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Filippine

Il sistema di imposizione è progressivo e per il periodo di imposta 2016 prevede sette scaglioni di reddito

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Lo Stato delle Filippine è una repubblica presidenziale, rappresentativa e democratica, in cui il presidente è, nel contempo, capo dello Stato e del governo. Il sistema politico-istituzionale ruota intorno a tre rami separati e sovrani di attività ma comunque interdipendenti: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Il potere esecutivo è esercitato dal governo sotto la guida del presidente. Il potere legislativo è esercitato dal governo e dalle due camere del Congresso-Senato (camera superiore) e dalla Camera dei Rappresentanti (camera bassa). Il potere giudiziario è esercitato dai tribunali e la Corte Suprema è il più alto organo giudiziario.

Tassazione delle persone fisiche
Un soggetto passivo è qualificato residente se risiede nelle Filippine per almeno 180 giorni in un anno di imposta. Tuttavia, sovente, la residenza è qualificata su fatti e circostanze valutate su base individuale. I contribuenti residenti sono tassati sul reddito ovunque prodotto mentre i soggetti non residenti sono tassati sul reddito prodotto nelle Filippine ma non hanno titolo a fruire di talune detrazioni e deduzioni  di natura strettamente personale riconosciute dall’ordinamento tributario domestico, riferibili, ad esempio, a pagamenti di premi per assicurazioni sulla salute, per spese mediche e per interessi connessi a mutui accesi per acquistare la prima casa.
L’imponibile è determinato cumulando tutti i redditi percepiti, quali salario, stipendio, pensione, rendite, provvigione, bonus, indennità; canoni derivanti da proprietà sul territorio dello Stato; premi e compensi, dividendi, interessi e royalties. Il sistema impositivo è progressivo ed i scaglioni sono i seguenti:


 
REDDITO IMPONIBILE aliquota marginale importo fisso
Fino a 10.000 5% -
Da 10.001 a 30.000 10% 500
Da 30.001 a 70.000 15% 2.500
Da 70.001 a 140.000 20% 8.500
Da 140.001 a 250.000 25% 22.500
Da 250.001 a 500.00 30% 50.000
Oltre 500.001 32% 125.000
 
Importi espressi in Peso Filippino
I soggetti passivi stranieri, c.d expatriate, che rivestono posizioni manageriali in specifiche società, quali società petrolifere e multinazionali, assoggettano il proprio reddito lordo ad una aliquota del 15%.
Parimenti, i soggetti passivi non residenti assoggettano i redditi prodotti nel territorio dello Stato filippino al medesimo sistema progressivo previsto per i contribuenti ivi residenti.
L’ordinamento prevede una ritenuta del 20% su dividendi, interessi e royalties se il percettore non è residente e se non è stata sottoscritta una convenzione che dispone delle aliquote più favorevoli al contribuente.

Tassazione delle persone giuridiche
Una persona giuridica è considerata residente se ha la sede principale della attività e/o del management nelle Filippine, ovvero se è stata qui costituita.
Le società residenti sono tassate sui redditi ovunque prodotti, mentre i soggetti passivi non residenti sono tassati sul reddito realizzato nel territorio dello Stato.
L’imponibile è determinato partendo dal risultato di esercizio, rettificato in applicazione delle norme che regolano la disciplina fiscale e contabile. In genere, le spese connesse all’attività produttiva sono deducibili ai fini fiscali. L’ordinamento interno prevede, per le società residenti, la possibilità di optare per il sistema di deducibilità forfetaria dei costi, denominato OSD – Optional Standard Deduction, il cui ammontare non può, tuttavia, superare il 40% del risultato lordo di periodo. Se il contribuente aderisce all’OSD, l’opzione è irrevocabile per l’esercizio di applicazione del menzionato regime forfetario. Le perdite possono essere riportate in avanti per 3 periodi di imposta ma non è previsto il riporto all’indietro.
L’aliquota vigente è pari al 30%.
I dividendi distribuiti da un soggetto ivi residente a un percettore fiscalmente residente nelle Filippine sono esenti da imposta, viceversa si applica una ritenuta alla fonte del 30%, ovvero inferiore, se lo Stato di residenza del percettore ha stipulato un trattato contro le doppie imposizioni che prevede l’applicazione di una aliquota più favorevole. Gli interessi attivi percepiti sia da soggetti passivi residenti che non residenti sono sottoposti ad una ritenuta del 20%, ovvero inferiore in presenza di un Trattato contro le doppie imposizioni.  Viceversa, le royalties sono sottoposte ad una ritenuta del 20%, se ricevute da contribuenti residenti, ovvero del 30%, se il percettore non è residente ed in assenza di una ritenuta convenzionalmente pattuita.
I trattati contro le doppie imposizioni sono stipulati utilizzando il modello proposto dalle Nazioni Uniti, anche se il commentario OCSE è utilizzato dalle autorità locali al fine di dipanare dubbi interpretativi.

L’imposta sul valore aggiunto
L’imposta sul valore aggiunto colpisce le importazioni e la maggior parte delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi operate nel territorio dello Stato. L’aliquota applicata è del 12%. L’ordinamento prevede che determinate operazioni siano assoggettate ad aliquota zero, quali le cessioni di beni destinati alle esportazioni, e che altre siano esenti, come i servizi prestati da intermediari finanziari, i servizi di trasporto internazionale via nave e aereo ed i prodotti agricoli.
La registrazione ai fini dell’imposta è richiesta quando il giro di affari è maggiore di 1.919.500 Pesos Filippini.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte
Il periodo di imposta per le persone fisiche coincide con l’anno solare ed il modello dichiarativo deve essere trasmesso entro il 15 aprile dell’anno successivo al periodo di imposta cui si riferisce la dichiarazione. Il sistema prevede la presentazione di un modello unificato che cumula i redditi dei coniugi, benché il computo avvenga su base individuale. I datori di lavoro devono operare mensilmente una ritenuta alla fonte sugli emolumenti corrisposti ai dipendenti e versarla all’Erario entro il decimo giorno del mese successivo a cui la ritenuta si riferisce. Qualora il debito di imposta risultante dalla dichiarazione supera l’ammontare delle ritenute periodicamente subite, il saldo a debito deve essere versato nei termini di presentazione del modello di dichiarazione. In precipui casi è previsto il pagamento di due acconti nel corso dell’anno di imposta. Il tardivo pagamento è punito con una sanzione pari al 25% dell’importo dovuto ed un tasso di interesse moratorio del 20% è applicato sull’imposta non pagata sino alla data di integrale versamento.
Il periodo di imposta delle persone giuridiche deve essere di 12 mesi e può coincidere con l’anno solare, infatti, molte società hanno i periodi d’imposta che si concludono sia a dicembre che a marzo. Il soggetto passivo deve trasmettere delle dichiarazioni intermedie trimestrali entro il 15° giorno del mese successivo a quello cui si riferisce il trimestre e una dichiarazione finale entro il 15° giorno del quarto mese successivo al periodo di imposta cui il modello si riferisce. Il debito di imposta che emerge da ciascuna dichiarazione intermedia deve essere corrisposto entro 60 giorni dalla presentazione del modello ed il saldo finale a debito deve essere regolato entro il termine di presentazione della dichiarazione finale. L’eventuale saldo a credito può essere richiesto a rimborso o essere scomputato  da debiti di imposta dei successivi periodi. Parimenti alle persone fisiche, una sanzione pari al 25% dell’ammontare dovuto è comminata in caso di ritardo del pagamento ed un tasso di interesse moratorio del 20% è applicato sull’imposta non pagata sino alla data di integrale versamento.



Capitale: Manila
Lingua ufficiale: filippino, inglese
Moneta: peso filippino
Forma istituzionale: Repubblica
Principali trattati stipulati con l’Italia: Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo aggiuntivo, Firmata a Roma il 5 dicembre 1980 ed entrata in vigore il 15 giugno 1990.
La modifica introdotta dalla legge di stabilità per il 2015, secondo cui una tassazione non inferiore al 50% di quella italiana può essere considerata adeguata, ha permesso alle Filippine di uscir fuori dalla black list Cfc, contenuta nel decreto ministeriale del 21 novembre 2001 e successive modifiche, emanato in attuazione dell'articolo 167 comma 4 del Tuir, avendo un livello di tassazione superiore al 50% di quello italiano. Parimenti le Filippine sono uscite anche dalla black list list sulla indeducibilità dei costi, contenuta nel decreto ministeriale del 23 gennaio 2002 e successive modifiche, emanato in attuazione dell'articolo 110, comma 10 e 11 Tuir, per il fatto che, in base a quanto previsto dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 678, legge 190/2014), è oggi nelle condizioni di garantire un adeguato scambio di informazioni. Infatti rientra nella lista di Paesi che hanno sottoscritto con l’Italia un accordo bilaterale o multilaterale che consente lo scambio di informazioni in materia fiscale.




Fonti informative:
Bureau of Internal Revenue




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aggiornamento: agosto 2017
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