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Schede Paese

Egitto

A partire dal 2017 l’imposta per le persone fisiche viene ridotta di una percentuale, che varia a seconda dello scaglione.

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Contesto
Il sistema tributario egiziano ha subito negli ultimi anni alcune importanti riforme, tra cui l’introduzione dell’Iva, al fine di favorire la modernizzazione del Paese, gli investimenti e l’aumento delle entrate fiscali.

Persone fisiche: imposte sul reddito
Il sistema fiscale egiziano segue il modello di worldwide taxation, in base al quale il contribuente residente è tassato sui redditi di qualsiasi provenienza, mentre il contribuente non residente è tassato su quelli di fonte nazionale. Le persone fisiche sono considerate residenti se risiedono in Egitto per un periodo minimo di 183 giorni nell’arco di dodici mesi o se comunque vi hanno il centro dei loro interessi. Sono, inoltre, considerati residenti quanti prestano servizi all’estero per un ente egiziano (governativo o privato). 
L’imposta viene calcolata applicando diverse aliquote per scaglioni di reddito. A partire dal 2017 l’imposta che emerge dall’applicazione dell’aliquota in ciascuno scaglione viene ridotta di una percentuale, che varia a seconda dello scaglione.
Scaglioni di reddito Aliquota Credito di imposta
0-7.200 0%  
7.201-30.000 10% 80%
30.001-45.000 15% 40%
45.001 a 200.000 20% 5%
Oltre 200.000 22,5% 0%











Sono esenti da tassazione:
  • i lavoratori dipendenti per un importo di 7milasterline egiziane (Egp) ulteriori rispetto all’area di esenzione della generalità dei contribuenti;
  • i contributi previdenziali;
  • i trattamenti di fine rapporto e le pensioni;
  • i premi per assicurazioni sulla vita e sanitarie;
  • i benefit collettivi in natura a particolari condizioni; 
 
Le persone fisiche presentano la dichiarazione dei redditi entro il 1° aprile dell'anno successivo al periodo di imposta.  Sono esentati coloro che percepiscono unicamente redditi che subiscono ritenuta alla fonte a titolo definitivo.  I datori di lavoro sono tenuti a operare le ritenute fiscali sui pagamenti effettuati ai propri dipendenti.

L’imposta sui redditi delle società 
Una società è considerata residente se è costituita secondo le leggi egiziane, se vi ha la sua direzione o se è posseduta per almeno il 50% da enti pubblici egiziani.
L’aliquota generale è del 22,5% ma sono previste eccezioni, in particolare un’aliquota del 40,55% per le società estrattive di petrolio e gas e del 40% per l’Autorità del Canale di Suez, l’Autorità Egiziana per il petrolio e la Banca Centrale.

Al fine della determinazione del reddito imponibile, le spese sono detraibili solo se inerenti all’attività economica e documentate. Le valutazioni delle rimanenze sono effettuate al minore tra il costo e il valore di mercato e sono ammessi l’uso del metodo Fifo o quello del costo medio.
L’ammortamento deve seguire le percentuali previste dalla leggi per ciascuna tipologia di bene, anche se è possibile effettuare un ammortamento accelerato al 30% nell’anno in cui un nuovo cespite è messo in funzione. Gli interessi inerenti all’attività sono generalmente deducibili con l’esclusione degli interessi passivi, al netto di quelli attivi, che violano le seguenti regole:
  • eccedono di due volte quelli ottenibili applicando il tasso di sconto fissato dalla Banca Centrale;
  • sono relativi a debiti che superano quattro volte il capitale sociale;
  • sono prestiti infragruppo che non rispettano i valori di mercato.  
 Le plusvalenze su partecipazioni in aziende quotate presso la Borsa del Cairo sono esenti (l’imposta sostitutiva del 10% è stata sospesa fino al 2020), mentre per le altre partecipazioni vige l’aliquota del 22,5%. I dividendi pagati da società residenti a società residenti e non residenti subiscono una ritenuta del 10%, ridotta al 5% in caso di partecipazione ad almeno il 25% del capitale da almeno due anni. Quelli pagati da società non residenti sono, invece, esenti per il 90% del loro importo nel caso di partecipazione ad almeno il 25% del capitale e detenzione da almeno due anni. Gli interessi  e le  royalties verso non residenti sono sottoposti a una ritenuta al 20%, salvo diversa indicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni.

Le perdite posso essere portate in avanti per un periodo di cinque anni, mentre non è permesso il riporto indietro.
Le transazioni con soggetti correlati debbono essere effettuate a valore di mercato secondo i metodi di transfer pricing previsti dalla legge. I contribuenti devono mantenere la documentazione annuale atta a provare la corretta applicazione di tale metodologia. Sebbene la legge preveda la possibilità di giungere ad accordi preventivi sui prezzi di trasferimenti, non esiste ancora una procedura formalizzata.
Le dichiarazioni dei redditi devono essere presentate entro quatto mesi dalla fine dell’anno di imposta.
 
Imposta sulla proprietà
L’imposta interessa tutti gli immobili (con alcune eccezioni) e si calcola applicando un’aliquota del 10% al valore di locazione stimato dall’Amministrazione sulla base dell’utilizzazione, della localizzazione dell’immobile e del valore di immobili simili. Tale valore di riferimento viene aggiornato ogni cinque anni. Sono esenti gli immobili di valore inferiore ai 2 milioni di EGP. 

Imposta sul valore aggiunto
A partire dal 2016 è stata introdotta una nuova Imposta sul valore aggiunto che rimpiazza la precedente Imposta generale sulle vendite. L’Iva colpisce la transazione di beni e servizi con aliquota al 14%, ma un’aliquota ridotta è prevista per macchinari e altri beni utilizzati per la produzione. Sono esenti alcuni beni e servizi, tra cui beni alimentari di base, servizi finanziari e assicurativi, locazioni immobiliari, servizi sanitari ed educativi. Per le esportazioni l’aliquota è pari a zero. Alcuni beni e servizi indicati dalla legge, come servizi professionali, prodotti petroliferi, sono soggetti ad aliquote specifiche, ma non permettono la detrazione dell’Iva sugli acquisti.
Tutti i contribuenti con ricavi superiori a 500mila Egp e gli importatori debbono registrarsi e applicare l’Iva alle loro transazioni, mentre l’imposta è facoltativa per gli altri contribuenti.

Zone franche
Al fine di attirare gli investimenti soprattutto esteri, la legge ha previsto la creazione di zone franche speciali. Queste aree sono considerate a tutti gli effetti come zone offshore e possono essere costituite sia su iniziativa pubblica che privata. Le imprese ivi residenti pagano un canone annuale proporzionale alla produzione effettuata e sono esentate a vita dall’imposta sui redditi, dall’Iva e altre tasse e dai dazi doganali. 
 
Rapporti internazionali
L’Egitto ha sottoscritto numerosi accordi contro le doppie imposizioni tra cui quello con l’Italia. La Convenzione tra la Repubblica italiana e il Governo della Repubblica araba d’Egitto contro le doppie imposizioni sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo, è stata firmata  a Roma il 7 maggio 1979, ratificata in Italia con legge 25 maggio 1981, n. 387, ed è entrata in vigore il 28 aprile 1982.


Per il tasso di cambio consultare questo link.

Capitale: Il Cairo
Lingua ufficiale: arabo
Moneta:  lira sterlina egiziana (EGP)
Forma istituzionale: repubblica presidenziale


Fonti
Ministero delle Finanze egiziano
Fondo Monetario internazionale: THE ARAB REPUBLIC OF EGYPT: Selected issues
PWC:  Egypt e Doing business in Egypt
Deloitte: Egypt- Highlights 2017
Kpmg:Egypt - Income Tax
Santander: Egypt: Tax system
Pkf: Egypt tax Guide 2016/2017   Precedente scheda Paese di Luca Conte Papuzzi per le informazioni rimaste invariate


Aggiornato: maggio 2018

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