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Schede Paese

Giordania

A partire dal 2009 il processo di riforma ha interessato l’imposta sui redditi e quella sulle vendite

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L'imposta sul reddito è stata introdotta con una legge del 1985 ma ha subito importanti modifiche prima nel 2009 e più recentemente nel 2014. Essa interessa tutte le tipologie di reddito elencate nella legge e appartenenti a persone fisiche o giuridiche residenti o non residenti. Sia per i residenti che per i non residenti sono tassati unicamente i redditi di fonte giordana indipendentemente da dove avviene il pagamento. Sono esenti da imposta alcuni redditi tra cui quelli delle pubbliche amministrazioni, dei sindacati, associazioni di categoria, organizzazioni religiose, caritatevoli, culturali ecc. riconosciute come no profit. I dividendi provenienti da imprese residente sono esenti così come lo sono le plusvalenze con l’eccezione di quelle su società finanziarie ed assicurative e quelle derivanti da immobilizzazioni immateriali. A questa regola generale fanno eccezione i dividendi provenienti da istituti finanziari islamici che sono assimilati agli interessi.  Gli interessi, le royalties ed i servizi tecnici pagati a non residenti sono soggetti ad una ritenuta del 10% (aumentata nel 2015 rispetto al precedente 7%)  salvo diversamente stabilito dalle convenzioni contro le doppie imposizioni. Gli interessi provenienti da banche e istituti finanziari subiscono invece una ritenuta del 5% che risulta a titolo definitivo per le persone fisiche e di acconto per le imprese.

La tassazione delle persone fisiche
Per quanto riguarda le persone fisiche sono soggetti a tassazione i salari, gli stipendi e gli altri redditi percepiti da soggetti residenti o non residenti. E' prevista un'esenzione per i residenti pari a 12 mila dinari cui se ne aggiunge un'altra di uguale importo per le persone a carico (indipendentemente dal loro numero). Nel caso di nucleo familiare però tali esenzioni non possano comunque superare i 24 mila dinari complessivi. I non residenti possono beneficiare dell'esenzione per le persone a carico solo se queste sono residenti in Giordania. Sono detraibili dal reddito le spese mediche, educative, gli affitti e gli interessi (o strumenti assimilati rispettosi dei precetti religiosi) sui mutui a scopo residenziale debitamente documentate fino a 4 mila dinari. Permessa la deduzione delle offerte ad organismi religiosi, caritatevoli, umanitari, culturali ecc riconosciute fino al 25% del reddito tassabile. Le fonti di reddito da capitale come i titoli, le azioni ecc. non sono soggetti a tassazione. Le liquidazioni sono esenti per la quota relativa al periodo precedente il 31 dicembre 2009 mentre per i periodi successivi è prevista un’esenzione per i primi  5 mila dinari. Sui restanti redditi non esentati è invece previsti una tassazione pari al 7% sui primi 10 mila dinari, del 14% tra 10 mila e 20 mila dinari e del 20% sul reddito eccedente.
 
La tassazione delle persone giuridiche
L'imposta viene calcolata a partire dal reddito lordo inteso come differenza tra l'ammontare totale dei ricavi soggetti a tassazione e i costi per la produzione e conservazione del reddito. La norma prevede specifiche percentuali di ammortamento per le differenti tipologie di immobilizzazioni, percentuali che vanno dimezzate qualora le immobilizzazioni siano utilizzate per meno di 180 giorni nel corso dell’anno. La valutazione delle rimanenze deve essere effettuate al minore tra il costo di mercato ed il costo di acquisto e i metodi di valutazione accettati sono il FIFO, la media ponderata e qualsiasi altro metodo in accordo con gli IFRS. E’ previsto un sistema di thin cap per i quale i soggetti differenti da quelli bancari non possono dedurre interessi relativi a prestiti superiori a tre volte il capitale sociale. Per le imprese agricole sono esenti i primi 75 mila dinari di reddito prodotto nel paese.
Se il reddito imponibile risulta negativo, la perdita potrà essere riportata nei successivi cinque anni. Non è previsto un sistema di carry back. A partire dal 1 gennaio 2015 il sistema di aliquote è stato modificato introducendo una forte differenziazione a seconda dell’attività esercitata. Per le attività industriali essa è del 14% (rimasta invariata rispetto alla situazione precedente), per le banche del 35% mentre le compagnie di comunicazione, elettriche, minerarie e le restanti società finanziarie e assicurative pagano il 24%. Per il commercio e i servizi e le restanti attività del 20%,
I redditi provenienti dalle attività agricole effettuate nel regno sono pienamente esenti.
Al fine di incentivare le esportazioni, i redditi prodotti da cessione all’estero sono esenti da tassazione fino al 31 dicembre 2015.

L'imposta sulle vendite
L'imposta sulle vendite viene applicata su tutte le transazioni riguardanti fornitura o importazione di beni e servizi con l'eccezione di alcuni esentati o ad aliquota nulla. Non son invece soggetti ad imposta le esportazioni verso l'estero o zone franche, gli scambi di beni di seconda mano tra privati, le proprietà immobiliari, azioni, fondi di investimento e altri strumenti finanziari. All'imposta generale se ne aggiunge una speciale che colpisce soltanto alcuni beni elencati in apposite tabelle che sono tassati una sola volta nel momento in cui sono posti sul mercato o vengono importati. Il contribuente può dedurre dall'imposta dovuta l'imposta generale pagata in fase di acquisto ed importazione. Per alcune tipologie di beni indicate in un'apposita tabella tale deduzione non è possibile. L'imposta speciale può essere dedotta unicamente nel caso in cui il bene considerato sia utilizzato come input nella produzione di altri beni anch'essi soggetti ad imposta speciale.
L'aliquota per l'imposta generale è pari al 16%, aliquote ridotte al 4% e all’8% sono previste per specifici beni o servizi. Per alcuni beni di lusso vi è inoltre una sovrattassa speciale differenziata a seconda del tipo di bene o servizio considerato. La base imponibile di riferimento è data dal prezzo di vendita comprensivo dell'eventuale imposta speciale. Nel caso di beni importati viene considerato il valore dichiarato alla dogana cui si aggiungono i dazi doganali e l'eventuale imposta speciale.
Devono  obbligatoriamente registrarsi e applicare l’imposta i contribuenti con ricavi superiori a 30 mila dinari.

Altre tasse e imposte

L'imposta sui servizi sociali
Sull'ammontare di imposta dovuta ai fini dell'imposta sul reddito viene calcolato un ulteriore 10% come imposta sui servizi sociali.

Le imposte sulle proprietà
All'atto della compravendita di proprietà immobiliari situate in territorio giordano viene applicata un'imposta pari al 4% del prezzo di vendita a carico del venditore e del 6% a carico dell'acquirente. Sul valore delle proprietà viene inoltre applicata un'imposta locale il cui importo viene calcolato da ciascun Comune sulla base delle caratteristiche della proprietà e del reddito ricavabile da un eventuale locazione. In genere su tale reddito presuntivo viene applicata un’aliquota del 15%.

L'imposta sulle transazioni azionarie
L'imposta è applicata sulle transazioni di azioni, derivati e fondi azionari quotati in Borsa. Essa viene pagata con aliquota pari al 0,05% sul valore della transazione sia da parte del venditore che dell'acquirente.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamenti
La dichiarazione dei redditi deve essere compilata entro quattro mesi dalla fine dell’anno di imposta che coincide con quello solare.
Per i contribuenti di maggiori dimensioni (ricavi superiori ad un milione di dinari) sono previsti, nel corso degli anni degli acconti semestrali sull'imposta sui redditi calcolati in percentuale rispetto al reddito dell'anno precedente.

Le zone franche
Una delle principali novità introdotte nell'ordinamento negli ultimi anni è la presenza di alcune zone franche gestite dallo Stato e da privati. Scopo delle zone franche è attirare capitali nazionali ed esteri per favorire lo sviluppo dell'area e dell'intera nazione promuovendo le industrie orientate all'esportazione ed il transito commerciale. Per raggiungere tali obiettivi alle imprese nazionali e straniere che si insediano nelle zone franche sono accordati i seguenti benefici:

  • i profitti delle entità operanti nelle zone franche sono esenti dall'imposta sui redditi e da quelle sui servizi sociali per un periodo di dodici anni;
  • i salari e gli altri emolumenti dei lavoratori non giordani sono esentati dall'imposta sul reddito e da quella sui servizi sociali;
  • tutti i beni importati ed esportati attraverso le zone franche e diretti all'estero sono esentati da dazi doganali e qualsiasi altra forma di imposizione;
  • le costruzioni realizzate nelle zone franche non pagano oneri per le licenze e sono esentate dell'imposta sulla proprietà;
  • non ci sono restrizioni al trasferimento dei capitali investiti nelle zone franche e degli utili prodotti;
  • i prodotti delle imprese poste nelle zone franche che vengono commercializzati all'interno sono esenti da dazi doganali.



Capitale: Amman
Lingua ufficiale: arabo
Moneta: dinaro giordano (cambio a dicembre 2012 circa un dinaro per  euro)
Forma istituzionale: monarchia costituzionale
Rapporti con l'Italia: il Paese non risulta in alcuna delle black list relative a paesi con fiscalità privilegiata presenti nel nostro ordinamento e tantomeno nelle liste dei paesi i paradisi fiscali dell'Ocse. Esiste un trattato contro le doppie imposizioni tra Italia e Giordania ratificato nel 2009.
 

 

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aggiornamento: gennaio 2016

 
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