglia di non imponibilità per il 2018 di 1.120.000 pesos per genitori, figli e coniuge e di 269.000 pesos negli altri casi).
    La base imponibile è costituita da tutti i beni ricevuti dal beneficiario domiciliato nella provincia, a prescindere dal luogo di ubicazione del bene, nonché da quei beni esistenti nella provincia al momento del trasferimento quando i beneficiari appartengano ad altra giurisdizione, ciò sia per evitare facili elusioni dell’imposta, sia per contrastare la competizione fiscale di altre giurisdizioni sulla ricchezza situata nel territorio di Buenos Aires.
    Sono previste esenzioni di tipo oggettivo, ad esempio quando il trasferimento ha ad oggetto le imprese familiari a condizione che le stesse rimangano operative per almeno cinque anni.
     
 
Relazioni internazionali
Tra Argentina e Italia sono in essere molteplici rapporti economici in virtù dei reciproci storici legami culturali. Tra gli accordi più significativi devono menzionarsi i seguenti:
  • Accordo quadro sullo sviluppo sostenibile delle piccole e medie imprese in Argentina, raggiunto nel 2002;
  • Accordo concernente la costituzione di uno speciale “Trust fund italiano” per sostenere lo sviluppo dell’Argentina, sottoscritto nel 2002;
  • Convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio, stipulata nel 1971, con Protocollo modificativo del 2001.
L’Argentina ha inoltre stipulato convenzioni per evitare le doppie imposizioni e prevenire l’evasione fiscale con gli Stati qui indicati.
 
Per il tasso di cambio consultare questo link.


Capitale: Buenos Aires
Lingua ufficiale: spagnolo
Moneta: peso argentino (Ars)
Forma istituzionale: repubblica federale di tipo presidenziale


Fonti informative
  • per il Contesto, cfr. voce Argentina, in Enciclopedia Treccani, vol. I, Roma, 2010, p. 490 ss., voce Argentina, in Atlante geopolitico 2016 (2016), in www.treccani.it; voce Argentina, in Enciclopedia italiana - IX Appendice (2015), in www.treccani.it; voce Argentina, in Calendario Atlante De Agostini 2018, Novara, 2017, p. 328 ss.;
  • Sistema tributario argentino (pubblicazione istituzionale), consultabile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate
  • Tributi vigenti nella Repubblica argentina a livello nazionale (pubblicazione istituzionale aggiornata al 31 marzo 2018);
  • Informercati esteri
  • sito istituzionale della Provincia di Buenos Aires per l'imposta sulle successioni e donazioni


La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.



aggiornamento: aprile 2018
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