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Danimarca

Tra i regimi speciali previsti dalla normativa, uno dedicato ai ricercatori che arrivano nel Paese dall’estero

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La tassazione delle persone fisiche avviene attraverso cinque differenti imposte, di cui una facoltativa: contributo al mercato del lavoro, imposta statale, imposta municipale, oneri sanitari e imposta ecclesiastica.  

Persone fisiche: imposte sul reddito
Sono soggetti a tassazione tutti i redditi dei contribuenti residenti e solo quelli di fonte danese per quelli non residenti. Si è considerati residenti se si ha una residenza ufficiale in Danimarca o vi si risiede per più di sei mesi.
L’imposta nazionale è pari al 12,16% per i redditi da 42.800 corone a 513.400 corone e del 15% per lo scaglione di reddito superiore a tale soglia. L’imposta comunale varia nei vari comuni tra il 22,5% ed il 27,8% . L’imposta sanitaria già ridotta all’1% nel 2018 è stata abolita a partire dal 2019 in parte sostituita da un incremento della tassazione nazionale.  
I redditi imponibili sono quelli da lavoro dipendente (compresi i benefits), da lavoro autonomo, da pensione, gli interessi e i redditi da partecipazioni.
Per i lavoratori autonomi il reddito imponibile viene calcolato seguendo le regole dell’imposta sui redditi delle società e le eventuali perdite possono essere compensate con redditi di altra fonte. Poiché in genere le coppie sposate o conviventi fanno dichiarazione in comune, le soglie di esenzione e gli altri importi considerati vanno raddoppiati.
A tutti i contribuenti è riconosciuta una esenzione dall’imposta per le prime 46.200 corone, importo ridotto a 34.500 corone per i minorenni. Sono inoltre riconosciute deduzioni per gli interessi passivi, i figli a carico (la detrazione varia con l’età del figlio), i contributi previdenziali (fino a 52.400 corone), i contributi per il fondo di disoccupazione e le spese per il trasporto tra casa e lavoro (determinate secondo fasce di chilometraggio).  Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta un’ulteriore deduzione pari al 7,65% della remunerazione totale (compresi i benefit) che può giungere fino ad un massimo di 37.200 corone. A questo si aggiunge un ulteriore 5,4% per i genitori single.
Sul reddito viene da prima calcolato il contributo al mercato del lavoro con un’aliquota dell’8% che, a partire dal 2011, ha mutato la sua natura passando da contributo sociale a vera e propria imposta. L’ammontare di questo contributo viene poi dedotto dal reddito al fine del calcolo delle altre imposte. 

I redditi da capitali sono tassati separatamente al 27% fino a 54.000 corone mentre per importi superiori l’imposta è del 42%.
I residenti ricevono a marzo dell’anno successivo a quello di riferimento una dichiarazione precompilata oppure una lettera di informazioni da parte dell’autorità fiscale. Quanti hanno ricevuto la dichiarazione precompilata hanno tempo fino al 1° maggio per correggerla, integrarla e inviarla mentre per gli altri e per i non residenti la scadenza è fissata al 1° giugno. Le coppie sposate possono presentare una dichiarazione congiunta. 
I lavoratori dipendenti  devono compilare una dichiarazione preliminare sulla base della quale l’amministrazione fiscale emetterà una tax card con l’indicazione per il datore di lavoro delle corrette ritenute fiscali e detrazione da praticare.
 
La tassazione religiosa
L’imposta ecclesiastica, istituita da una legge del 1997, è dovuta dai membri della Chiesa danese che è la religione ufficiale dello Stato. L’aliquota varia dallo 0,41 all’1,50% a seconda dell’autorità municipale. Tale imposta è facoltativa ma viene prelevata automaticamente qualora il contribuente non comunichi di non essere membro della Chiesa e quindi la volontà di essere esentato dall’imposta.

Il regime speciale per i ricercatori dall’estero
Per l’assunzione di ricercatori o altro personale altamente specializzato proveniente dall’estero è previsto un regime speciale di tassazione per i primi sette anni di permanenza nel Paese, consistente in un’imposta sostitutiva di tutte le altre con un’aliquota fissa al 32,87% (27% imposta ordinaria più il contributo al mercato del lavoro senza però poter beneficiare di alcuna deduzione). Il regime è però soggetto ad alcune condizioni relative alla tipologia di lavoro, ammontare di reddito percepito e altri aspetti ed è riservato unicamente alla retribuzione da lavoro dipendente, mentre qualsiasi altro reddito viene tassato in maniera ordinaria.
 
Società: imposte sul reddito e altre imposte dirette
L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è del 22%. I soggetti passivi sono le società residenti per tutti i redditi prodotti (sono però esenti i redditi delle stabili organizzazioni all’estero e delle proprietà immobiliari) e quelle non residenti soltanto per i redditi di fonte danese. A tal fine una società si considera residente quando la sede della sua direzione effettiva è situata in Danimarca. Sono inoltre residenti le società situate in Groenlandia se ritraggono redditi da una stabile organizzazione in Danimarca, se i loro redditi derivano da proprietà immobiliari situate in Danimarca, se ricevono dividendi (eccetto quelli soggetti al regime della Direttiva "madre-figlia") da proprie controllate residenti in Danimarca, ovvero se ricevono royalties o canoni per consulenze.
Alcuni soggetti sono invece totalmente o parzialmente esonerati come, ad esempio, le comunità religiose riconosciute e le istituzioni ecclesiastiche collegate alla religione di Stato, la Banca centrale danese, i servizi sanitari industriali, le imprese di risanamento urbano, i fondi pensione.
I redditi derivanti da attività non commerciale sono tassati solo se eccedono 1 milione di corone nel caso delle compagnie di mutua assicurazione.
I dividendi sono, in generale sottoposti a ritenuta del 27%, aliquota che si riduce al 22% se pagati a soggetti localizzati in Paesi Ue o Eea mentre sono esenti se, oltre a questo provengono da partecipazioni di tipo subsidiary shares o group shares. Una subsidiary share è una partecipazione in cui si possiede direttamente almeno il 10% della società e questa è danese o è applicabile la Direttiva europea madre-figlia. Le group shares sono partecipazioni in società che partecipano al consolidato mondiale o che hanno le caratteristiche per parteciparvi in maniera volontaria. Le plusvalenze sono esenti (e le eventuali perdite non deducibili) se provengono da partecipazioni di tipo subsidiary shares o group shares altrimenti soggette a tassazione ordinaria.
Gli interessi pagati a non residenti sono esenti se pagati a soggetti residenti in Paesi dell’Ue o con cui la Danimarca ha stipulato trattati contro le doppie imposizioni. Negli altri casi, sono soggetti ad aliquota del 15% se è posseduto almeno il 10% della società danese e il ricevente risiede in un Paese con cui è in vigore un accordo per lo scambio di informazioni fiscali, altrimenti la ritenuta è del 22%. Anche per le royalties la ritenuta è del 22% se non previsto diversamente dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni.

La nuova regola contro la thin capitalization prevede piena deducibilità delle spese per interessi netti fino a un importo di 22,3 milioni di corone e la limitazione al 30% dell’EBITDA per la parte eccedente.

L’ammortamento è regolato da specifiche tabelle per tipologia di beni. Per i macchinari acquisiti dal 31 maggio 2012 la base di ammortamento è pari al 115% del valore dei beni.
Le perdite possono essere riportate in avanti senza limiti di tempo e sono pienamente deducibili per i primi 8.385.000  di corone, mentre per la parte restante è possibile dedurre solo fino al 60% del reddito imponibile.
Nel caso di gruppi è obbligatorio il consolidamento dei redditi con gli stessi limiti del consolidato civilistico. Il consolidamento deve essere integrale indipendentemente dalla percentuale di possesso. Il consolidamento mondiale è facoltativo, ma nel caso venga effettuata tale scelta devono essere incluse tutte le società appartenenti al gruppo in tutto il mondo. 
Le nuove regole sulle CFC entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2019 hanno modificato i test e ridotto le soglie di reddito per l’applicazione delle regole CFC e allargato la definizione dei redditi interessati. 
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro sei mesi dalla fine dell’anno di imposta.

Le imposte sul settore idrocarburi
Nel settore gas e petrolio è presente un regime fiscale riservato esclusivamente alle attività upstream (ricerca ed estrazione), che vengono separate dalle altre attività, per le quali resta valido il sistema ordinario. Tale regime consiste in una prima imposta con caratteristiche simili a quella dell’imposta ordinaria sui redditi delle società, ma con aliquota al 25%. Essa è detraibile ai fini del calcolo della base imponibile della successiva imposta sugli idrocarburi che ha aliquota del 52%.  Ne consegue quindi una tassazione complessiva del 64% .

Le piattaforme e i pozzi sono ammortizzabili fino al 15% annuo mentre gli oleodotti e le altre immobilizzazioni fino al 7%. Le spese per l’esplorazione possono essere dedotte nell’anno oppure capitalizzate e ammortizzate in 5 anni a partire dall’anno in cui inizia la produzione vera e propria. Per alcune immobilizzazioni è previsto un aumento della percentuale di ammortamento del 6,5% per un periodo di 6 anni.
A partire dal 2022 è prevista un’ulteriore sovrattassa del 5% qualora il prezzo del petrolio superi certi livelli prefissati.

Tonnage tax
È previsto un regime speciale per le imprese che operano nel settore dei trasporti marittimi di passeggeri e merci. Questi soggetti vengono infatti tassati non sui redditi effettivi ma su quelli stimati sulla base del tonnellaggio complessivo delle imbarcazioni utilizzate. Possono aderire al regime le società danesi o dell’Ue che abbiano stabile organizzazione in Danimarca con imbarcazioni di proprietà o in locazione con stazza lorda di almeno 20 tonnellate. La decisione di entrare nel regime vincola il contribuente per un periodo di dieci anni e deve essere assunta da tutte le società marittime afferenti allo stesso gruppo. Rientrano nel regime fiscale anche tutte le attività strettamente correlate a quella di trasporto.

La fund income tax
Sono soggetti passivi i fondi ricompresi nell’ambito di applicazione della legge sulle fondazioni, le associazioni soggette alla stessa legge e le fondazioni istituite in Groenlandia se hanno la sede della direzione effettiva in Danimarca, sempre che le fondazioni e gli altri enti siano registrati. La base imponibile è determinata ai sensi della legge sulla corporation tax. Sono deducibili le somme erogate per scopi di pubblica utilità o per altri scopi benefici e quelle erogate per scopi statutari. Se un soggetto contribuisce ad un fondo residente in un Paese estero che applica una tassazione inferiore a quella danese, sarà tassato al 20% sulla contribuzione annua che eccede 10mila corone. Tuttavia, i contribuenti possono chiedere di essere esentati se i contributi sono destinati a scopi pubblici caritatevoli. L’aliquota prevista è del 30% sui redditi tassabili.

Imposta sulle proprietà
Gli immobili situati in Danimarca sono sottoposti a tassazione nazionale con aliquota dell’1% fino a 3.040.000 corone e del 3% sul valore eccedente. La base imponibile è il valore catastale, che è considerato molto inferiore a quello di mercato. È stata inoltre approvata una riforma che prevede una riduzione delle aliquote (rispettivamente 0,44% e 1,1%) e l’adeguamento dei valori catastali.
I terreni sono tassati a livello comunale con aliquota tra l’1,6% e il 3,4% a seconda del comune e dell’utilizzazione.

Imposta sulle successioni e donazioni
L’imposta colpisce il valore delle successioni con un’esenzione fino a 295.300 corone e aliquote pari al 15% per i parenti più prossimi (il coniuge è esente) e del 36,25% per gli altri parenti.
Per le donazioni a discendenti è prevista un’esenzione fino a 65.700 corone (per i loro  coniugi la soglia è di 23.000 corone) e successivamente un’aliquota del 15%.  Anche in questo caso il coniuge è esente. Per i soggetti diversi dai familiari più stretti la successione e la donazione sono considerate un reddito sottoposto a tassazione ordinaria.

L’imposta sul valore aggiunto
L’imposta sul valore aggiunto è istituita secondo i criteri stabiliti dalle direttive comunitarie in materia. Essa si applica a tutte le transazioni di beni e servizi avvenute nel Paese e alle importazioni. Alcuni beni e servizi come quelli sanitari, educativi e finanziari ne sono esentati. Sono obbligati alla registrazione ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto coloro che hanno volumi di affari superiori a 50mila corone, mentre sotto questa soglia la registrazione è facoltativa. L’aliquota ordinaria è del 25% e non esistono aliquote ridotte.  Alcuni beni tra cui i giornali e le esportazioni sono soggetti ad aliquota nulla, in modo da consentire il recupero dell’imposta pagata all’acquisto. La liquidazione dell’imposta viene effettuata con una cadenza che dipende dal volume d’affari del contribuente  e varia da un mese per i contribuenti con volumi d’affari di maggiori dimensioni a sei mesi per quelli di più ridotte dimensioni.

Relazioni internazionali
Principali trattati stipulati con l’Italia:
- Convenzione tra la Repubblica italiana e il Regno di Danimarca per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, firmata a Copenaghen il 5 maggio 1999, ratificata in Italia con legge n. 745 dell’11 luglio 2002,entrata in vigore il 27 gennaio 2003.
- Accordo operativo tra il ministero delle Finanze della Repubblica italiana e il ministero delle Finanze del Regno di Danimarca per l’applicazione delle disposizioni sullo scambio di informazioni previsto dalla Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l’evasione fiscale, firmato a Roma il 26 ottobre 2004.
- Accordo amministrativo tra il ministero delle Finanze italiano e quello danese per l’effettuazione di verifiche simultanee, in riferimento all’articolo 27, relativo allo scambio di informazioni, della Convenzione tra l’Italia e la Danimarca per evitare le doppie imposizioni e per prevenire l’evasione fiscale in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, firmata a Copenaghen il 26 febbraio 1980, e in riferimento alla direttiva del Consiglio CEE 77/779, del 19 dicembre 1977.


Capitale: Copenhagen
Lingua ufficiale: danese
Moneta: corona danese (Dkk)
Forma istituzionale: monarchia costituzionale

Fonti informative
- sito ufficiale Amministrazione fiscale danese
- Deloitte: Working and living in Denmark Denmark highlights
- PWC: Denmark
- KPMG: Denmark-income tax
- Moore Stephens: Doing Business in Denmark 2018
- TaxinDenmark: Regular Personal Income Taxation 2019 Denmark


aggiornamento: aprile 2019


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