Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Schede Paese

Irlanda

4,5 milioni di abitanti e una economia basata sui servizi sono le due principali caratteristiche del sistema Paese

Thumbnail
L'Irlanda, piccolo Stato di 4,5 milioni di abitanti, aderente all'Unione europea e a quella economico-monetaria dal 2002, ha un'economia basata sui servizi e fortemente internazionalizzata. Il settore finanziario è particolarmente sviluppato, anche a seguito dei sostanziali incentivi di natura fiscale di cui ha beneficiato nel corso degli anni '90.




Il sistema giuridico
Il sistema legale irlandese è basato sul common law britannico. L'Irlanda, tuttavia, ha una costituzione scritta le cui disposizioni costituiscono condizione di validità delle leggi del Parlamento. Nella gerarchia delle fonti, le decisioni giurisprudenziali (case law) si collocano dopo gli atti normativi di rango primario (statutes) ma prima degli atti normativi di rango secondario (statutory instruments).

Tassazione delle persone fisiche 
Caratteristiche generali e aliquote
I redditi delle persone fisiche e dei trustee sono soggetti all'imposta sui redditi (income tax) e alla separata imposta sulle plusvalenze (capital gains tax). La disciplina di entrambe le imposte è contenuta nel Taxes Consolidation Act del 1997 (TCA 1997); la loro gestione è affidata ai Commissari delle Entrate (Revenue Commissioners). Negli ultimi anni, inoltre, sono state introdotte una addizionale sul reddito e un contributo per le persone abbienti.
L'aliquota dell'imposta sul reddito, che è di tipo cedolare, è del 20% per i redditi fino a 33.800 euro; i redditi eccedenti tale soglia sono soggetti ad un'aliquota del 40%. Le coppie sposate o registrate come unioni civili sono soggette a tassazione congiunta, a meno che non chiedano espressamente di essere tassati individualmente. In caso di tassazione congiunta, la soglia per l'applicazione dell'aliquota del 40% è elevata a 42.800 euro (la medesima soglia è pari a 36 800 euro per vedovi o genitori single). A prevedere queste novità è stato il disegno di legge di bilancio per il 2015 e, in particolare, la riduzione dell’aliquota massima dal 41 al 40% e l’ampliamento del primo scaglione da 32.800 a 33.800 euro, per i single, e da 41.800 a 42.800 euro, per le coppie. Per gli individui ad alto reddito (reddito lordo superiore a 125.000 euro) sono previste restrizioni all'ammontare dei crediti di imposta e alle deduzioni concedibili. I soggetti con più di 65 anni il cui reddito non supera 18.000 euro (36.000 euro per le coppie sposate) sono esentati dal pagamento delle imposte.
È prevista un’esenzione per i redditi fino a 40.000 euro di artisti, scrittori e compositori, nonché per quelli delle imprese avviate da disoccupati di lunga durata.
L’aliquota ordinaria dell’imposta sui capital gains è pari al 33% Dal 2010, è prevista un'aliquota speciale dell'80% per proventi straordinari (windfall gain) derivanti dalla cessione di terreni situati in Irlanda il cui valore di mercato è aumentato in seguito a modifiche o deroghe al piano regolatore. I redditi delle persone fisiche scontano, inoltre, un’addizionale, la “Universal Social Charge”, con aliquote che variano tra il 2 e il 10% secondo il tipo di reddito e di contribuente (dal 1° gennaio 2015, tra l’1,5 e l’11%). Determinati bonus percepiti da dipendenti del settore bancario scontano la Universal Social Charge con l’aliquota del 45%. Esiste, infine, una speciale tassa annuale, dovuta nella misura fissa di 200.000 euro, che si applica ai soggetti domiciliati in Irlanda il cui reddito complessivo supera un milione di euro e il cui patrimonio è composto da beni “irlandesi” per un valore superiore a 5 milioni di euro (domicile levy).
 
Soggetti residenti, ordinariamente residenti e “non dom”
I soggetti fiscalmente residenti in Irlanda scontano l’imposta sul totale dei redditi dovunque prodotti. I non residenti, invece, sono soggetti ad imposta per determinati redditi di fonte irlandese, inclusi redditi derivanti da beni immobili situati in Irlanda o dallo svolgimento di un impiego, commercio o professione in Irlanda. I redditi finanziari percepiti da soggetti non residenti sono generalmente esenti.
Una persona fisica è considerata residente se la sua permanenza nel territorio dello Stato è stata di almeno 183 giorni in un anno o di almeno 280 giorni nell’arco di due anni consecutivi
(a condizione che in ciascun anno sia stato presente per almeno 30 giorni). In linea di principio, un soggetto che rispetta questi requisiti è considerato residente in Irlanda per l’intero periodo d’imposta (anno solare). È prevista, tuttavia, un’eccezione: i soggetti che immigrano in Irlanda – e, cioè, vi si trasferiscono per almeno due anni – sono considerati residenti a partire dal giorno in cui si trasferiscono. Analogamente, i soggetti che emigrano dall’Irlanda – e, cioè, lasciano il Paese per ragioni non transitorie – perdono la residenza al momento della partenza. L’eccezione si applica ai soli redditi di lavoro dipendente; per gli altri redditi si ha riguardo alle disposizioni convenzionali applicabili.
La legislazione irlandese prevede anche un regime speciale per i soggetti che, pur essendo “ordinariamente residenti” in Irlanda, non vi risiedono nel periodo d’imposta considerato. Un soggetto è considerato “ordinariamente residente” in Irlanda se vi ha risieduto per i 3 anni passati. La qualifica di soggetto ordinariamente residente si perde solo dopo tre anni dalla cessazione della residenza in Irlanda.
Il “domicilio”, inteso come luogo in cui si trova la dimora permanente o naturale di un soggetto, ha autonoma rilevanza ai fini della legislazione tributaria irlandese. Dal 2010, infatti, è prevista un’imposta fissa per i soggetti che risultano domiciliati in Irlanda. Il domicilio “di origine” è normalmente quello del padre. Tale domicilio si perde in caso di trasferimento all’estero che comporta lo scioglimento dei legami con il Paese di origine e l’insediamento nel Paese di destinazione sorretto dalla chiara intenzione di farne la propria dimora permanente. Un regime speciale si applica ai soggetti residenti in Irlanda, che tuttavia non vi risultano “domiciliati” (resident but not domiciled). I redditi e le plusvalenze di fonte estera realizzati da questi soggetti scontano le imposte irlandesi solo se e nella misura in cui sono effettivamente rimpatriati (remitted) in Irlanda.
Nel 2012, infine, è stato introdotto un’agevolazione temporanea per i soggetti non residenti che prestano attività lavorative in Irlanda negli anni 2012, 2013 o 2014 (Special Assignee Relief Programme,SARP). Il regime prevede l’esenzione del 30% del salario compreso tra 75.000 e 500.000 euro.

Determinazione del reddito imponibile
L’applicazione dell’imposta sul reddito avviene attraverso un sistema cedolare, che suddivide il reddito imponibile nelle seguenti categorie (schedule) e sottocategorie (case):

  • Schedule D, Case I: redditi commerciali;
  • Schedule D, Case II: redditi professionali;
  • Schedule D, Case III: (a) interessi; (b) redditi di fonte estera;
  • Schedule D, case IV: redditi non rientranti nelle altre categorie;
  • Schedule D, Case V: redditi derivanti da beni immobili situati in Irlanda;
  • Schedule E: redditi di lavoro dipendente;
  • Schedule F: dividendi di fonte irlandese.

Le regole di determinazione dei redditi sono diverse secondo la categoria di appartenenza; non è possibile compensare le perdite appartenenti a una data categoria con i profitti di un’altra categoria.Determinate categorie di reddito sono escluse dal campo di applicazione dell’imposta. Tra i rediti non soggetti a tassazione vi sono, ad esempio, le vincite derivanti da lotterie o scommesse, le borse di studio, i risarcimenti.
In linea di principio, per i redditi di lavoro dipendente la base imponibile è costituita dal reddito guadagnato nel corso dell’anno (anche se non effettivamente percepito), al netto delle spese sostenute “interamente, esclusivamente e necessariamente” nello svolgimento dei doveri d’ufficio. Le spese di trasporto non rientrano tra quelle deducibili, salvo casi eccezionali. Nella prassi, è frequente che il contribuente concordi con gli ispettori un ammontare forfetario di spese deducibili.
I dividendi e gli interessi sono normalmente soggetti a ritenuta alla fonte. Gli interessi sui depositi e sui prestiti sono soggetti a un’imposta specifica (deposit interest retention tax, DIRT: cfr. par. 6.5).
I redditi derivanti da trust residenti in Irlanda sono tassabili in capo ai beneficiari, a meno che il disponente (settlor) abbia il diritto di godere del reddito o del patrimonio del trust medesimo. Se il reddito del trust è attribuito al beneficiario nel momento in cui matura, la fonte del reddito è ravvisata non nel trust ma nel bene sottostante. Il beneficiario, pertanto, riceve un reddito lordo. Negli altri casi, la fonte del reddito è ravvisata nel trust medesimo, con la conseguenza che il reddito è distribuito al netto di una ritenuta a titolo di acconto prelevata con aliquota pari all’aliquota base (20%).
Gli immobili non producono redditi imponibili se occupati dal proprietario. I redditi derivanti dalla locazione di immobili situati in Irlanda sono soggetti ad imposta al momento in cui sono legalmente dovuti (a prescindere dalla corresponsione effettiva). È possibile dedurre dal reddito derivante dai canoni di locazione le spese sostenute per riparare o assicurare l’immobile. Gli interessi sui prestiti contratti in relazione a un immobile locato sono deducibili dai relativi canoni nel limite del 75%.
 
La tassazione delle società
 
Soggetti passivi
L'imposta sulle società si applica a tutti gli enti dotati di personalità giuridica, incluse cooperative ed enti pubblici o semi-pubblici, ma non alle società di persone (partnership), che sono entità fiscalmente trasparenti. Al pari dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la disciplina dell'imposta sulle società è contenuta nel Taxes Consolidation Act del 1997 (TCA 1997).
La legislazione irlandese disciplina le seguenti forme di società:
 

  • private limited company - società a responsabilità limitata, è il tipo di società più frequentemente usato dai privati, aziende ed imprese. La qualificazione esatta sarebbe quella di società per azioni in cui la responsabilità dei soci è limitata al capitale sociale sottoscritto;
  • guarantee company - utilizzata dagli enti di beneficenza a fini scolastici o religiosi, associazioni sportive, ed altre operazioni non - benefit;
  • unlimited company - società utilizzate per operazioni di poco rischio, la responsabilità illimitata dei soci comunque può essere limitata al secondo stadio, quando gli azionisti sono società a responsabilità limitata;
  • public limited company (PLC) - società finalizzate alla quotazione in Borsa;
  • societas europaea (SE) - La Società Europea (SE) è una società per azioni costituita in base al regolamento Ue adottato da tutti gli Stati membri.

Una società residente è soggetta a tassazione relativamente alla totalità dei proventi conseguiti, mentre le società non domiciliate fiscalmente in Irlanda ma che vi operano attraverso una filiale o un'agenzia sono soggette ad imposta soltanto per la parte di utili generate da tali filiali o agenzie. Il disegno di legge di bilancio per il 2015 prevede che tutte le società costituite in Irlanda siano considerate ivi residenti ai fini fiscali, a prescindere dalla sede dell’amministrazione. La modifica è finalizzata a combattere il c.d. “Double Irish”, un diffuso schema elusivo che prevede la costituzione di società irlandesi fiscalmente residenti in paradisi fiscali.

Calcolo dell’imposta
L’imposta grava sul reddito prodotto dalla società e sulle plusvalenze imponibili. Il periodo d’imposta è il c.d. “periodo contabile”, che, per le società residenti, coincide con l’esercizio contabile. Per le società che si trasferiscono in corso d’anno, il periodo d’imposta inizia (o termina) al momento del trasferimento.
Anche per le società il reddito imponibile è calcolato su base cedolare. Le categorie e sottocategorie di reddito utilizzate per la tassazione delle persone fisiche sono, in linea di principio, applicabili anche alle società. Il reddito imponibile si determina apportando variazioni in aumento o in diminuzione al risultato economico dell’esercizio come evidenziato
dal bilancio. Anche quando la società adotta i principi contabili internazionali IAS/IFRS per la redazione del bilancio individuale di esercizio, i valori di bilancio sono riconosciuti come base di partenza per il calcolo delle imposte. Ai fini fiscali, sono deducibili le sole spese che hanno natura reddituale e che sono effettuate “interamente ed esclusivamente” nell’esercizio dell’attività di impresa. Le spese di ricerca e sviluppo, le donazioni a determinate entità e le spese di start-up sono sempre deducibili. Le quote di ammortamento dei beni strumentali sono considerate spese in conto capitale e non sono deducibili. Per alcune di queste spese, tuttavia, l’ammortamento è riconosciuto sotto forma di “capital allowance”.
Le perdite non utilizzate per compensare gli utili di periodo possono essere utilizzate illimitatamente. La compensazione, tuttavia, avviene tra perdite e utili soggetti alla medesima aliquota (non è possibile quindi, compensare una perdita commerciale con un utile soggetto all’aliquota del 25%: vedi infra).
In linea di principio, i dividendi che una società riceve da una società residente in Irlanda sono esenti.
Sono previsti regimi speciali, inter alia, per le società che operano nel settore minerario, petrolifero, delle assicurazioni sulla vita, nonché per i fondi pensione, gli organismi di investimento collettivo, le società di costruzione, le società armatrici e quelle costituite nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione. Speciali agevolazioni sono previste anche per la produzione di film e per le start up che hanno avviato un’attività in Irlanda tra il 2009 e il 2011. Nella legge di bilancio 2013 si prefigura l’introduzione di un pacchetto di incentivi per le piccole e medie imprese.

Tassazione di gruppo
La legislazione irlandese prevede i seguenti regimi speciali di tassazione per i gruppi: corporation tax loss relief; loss relief consortium; capital gains group; gross payments group. La possibilità di avvalersi di ciascuno di questi regimi dipende dalla percentuale di integrazione del gruppo e, cioè, dalla percentuale del capitale azionario ordinario detenuto dalla capogruppo irlandese.
Il gross payments group consente di evitare l’applicazione della ritenuta per determinati pagamenti infragruppo, e si applica alle operazioni con società in cui la capogruppo detiene una partecipazione diretta o indiretta pari ad almeno il 51%. Il corporation tax loss relief e il loss relief consortium consentono la compensazione delle perdite infragruppo, mentre il capital gains group consente di evitare le imposte sui capital gain; questi tre regimi si applicano alle società in cui la capogruppo detiene una partecipazione diretta o indiretta pari ad almeno il 75%. Il loss relief consortium si applica anche alle società commerciali nelle quali una holding, partecipata almeno al 75% dalla capogruppo, detiene direttamente una partecipazione pari ad almeno il 90%. Sono considerate nel computo le sole partecipazioni detenute in società residenti in Irlanda o in uno Stato membro rilevante (e, cioè, uno Stato membro della UE o uno Stato membro del SEE con cui l’Irlanda abbia concluso un Trattato).

Le aliquote
I redditi commerciali (trading income) scontano un'aliquota proporzionale del 12.5%. I redditi non commerciali, così come i redditi derivanti dallo svolgimento di attività minerarie, estrattive, petrolifere o immobiliari sono invece soggetti ad un'aliquota del 25%. Per avvalersi dell'aliquota del 12,5%, le società devono svolgere attività commerciali nel territorio irlandese. Alle plusvalenze realizzate attraverso scambi commerciali effettuati al di fuori del territorio irlandese si applica l'aliquota del 25%.
Il concetto di trading income non è definito, ma il significato comunemente accettato è quello di reddito derivante da qualunque attività di scambio e produzione. Attività manageriali (legali, finanziarie, contabili ecc.), attività finanziarie (attività bancarie, di gestione finanziaria, assicurative, ecc.), commercio elettronico, attività di supporto tecnico, attività di ricerca o sviluppo, attività di distribuzione sono tutte attività commerciali che assieme alle più classiche attività manifatturiere, se condotte in Irlanda e strutturate opportunamente, possono essere soggette al regime dell'aliquota ordinaria del 12,5%. Dal 6 dicembre 2012, l’aliquota ordinaria applicabile ai capital gain è pari al 33%; è prevista un’aliquota maggiorata del 40% per le plusvalenze derivanti dalla cessione di determinati fondi “non regolati”.

L'imposta sul valore aggiunto
L'imposta sul valore aggiunto grava sui trasferimenti di beni e sulle prestazioni di servizi forniti dalle imprese nell'ambito della loro attività. A partire dal 1° gennaio 2012, l'aliquota ordinaria è pari al 23%.
Per specifiche categorie di beni e di servizi è prevista l'applicazione di aliquote ridotte: l’aliquota del 13,5% si applica principalmente a determinate cessioni di immobili, hotel, noleggio a breve termine di veicoli, carburante, elettricità, gas, cinema, ecc.. Dall' 1 luglio 2011 l'aliquota applicabile ad alcuni di questi servizi (ad esempio, al pernottamento in hotel o ai servizi di ristorazione) è stata ulteriormente ridotta, ed è ora pari al 9%. Esiste anche una speciale aliquota del 4,8% applicabile al bestiame.
Sono considerati "accountable persons" i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi in Irlanda e che vi sono registrati ai fini Iva (o comunque sono obbligati a registrarsi). I soggetti il cui volume d'affari annuo non supera 75.000 euro per i beni o 37.500 euro per i servizi (al netto dell'Iva sugli acquisti) non sono obbligati a registrarsi come soggetti Iva, ma possono tuttavia farlo facoltativamente. Normalmente l'Iva dovuta è determinata con cadenza bimestrale; il pagamento va effettuato entro il giorno 19 del mese successivo alla scadenza del bimestre. Si può pagare con bonifico bancario oppure in via telematica tramite il Revenue Online Service (Ros). La base imponibile corrisponde al corrispettivo pagato o dovuto dal cessionario e include tutte le tasse, i costi e le commissioni applicabili tranne l'Iva che grava su tali costi aggiuntivi. Normalmente l'Iva si rende esigibile con l'emissione della fattura che ne espone l'importo dovuto, tuttavia alcuni contribuenti possono optare per far coincidere l'esigibilità del tributo con il momento del pagamento del corrispettivo.
Il regime Iva irlandese prevede la possibilità di presentare un interpello all'Amministrazione finanziaria per contestare la determinazione dell'aliquota Iva applicabile a una determinata operazione. Inoltre, il contribuente può presentare un quesito all'Amministrazione in caso di dubbio sull'applicazione della normativa Iva. Se l'Amministrazione riconosce che il dubbio è fondato, gli interessi non sono dovuti. In caso contrario, il contribuente può presentare ricorso alle Corti. Il contribuente può altresì adire un ispettorato distrettuale o regionale per sottoporre a revisione i provvedimenti ad esso sfavorevoli.

Le altre imposte

Contributo Sociale Universale (Universal Social Charge, o USC)
Istituita nel 2011, è un’imposta supplementare sul reddito applicabile a tutti i soggetti il cui reddito eccede la soglia determinata dalla legge. Dal 2012, la soglia per l’esenzione dall’USC è pari a 10.036 euro nel 2014, 2013 e 2012 di 12.012 euro nel 2015 e di 13.000 euro nel 2016 e 2017. Vi sono poi alcune tipologie di reddito che sono escluse dal pagamento dell’imposta (vedi).

Contributo di domicilio (Domicile Levy)
La manovra 2010 ha previsto un inasprimento della pressione fiscale sui redditi delle persone fisiche abbienti. E' stato, infatti, introdotto un nuovo contributo in misura fissa sulla ricchezza pari a 200 000 euro per i soggetti “domiciliati” in Irlanda che hanno un reddito complessivo imponibile superiore a un milione di euro e che posseggono beni irlandesi (con esclusione delle azioni nelle società irlandesi) di valore pari a 5 milioni di euro. Il contributo si applica anche se il soggetto, pur essendo domiciliato in Irlanda, non è fiscalmente residente in tale Stato. È possibile scomputare dal contributo di domicilio le imposte sul reddito dovute nell’anno. Il contributo non è dovuto se le imposte sul reddito dovute dal soggetto superano 200.000 euro. Dal 2016 sono in vigore alcune novità.

Tassa sull’acquisizione di capitali (capital acquisitions tax)
Comprende l’imposta sulle donazioni, successioni e sui trust discrezionali. La tassazione è applicata nella misura del 33% delle plusvalenze su cessioni di immobilizzazioni materiali (immobili, terreni edificabili, ...) e dei patrimoni oggetto di donazioni e successioni ereditarie.

Tassa sui guadagni di capitale (capital gains tax)
Viene applicata sulle differenze positive tra il valore delle azioni acquisite e il valore delle stesse azioni al momento della cessione. Si applica comunque a tutti i guadagni di capitali derivanti da atti di disposizione come vendita, permuta o donazione, dall’atto di dotazione di un trust, o da un risarcimento assicurativo. Sono soggetti all’imposta gli individui residenti ovunque si trovi il bene considerato che dà luogo a una plusvalenza o rendita di valore. L’ammontare tassabile deve essere ridotto da determinate spese deducibili ivi comprese le spese dovute all’inflazione.
I guadagni che i contribuenti residenti in Irlanda realizzano dalla compravendita di azioni vengono valutati su base annuale. Le perdite possono essere compensate con i guadagni realizzati nell'anno o in qualsiasi anno seguente, ma non possono essere compensate con altre tipologie di reddito.
L’aliquota generale dell’imposta sui capital gain è pari al 33%. Alcune plusvalenze scontano un’aliquota del 40%. L’imposta è applicata sulla plusvalenza che eccede la franchigia di 1.270 euro. I redditi derivanti dalla vendita della prima casa sono esenti.

Ritenuta d’imposta sugli interessi da deposito (deposit interest retention tax)
Si tratta della ritenuta alla fonte effettuata dalla banca sugli interessi pagati o accreditati sui depositi dei soggetti residenti in Irlanda. Dall'1 gennaio 2017, la ritenuta alla fonte è pari al 39% contro il 41% del 2016, 2015 e 2014 e 33% per il 2013. Gli interessi sui depositi dei non residenti sono esenti.

Imposte immobiliari
Gli enti locali applicano una “tariffa” (rates) sugli immobili usati per fini commerciali, calcolata in base al valore nominale del vano occupato. Dal 2010, gli enti locali prelevano anche un contributo fisso annuale di 200 euro sugli immobili siti nel loro territorio e che non costituiscono l’abitazione principale del proprietario. Il contributo è dovuto dal soggetto che risulta proprietario dell’immobile al 31 marzo di ciascun anno.
A partire dall’8 dicembre 2010, tutti i trasferimenti di proprietà aventi ad oggetto immobili residenziali sono soggetti ad imposta nella misura dell’1% (se il valore del bene trasferito non supera 1 milione di euro) o del 2% (se il valore del bene supera 1 milione di euro). Il contributo sul nucleo familiare (household charge) di 100 euro introdotto nel 2012 sarà sostituito, a partire dal 1° luglio 2013, dall’imposta locale sulla proprietà immobiliare, con aliquota pari a 0.18% del valore di mercato del bene (0.25% per la quota eccedente 1 milione di euro).
7) Ritenuta sui corrispettivi pagati da pubbliche istituzioni (professional service withholding tax) L’imposta consiste più propriamente in una ritenuta operata da pubbliche istituzioni sul corrispettivo da queste dovuto in relazione a prestazioni professionali ricevute (ad es., prestazioni mediche, ingegneristiche, legali, contabili), in misura equivalente all’aliquota ordinaria prevista per l’imposta sui redditi. In pratica, quando un ente pubblico esegue il pagamento di un corrispettivo, è obbligato a trattenere l’imposta dall’ammontare totale dovuto, comprensivo di spese e interessi ma al netto delle imposte dovute come l’IVA o il bollo. All’atto del pagamento, i "sostituti di imposta" rilasciano una ricevuta con valore probatorio. La ritenuta subita costituisce un acconto delle imposte sul reddito che i contribuenti persone fisiche scomputano nello stesso anno di effettuazione della ritenuta, e le persone giuridiche nell’esercizio amministrativo di pagamento.

Imposta di bollo (Stamp Duty)
Si applica ai documenti legali e commerciali relativi a transazioni immobiliari nonché a determinate transazioni delle società di capitali e a determinati premi di assicurazione.

Vehicle Registration Tax (Vrt)
Costituisce la tassa applicata al momento della registrazione di un veicolo in Irlanda.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte
In relazione alle imposte sui redditi delle persone fisiche, il sistema di tassazione è diverso secondo che il reddito derivi da lavoro dipendente oppure da lavoro autonomo. Ai lavoratori dipendenti si applica il sistema "PAYE " acronimo di Pay As You Earn, ossia "paga quando guadagni". Ai lavoratori autonomi, invece, si applica il sistema dell'autoliquidazione. I soggetti il cui reddito imponibile è interamente soggetto al sistema PAYE non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi.
Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi è il 31 ottobre. Il termine è normalmente esteso (di un paio di settimane) per i soggetti che trasmettono la dichiarazione elettronicamente attraverso il sistema Revenue On-line Service (ROS) a cui si può accedere tramite il sito ufficiale.
Il pagamento dell'imposta avviene entro il medesimo termine (c.d. preliminary tax). L'imposta sui capital gain realizzati entro il 30 novembre di un dato anno va pagata entro il 15 dicembre; per i capital gain realizzati successivamente a tale data, l'imposta va pagata entro il 31 gennaio successivo.
Le società devono presentare la dichiarazione dei rediti entro 9 mesi dalla chiusura dell'esercizio. Sono previsti due acconti: il primo è dovuto entro il sesto mese dall'inizio dell'esercizio, e il secondo entro l'undicesimo mese. Complessivamente, la società paga attraverso gli acconti il 90% dell'imposta dovuta. Sono previste regole speciali per i gruppi, le start up e le società il cui debito d'imposta non supera i 200 000 euro.
 

Capitale: Dublino
Lingua ufficiale: inglese, gaelico
Moneta: euro (EUR)
Forma istituzionale: repubblica parlamentare
Principali trattati stipulati con l'Italia
Convenzione tra l'Italia e l'Irlanda per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito, firmata a Dublino l'11 giugno 1971, ratificata in Italia con legge del 9 ottobre 1974, n. 583, in vigore dal 14 febbraio 1975.
Nell’ultima revisione semestrale della white list degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni in materia fiscale (dm 23 marzo 2017) l'Irlanda è stata confermata tra gli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni in materia fiscale.
 


Fonti informative:

  • sito ufficiale dell'Amministrazione fiscale irlandese;
  • sito ufficiale dell'Istituto per il Commercio con l'Estero;
  • sito ufficiale dell'Irish Taxation Institute;
  • sito ufficiale del Global Forum sulla Trasparenza e sullo scambio di informazioni;







aggiornamento: luglio 2017 (per aliquote)





La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/schede-paese/articolo/irlanda