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Malesia

Tutte le persone fisiche, sia residenti che non residenti in Malesia, sono assoggettate alle imposte sul reddito

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La normativa fiscale considera residente in Malesia colui che è stato sul territorio per più di 182 giorni consecutivi; colui che, pur non avendo avuto una permanenza superiore ai 182 giorni, ha soggiornato nel Paese per più di tale periodo l’anno precedente a quello di riferimento; colui che è stato in Malesia per almeno 90 giorni, se anche per 3 anni sui 4 immediatamente precedenti a quello di riferimento era stato nel Paese per lo stesso periodo di tempo.

La tassazione sulle persone fisiche
Il reddito imponibile è assoggettato ad aliquote progressive per scaglioni che vanno, per i soli residenti, da un minimo dello 0 per cento, ovvero da un’esenzione totale fino a un massimo del 30 per cento. Sempre per i soli residenti sono previste delle detrazioni che riguardano mogli a carico, figli a carico fino al compimento del 18esimo anno di età e figli incapaci, spese mediche effettuate per sé o per i componenti il nucleo familiare (essenzialmente mogli, figli e genitori), spese effettuate per l’acquisto di apparecchiature mediche necessarie a se stesso o ai componenti il nucleo familiare. Sono totalmente esenti da tassazione, eccezion fatta per i redditi derivanti da attività indipendenti quali ad esempio i servizi di consulenza, i redditi dei lavoratori residenti in Malesia che permangono nel paese per meno di due mesi. Per quanto concerne, invece, i soggetti non residenti in Malesia, questi sono assoggettai ad un’imposta pari al 29 per cento, non hanno diritto ad alcun tipo di detrazione e a loro carico è prevista, inoltre, una trattenuta aggiuntiva sulle entrate che varia a seconda del tipo di reddito.
Per quanto concerne il meccanismo della cedolare di acconto si ricorda che le persone fisiche non-residenti in Malesia sono soggette a una imposta cedolare di acconto che diventa la tassa definitiva nelle seguenti tipologie di reditto:
  • 10% su speciali categorie di reddito come uso di beni mobili, consulenza tecnica, assistenza o servizi, servizi di montaggio relativi alla fornitura di impianti,  macchinari, prestazioni individuali connesse all’utilizzo di beni immateriali;
  • 10% su royalty;
  • 15% su interessi bancari;
  • 15% prestazioni di artisti dello spettacolo
Assoggettati a un prelievo dell'1% del loro stipendio mensile (Payroll tax) sono alcune categorie di lavoratori al fine di contribuire al pagamento dei corsi di formazione professionale che interessano gli stessi.

La tassazione sulle persone giuridiche
I redditi prodotti dalle persone giuridiche, senza distinzione tra residenti e non, sono assoggettati ad un’imposta del 25%. Eguale aliquota si applica ad una sede secondaria di una società estera o ad una società costituita in Malesia ma controllata da una società estera. Fanno eccezione le imprese che si occupano di estrazione e lavorazione di petrolio alle quali è applicata la c.d. petroleum tax con un’aliquota pari al 38%. Il Governo, nel 2015, per venire incontro alle tante proteste che hanno accompagnato l’istituzione della nuova imposta sui beni e servizi, ha previsto una diminuzione dell’aliquota d’imposta sul reddito delle società che dal 28% è passata al 25%. Tale riduzione ha avuto effetto a partire dal 2016.

Sono considerate residenti in Malesia le società la cui gestione e controllo avviene all’interno del Paese. Non sono soggetti a tassazione i redditi rimessi in Malesia da società considerate residenti, ad eccezione di quelli derivanti da attività bancarie, assicurative, di trasporto aereo e marittimo. Esenti da tassazione sono inoltre gli interessi pagati in Malesia da un istituto di credito ad una società non residente. Per quanto concerne le royalty pagate a società e persone fisiche non residenti, queste sono soggette a una ritenuta a titolo d’imposta pari al 10 per cento mentre gli interessi pagati a tali soggetti sono tassati al 15%. Sono previste deduzioni fiscali per tutte le spese strettamente inerenti l’attività societaria e la produzione del reddito mentre non è prevista la deducibilità fiscale per le svalutazioni e gli ammortamenti, per la tassa sulle società, per gli investimenti al di fuori della gestione caratteristica, e ovviamente per tutte le spese private. La legislazione malese, per favorire lo sviluppo industriale del Paese, prevede forti agevolazioni e incentivi fiscali per gli investimenti, da chiunque posti in essere, effettuati nel settore dell’impresa manifatturiera, agricola, turistica e alberghiera, della protezione e salvaguardia dell’ambiente e della ricerca e dello sviluppo.

Anche la produzione di olio di palma, molto fiorente nel Paese, è assoggettata a tassazione ed in particolare alla cd Windfall Profit Levy, imposta gravante sui produttori di olio di palma proprietari di terreni non inferiori a 100 acri con un’aliquota ordinaria del 3% calcolata sulla produzione mensile dell’olio di palma stesso.

La tassazione dei redditi fondiari
La tassazione dei redditi fondiari viene applicata sugli utili derivanti dall’alienazione di proprietà immobiliari ubicate in Malesia o sugli interessi, diritti di opzione o altri diritti relativi a tali proprietà fondiarie nonché sull’alienazione di quote di società immobiliari. L’aliquota di imposta sui redditi fondiari è del 5%, l’esazione di cui verrà effettuata tramite il meccanismo di cedolare di acconto. Attualmente le persone fisiche hanno diritto ad un’esenzione pari a RM 10,000 o al 10% del reddito, il maggiore tra i due, ed inoltre le persone fisiche che abbiano la cittadinanza o la residenza permanente possono usufruire di una esenzione su base unica per i redditi derivanti dall’alienazione di una residenza privata.

L'imposta sul valore aggiunto 
Dal 2015 in Malesia vi è un’imposta in tutto e per tutto equiparabile alla nostra Iva. Infatti, dal primo aprile 2015 è entrata in vigore una vera e propria tassa sui  beni e servizi. La nuova imposizione, che ha portato con se l’abolizione della previgente tassa vigente sulle vendite e servizi, presenta un’aliquota fiscale del 6%.
La nuova imposta ha un’applicazione generalizzata colpendo tutti i beni e servizi prodotti nel Paese. Non mancano, tuttavia, alcune limitate eccezioni, sotto forma di esenzione dall’imposta, quale ad esempio l’esclusione dal perimetro della tassa per le derrate alimentari di base, nonché per i servizi di diverse aziende pubbliche, come il servizio di trasporto locale o i servizi di distribuzione e approvvigionamento alimentare.
La nuova imposta avrà effetto anche nei confronti delle società straniere operanti sul territorio nazionale anche se, grazie al meccanismo di inversione contabile esistente in Malesia, queste ultime saranno esenti dagli obblighi di registrazione connessi alla nuova imposta.

Le altre imposte
Per quanto riguarda le altre imposte, mentre diciamo che l’imposta sulle successioni per causa di morte è stata abolita nel 1991, sottolineiamo come attualmente l’imposta indiretta più importante sia la c.d. real property gains tax, ovvero la tassa sull’incremento di valore degli immobili. La Rpgt si applica sugli incrementi derivanti dalla cessione di proprietà immobiliari situate nel territorio malese. Per i cittadini malesi e i residenti permanenti, i profitti che derivano dalla cessione di proprietà immobiliari non sono più assoggettati a tale imposta decorsi 5 anni dall’acquisto. Sempre i cittadini malesi e i residenti permanenti hanno inoltre diritto ad un’esenzione pari alla somma più alta tra 5mila ringgit o il 10 per cento dei profitti e beneficiano di un’esenzione una tantum sui profitti derivanti dall’alienazione di un immobili privato di tipo residenziale. Per i non residenti e per gli stranieri in genere, i profitti derivanti dalla cessione di proprietà immobiliari entro 5 anni dalla data di acquisto sono tassati con un’aliquota fissa del 30 per cento che si riduce, però, al 10 per cento se la cessione avviene a partire dal sesto anno in poi. Per quanto riguarda le accise, queste sono applicate su determinati beni prodotti per il consumo locale e non su scala nazionale, con un’aliquota variabile a seconda del bene preso in considerazione.
Anche l’imposta di bollo è stata oggetto di rivisitazione da parte del recente legislatore. A partire dal gennaio 2016 è stata abolita l’esenzione dall’imposta di bollo che era prevista sugli strumenti finanziari approvati dal governo e che rispondevano ai precetti della religione islamica. Attualmente, dunque, l’imposta di bollo si applica,  oltre che su tutti gli strumenti finanziari, su una vasta gamma di documenti (contratti, atti di cessione, dichiarazioni giurate)  secondo diverse aliquote che variano in base al tipo di documento. Ad esempio, l’imposta di bollo sui contratti di cessione immobiliare sconta una aliquota variabile fino al 4%, la cessione di titoli azionari è soggetta ad un’imposta di bollo pari allo 0,3% mentre è dello 0,5% quella sui contratti di finanziamento. Infine, anche l’imposta di registro per la costituzione di una società ha subito una piccola modifica per ciò che concerne gli importi dovuti. Attualmente, per la costituzione di imprese, è dovuto in Malesia un importo, variabile a seconda del capitale versato nella società di nuova costituzione, che va dai 1.000 ai 70.000 ringgit malesi.

La tassa sull'inquinamento e il traffico
La Malesia nel marzo 2010 ha introdotto il Land Public Transport Commission Bill (SPAD), ovvero, una tassa mista sull'inquinamento e sul traffico. Gli automobilisti del paese sono ora infatti chiamati a pagare una tassa per poter accedere alle aree con un maggiore tasso di congestione durante le ore di punta. Il documento stabilisce le tariffe corrispondenti alle varie aree le sanzioni per i trasgressori. Tra le sanzioni devono essere ricordate, per l'entità delle stesse e perché testimoniano l'interesse dello stato malese al rispetto della nuova tassa,  una multa di 624 dollari per coloro che non pagano il tributo , o addirittura, nei casi di trasgressione reiterata al tributo, la reclusione fino sei mesi.

I diritti doganali e gli investimenti stranieri
I dazi doganali sono applicati e riscossi al momento dell’importazione e gravano su di un considerevole numero di prodotti. Di regola i diritti doganali sono imposti ad valorem anche se non mancano alcuni dazi specifici basati sulla quantità delle merci considerate. L’aliquota media è del 10 per cento. I dazi più elevati, con aliquote che raggiungono il 150 per cento, sono applicati ai beni di lusso quali automobili e alcolici. Sul valore della merce già sdoganata viene inoltre applicata una tassa aggiuntiva federale nell’ordine del 5 per cento. Un regime doganale di favore esiste per gli scambi tra la Malesia e i Paese aderenti all’Asean (Associazione dei Paesi dell’Asia Sud-orientale) nonché con riguardo alle importazioni di alcuni prodotti originari dell’Unione Europea quali latte, yogurt, burro, formaggi, i pellami lavorati ecc… Da rilevare è, infine, che benchè i diritti doganali rimangano tuttora applicabili a un considerevole numero di prodotti, negli ultimi anni il legislatore malese ha abolito i dazi sulle importazioni ad una vasta gamma di materie prime, componenti e macchinari. Per favorire, invece, le imprese che realizzano prodotti destinati all’esportazione, sono state create in Malesia ben 14 zone franche all’interno delle quali i controlli e le formalità doganali risultano molto semplificate. Per quanto concerne gli investimenti stranieri, il governo malese incoraggia e favorisce gli investimenti esteri tramite la costituzione di joint-venture con imprese locali, soprattutto nel settore manifatturiero. Con riferimento alla percentuale di partecipazione straniera in joint-venture con società locali, non è previsto alcun limite alla stessa per quelle imprese che esportano almeno l’80 per cento della produzione, mentre limiti alla partecipazione azionaria estera vi sono per quelle imprese che esportano una percentuale inferiore all’80 per cento della loro produzione complessiva. Una partecipazione azionaria del 100 per cento è tuttavia consentita per quelle aziende che producono prodotti ad elevato contenuto tecnologico o prodotti considerati di importanza prioritaria per il mercato interno malese.


Capitale: Kuala Lumpur
Forma di Stato: federazione parlamentare
Lingua ufficiale: malese (altrettanto diffuse sono, però, il cinese, l’inglese e il tamil)
Moneta: ringgit malese (tasso di cambio 1 ringgit = 0,25 euro)
Accordo per evitare le doppie imposizioni 
L’Italia e la Malesia hanno sottoscritto a Kuala Lumpur il 28 gennaio 1984 la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito. Tale accordo è stato ratificato in Italia con la legge n. 607 del 1985 ed è in vigore dal 18 aprile 1986. Per ciò che concerne la Malesia, la Convenzione si applica all’imposta sul reddito e all’imposta sui sovrapprofitti, a tutte le altre imposte supplementari sul reddito ed all’imposta sui redditi petroliferi. Ricordiamo, inoltre, che ad oggi, la Malesia ha sottoscritto convenzioni per evitare la doppia imposizione con circa 45 Paesi. 
La modifica introdotta dalla legge di stabilità per il 2015, secondo cui una tassazione non inferiore al 50% di quella italiana può essere considerata adeguata, ha permesso alla Malesia di uscir fuori dalla black list Cfc, contenuta nel decreto ministeriale del 21 novembre 2001 e successive modifiche, emanato in attuazione dell'articolo 167 comma 4 del Tuir, avendo un livello di tassazione superiore al 50% di quello italiano. Parimenti la Malesia è uscita anche dalla black list list sulla indeducibilità dei costi, contenuta nel decreto ministeriale del 23 gennaio 2002 e successive modifiche, emanato in attuazione dell'articolo 110, comma 10 e 11 Tuir, per il fatto che, in base a quanto previsto dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 678, legge 190/2014), è oggi nelle condizioni di garantire un adeguato scambio di informazioni. Infatti rientra nella lista di Paesi che hanno sottoscritto con l’Italia un accordo bilaterale o multilaterale che consente lo scambio di informazioni in materia fiscale.



La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.



aggiornamento: marzo 2017
 
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