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Giordania

La riforma fiscale del 2018 ha introdotto diverse novità, tra cui una “contribuzione nazionale” che si somma all’imposta sui redditi di persone fisiche e giuridiche

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L’attuale sistema tributario della Giordania è stato soggetto a una consistente riforma approvata nel dicembre 2018, con numerose novità entrate in vigore del 1° gennaio 2019.    
Le principali novità della riforma riguardano l’incremento dell’aliquota relativa all’imposta sui redditi per il settore manifatturiero, agevolazioni per il settore industriale, l’esenzione dall’imposta sui redditi per i  venture capital funds, l’introduzione di una nuova imposta, aggiuntiva rispetto all’imposta sui redditi per persone fisiche e società, denominata  “Contribuzione Nazionale” con aliquota differenziata a seconda dei settori,  nuove regole sulla detraibilità degli interessi passivi da parti correlate, la revisione delle detrazioni fiscali e delle aliquote per le persone fisiche.

Persone fisiche: imposte sul reddito
L'imposta sul reddito è stata introdotta con una legge del 1985, ma ha subito importanti modifiche prima nel 2009 e più recentemente nel 2018.
L’imposizione interessa i salari, gli stipendi e gli altri redditi percepiti da soggetti residenti o non residenti. Poiché nel Paese vige il principio di tassazione territoriale, i contribuenti sono tassati unicamente sui redditi di fonte interna.  

L’imposta è applicata secondo i seguenti scaglioni di reddito:

Reddito (in dinari) Aliquota
Da 0 a 5.000 5%
Da 5.000 a 10.000 10%
Da 10.000 a 15.000 15%
Da 15.000 a 20.000 20%
Da 20.000 a 1.000.000 25%
Oltre 1.000.000 30%

Per i redditi sopra i 200mila dinari è prevista in aggiunta l’applicazione dell’imposta di “Contribuzione Nazionale” con aliquota dell’1%.
È prevista un'esenzione dall’imposta per i residenti pari a 10mila dinari (ridotta a 9mila nel 2020) cui se ne aggiunge un'altra di uguale importo per le persone a carico, indipendentemente dal loro numero. Inoltre è prevista un’ulteriore deduzione di 1.000 dinari per le spese mediche, quelle di istruzione, gli affitti e gli interessi sui mutui a scopo residenziale debitamente documentate. La stessa deduzione è riferita alle spese per il coniuge e per ciascun figlio (fino a un massimo di 3mila dinari). Tali deduzioni non possono comunque superare i 23mila dinari complessivi per nucleo familiare. Anche i non residenti possono beneficiare dell'esenzione per le persone a carico residenti in Giordania.  
Il regime del trattamento di fine rapporto è stato recentemente modificato abolendo l’originale esenzione completa, sostituita con le seguenti modalità:
1) esenzione completa per la quota relativa al periodo precedente il 31 dicembre 2009;
2) esenzione al 50% e tassazione per il rimanente con aliquota al 9% per il periodo fino al 31 dicembre 2014;
3) esenzione solo per i primi 15 mila dinari e aliquota al 9% per i periodi successivi.
Le fonti di reddito da capitale generalmente non sono soggette a tassazione.

Società: imposte sul reddito e altre imposte dirette
Anche le persone giuridiche sono tassate unicamente sui redditi di fonte interna. Fanno eccezione i redditi provenienti dall’estero, ma originati comunque da fondi o depositi in Giordania per i quali è prevista una tassazione al 10%.
Una società è considerata residente se è istituita secondo le leggi giordane, se è ivi gestita o vi ha la sua sede principale o se è posseduta per almeno il 50% da un ente pubblico.
Sono esenti alcuni soggetti come le pubbliche amministrazioni, i sindacati, le associazioni di categoria, le organizzazioni religiose, caritatevoli, culturali ecc. riconosciute come no profit.
L’aliquota ordinaria dell’imposta sulle società è del 20%, ma esistono aliquote di imposta differenziate per specifici settori: per le attività industriali l’ultima riforma fiscale prevede un aumento dell’aliquota dal 15% del 2019 (10% per il settore tessile e i medicinali) per giungere al 20% nel 2024. Più elevata è la tassazione per le banche, pari al 35%, mentre  le compagnie di comunicazione, elettriche, minerarie e le società finanziarie e assicurative sono soggette a un’imposizione sul reddito del 24%.
All’imposta sul reddito si aggiunge un’imposta di “Contribuzione nazionale” in generale dell’1%, ma che è pari al 3% per banche e società elettriche, al 4% per gli altri operatori finanziari, al 7% per le attività minerarie e al 2% per le telecomunicazioni e le assicurazioni.
I redditi provenienti dalle attività agricole sono esenti.
Il reddito imponibile viene calcolato a partire dal reddito lordo calcolato come differenza tra l'ammontare totale dei componenti positivi soggetti a tassazione e i costi per la produzione e conservazione del reddito.
Le plusvalenze derivanti da fonti nazionali sono esenti così come lo sono i dividendi con l’eccezione di quelli percepiti da banche e altri istituti finanziari, compagnie di telecomunicazione, attività minerarie e assicurazioni. Gli interessi provenienti da banche e istituti finanziari subiscono in particolare una ritenuta del 5% che risulta a titolo definitivo per le persone fisiche e del 7% a titolo di acconto per le società. Gli interessi, le royalties ed i servizi tecnici pagati a non residenti sono soggetti ad una ritenuta del 10% salvo diversamente stabilito dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.
La norma prevede specifiche percentuali di ammortamento per le differenti tipologie di immobilizzazioni, percentuali che vanno dimezzate qualora le immobilizzazioni siano utilizzate per meno di 180 giorni nel corso dell’anno. La valutazione delle rimanenze deve essere effettuata al minore tra il costo di mercato ed il costo di acquisto e i metodi di valutazione accettati sono il FIFO, la media ponderata e qualsiasi altro metodo in accordo con gli IFRS.
È previsto un sistema di thin cap per il quale i soggetti differenti da quelli bancari non possono dedurre interessi relativi a prestiti da soggetti collegati superiori a tre volte il capitale sociale. Le perdite possono essere riportate in avanti  nei successivi cinque anni  mentre non è previsto un sistema di carry back.
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro quattro mesi dalla fine dell’anno di imposta.
Per i contribuenti di maggiori dimensioni (ricavi superiori a 1 milione di dinari) sono previsti, acconti semestrali sull'imposta sui redditi calcolati in percentuale rispetto al reddito dell'anno precedente.

L'imposta sulle vendite
L'imposta sulle vendite, con aliquota ordinaria del 16%, viene applicata su tutte le transazioni riguardanti la fornitura o l’importazione di beni e servizi con l'eccezione di alcuni beni o servizi esenti o ad aliquota nulla. Non sono invece soggetti ad imposta le esportazioni verso l'estero o zone franche, gli scambi di beni usati tra privati, le proprietà immobiliari, azioni, fondi di investimento e altri strumenti finanziari. All'imposta generale se ne aggiunge una speciale che colpisce soltanto alcuni beni, elencati in apposite tabelle, che vengono tassati una sola volta nel momento in cui sono posti sul mercato o vengono importati. Il contribuente può detrarre l'imposta dovuta da quella pagata in fase di acquisto ed importazione. L'imposta speciale può essere detratta unicamente nel caso in cui il bene considerato sia utilizzato come input nella produzione di altri beni anch'essi soggetti ad imposta speciale.
La base imponibile di riferimento è data dal prezzo di vendita comprensivo dell'eventuale imposta speciale. Nel caso di beni importati, viene considerato il valore dichiarato alla dogana cui si aggiungono i dazi doganali e l'eventuale imposta speciale.
Devono  obbligatoriamente registrarsi e applicare l’imposta i contribuenti con ricavi superiori a 30 mila dinari.

Le imposte sulle proprietà
È prevista un’imposta sul trasferimento di proprietà. In particolare, all'atto della compravendita di proprietà immobiliari situate in territorio giordano viene applicata un'imposta pari al 9% del prezzo di vendita (composta da un 5% di imposta di registro e da un 4% di imposta sulla vendita delle proprietà).
Sul valore delle proprietà viene inoltre applicata un'imposta locale il cui importo viene calcolato da ciascuna autorità locale sulla base delle caratteristiche della proprietà e del reddito ricavabile da un’eventuale locazione. In genere su tale reddito presuntivo viene applicata un’aliquota del 15%.

Le zone speciali
Allo scopo di attirare gli investimenti, soprattutto dall’estero, sono state istituite alcune aree speciali (Zone di libero commercio e Zone di sviluppo) che forniscono particolari benefici sia di tipo logistico che fiscale.
Le 6 Zone di libero commercio offrono aree attrezzate per le attività economiche e il magazzinaggio a prezzi contenuti vicino alle città o nei pressi di infrastrutture di collegamento marine o terrestri. Inoltre permettono la piena proprietà straniera delle società (soggetta a restrizioni altrove), sussidi per la realizzazioni di immobili, l’esenzione dai dazi doganali per tutti i beni importati per lo svolgimento delle attività economiche (esclusi i veicoli). Per la sola zona di Aqaba è inoltre prevista un’aliquota al 5% dell’imposta sui redditi delle società (con l’esclusione di banche, assicurazioni e trasporti terrestri), l’esenzione dall’imposta sulle vendite per la maggior parte dei beni e servizi, l’esenzione dall’imposta sugli immobili e la possibilità di impiegare fino al 70% di dipendenti stranieri (in deroga alla norma generale).
Anche le Zone di sviluppo sono 6 e offrono i seguenti benefici: piena proprietà straniera delle società, aliquota dell’imposta sui redditi delle società ridotta al 5%, esenzione dall’imposta sulle vendite, esenzione dai dazi doganali per tutti i beni importati per la realizzazione delle attività economiche (esclusi i veicoli), nessun limite all’uso di dipendenti stranieri ed esenzione dal pagamento dei contributi sociali.


Rapporti con l'Italia: Esiste un trattato contro le doppie imposizioni tra Italia e Giordania ratificato nel 2009

Capitale: Amman
Lingua ufficiale: arabo
Moneta: dinaro giordano
Forma istituzionale: monarchia costituzionale.
 
Fonti principali
Friedrich-Ebert-Stiftung Jordan & Iraq: “Protest as the Last Straw - A Report on Jordan’s Tax Reform in 2018”
Deloitte: “Jordan highlights 2018”
World Bank: “Jordan- Doing business 2019- Training for reform”
PWC: “Jordan”
Kpmg: “Jordan – Amendments to the Income Tax Law No. 38 for the year 2018”
Healy consultants group Plc: “Jordan free zones”

 

La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.


aggiornamento: luglio 2019

 

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