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Marocco

Crescita economica, programmi di sviluppo e progressività dell’imposta sono tra le caratteristiche di maggiore attrattività dello Stato

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Il Regno del Marocco, localizzato nella regione del Maghreb, ha una popolazione di circa 33 milioni di abitanti su un territorio di circa 710 migliaia kilometri quadrati. Il Marocco è una monarchia costituzionale con un parlamento eletto dal popolo. L’Unione Europea rappresenta circa il 70% del totale delle esportazioni provenienti dal Paese ed è divenuta il suo più importante partner commerciale.
Per quanto concerne il sistema fiscale marocchino, le numerose riforme volte all’introduzione di una tassazione progressiva e per scaglioni dell’imponibile, nonché la riduzione di alcune aliquote fiscali testimoniano la volontà delle istituzioni di costruire un sistema impositivo più giusto ed equo al quale i cittadini e le imprese contribuiscano secondo le loro capacità.

La tassazione delle persone fisiche
Per quanto riguarda la tassazione sulle persone fisiche, l’imposta sul reddito (Impôt sur le revenu, Ir) colpisce i redditi da lavoro dipendente e assimilati, i redditi derivanti da attività professionali, i redditi derivanti dallo svolgimento di attività agricole, i redditi di capitale e le plusvalenze derivanti da compravendite immobiliari e i redditi fondiari.
L’imposta grava sulle persone fisiche, sulle società in accomandita e sulle società di fatto non optanti per l’assoggettamento all’imposta sulle società. Essa colpisce il reddito mondiale soltanto per i residenti in Marocco. A questo proposito si considerano residenti nel territorio marocchino le persone fisiche che soggiornano nel Paese per un periodo, anche non continuativo, superiore a 183 giorni per anno.

Il reddito imponibile è assoggettato ad aliquote progressive per scaglioni che vanno da un’esenzione totale per i redditi non superiori a 30.000 dirham marocchini (MAD), ad un’aliquota massima del 38% per redditi superiori a 180.000 dirham. Sono previste esenzioni specifiche per determinate categorie di reddito. Ad esempio, per quanto concerne le pensioni, i redditi non eccedenti i 168.000 dirham per anno sono esentati da tassazione per il 55% dell’ammontare; per il 40% qualora si ecceda tale soglia. L’esenzione si estende all’80% qualora il reddito pensionistico percepito dal soggetto residente sia di fonte estera.
A partire dal 1° gennaio 2019, per valutare la coerenza con il reddito dichiarato l’amministrazione tributaria del Marocco utilizza quali indicatori di reddito numerose spese quali, ad esempio, acquisto beni di lusso, spese relative ai collaboratori domestici, spese di viaggio.
L’Ir si calcola sulla base della dichiarazione effettuata dal soggetto d’imposta. Sui redditi da lavoro dipendente  si applica una ritenuta alla fonte a titolo di acconto mentre la ritenuta è definitiva (a titolo di imposta) sui dividendi (aliquota del 10%) e sugli interessi (aliquota del 30%).

La tassazione immobiliare
Le plusvalenze derivanti dalla vendita di proprietà immobiliari sono soggette ad imposta calcolata applicando un’aliquota del 20% sulla differenza tra il prezzo di acquisto rivalutato dell’immobile e il prezzo di vendita  al netto delle relative spese. Tale imposta non può comunque essere inferiore al 3% del prezzo di vendita. Se, tuttavia, il bene immobile era stato adibito negli ultimi sei anni ad abitazione principale, le eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione sono esenti da imposta.
Per quanto concerne i redditi derivanti dalla locazione immobiliare, si deve rilevare che  prima del gennaio 2019, gli stessi confluivano nella determinazione della complessiva base imponibile. A partire dal 1° gennaio 2019, la tassazione dei redditi di locazione è soggetta ad aliquote specifiche quali: 10% per i redditi di ammontare inferiore a 120.000 dirham e 15% per i redditi pari o superiori a tale importo.

La tassazione sulle persone giuridiche
L’imposta sulle società colpisce tutti i redditi delle società e delle persone giuridiche, compresi gli istituti pubblici mentre restano esclusi dalla sua applicazione le società di persone e le società immobiliari. L’imposta si calcola applicando per scaglioni l’aliquota del 10% su una base imponibile fino a 300.000 dirham; del 17,5% su una base imponibile compresa tra 300.001 dirham a 1.000.000 dirham; un’aliquota del 31% per valori eccendenti. Un’aliquota maggiorata pari al 37% si applica a imprese di assicurazioni e istituti di credito. Il pagamento dell’imposta avviene tramite versamento di quattro acconti provvisori in misura del 25 dell’ammontare di quanto pagato nell’esercizio precedente. La legislazione marocchina prevede, inoltre, l’obbligo di pagamento di un ammontare minimo per ogni esercizio contabile. Tale ammontare minimo, comunque non inferiore a 1.500 dirham, è calcolato applicando un’aliquota dello 0,75% (0,25% per le a imprese operanti in determinati settori)  sui ricavi derivanti dall’attività. Tale contributo non è comunque richiesto per i primi 36 mesi dall’inizio dell’attività.

Imposte indirette
Per quanto concerne le imposte indirette, la principale è sicuramente l’imposta sul valore aggiunto. Essa si applica alle attività commerciali, industriali, artigianali, alle libere professioni e alle importazioni. L’aliquota base è fissata nella misura del 20% e si applica alla generalità dei beni e dei servizi ad eccezione di quelli sottoposti a regime agevolato o addirittura esonerati dall’imposta. Le aliquote agevolate applicabili a determinate operazioni sono pari al 7%, 10% e 14%. Dall’Ivasono esonerati, i generi alimentari di prima necessità e le operazioni considerate di rilevanza sociale o di interesse economico generale, gli interessi su prodotti finanziari emessi dallo Stato. Sono invece fuori campo le operazioni concernenti vendite di prodotti o prestazioni di servizi collegati all’esportazione, le merci poste in regimi sospensivi in dogana, certi macchinari usati in agricoltura nonché  i beni e i servizi resi nelle Free Trade Zone.
Sulle importazioni è dovuta anche una speciale tassa all’importazione denominata  “Taxe Parafiscale à l’Importation” (TPI). La stessa è calcolata sul valore dei beni al momento della loro introduzione nel territorio dello Stato ed è pari allo 0,25% del valore dei beni, ma può essere ridotta nel caso in cui siano in vigore tra il Marocco e il paese di origine specifici accordi per il libero commercio.

Tassa professionale
Su imprese e professionisti che svolgono attività in Marocco è dovuta un’imposta sul valore del bene immobile utilizzato per lo svolgimento dell’attività oppure se in locazione si considera l’importo della locazione. L’aliquota varia da un minimo pari al 10% ad un massimo 30% ed è prevista un’esenzione per i primi cinque anni di attività. Il valore della locazione è esente per la porzione superiore a 50 milioni di dirham.

L’imposta di registro
L’imposta di registro si applica al valore riportato negli atti soggetti a registrazione. Le aliquote vanno da un’ aliquota minima dell’1% ad una massima del 6% , applicabile alle cessioni di hotels, ristoranti e cinema. In alcuni casi è prevista un’imposta in misura fissa, pari a 200 dirham.

Incentivi e agevolazioni fiscali
Il sistema fiscale marocchino prevede incentivi fiscali per specifiche iniziative imprenditoriali. In generale si può affermare che il Marocco incoraggia gli investimenti stranieri concedendo agevolazioni fiscali tramite la c.d. “Carta degli Investimenti” che prevede, infatti, per chiunque effettui investimenti nei settori dell’industria elettronica, automobilistica, metallurgica, tessile, dell’abbigliamento, chimica e delle infrastrutture una riduzione del carico fiscale relativo all’acquisto di materiali e beni strumentali all’impresa e una contemporanea riduzione dell’aliquota dell’imposta sui redditi. In aggiunta, sono presenti altre agevolazioni. Di seguito si descrivono le più significative.

Imprese agricole di piccole dimensioni
L’agevolazione consistente nell’esenzione totale dalla tassazione per le imprese agricole che esisteva fino al 2015, è stata sostituita dall’introduzione progressiva di un sistema di tassazione. Attualmente, comunque, le imprese agricole di piccole dimensioni, ovvero con un volume d’affari annuo inferiore a 5 milioni di dirham, continuano ad essere esentate dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche; qualora tale soglia venga superata le imprese si applica un’aliquota agevolata del 17,5% per i cinque anni successivi.

Free Trade zone
Le imprese stabilite in talune aree del Paese qualora svolgano attività tessili o di lavorazione del pellame, chimiche, metallurgiche, meccaniche, elettriche, agroalimentari o  servizi connessi alle attività indicate, sono esentate dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche relativamente alle esportazioni effettuate nei primi cinque anni di attività e godono per i successivi 20 anni di un’aliquota agevolata pari 8,75%. Inoltre, per le imprese stabilite nelle Free Trade zone i dividendi pagati ai non residenti relativi alle attività svolte nelle predette aree non sono soggetti aa ritenuta alla fonte. Qualora l’istituzione finanziaria, o anche uno studio legale, fiscale, attuariale, abbia sede a Casablanca godrà di un’esenzione totale dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche per i primi 5 anni di attività previo ottenimento del “Casablanca Finance City Statute”.

Incentivi per istituti finanziari
Le banche e  le holding localizzate in alcune aree del Paese (c.d. “offshore zones”) beneficiano di una riduzione dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche: per i primi 15 anni di attività consistente nell’applicazione di un’aliquota del 10%. In alternativa, le banche possono pagare un’imposta fissa di 25mila dollari statunitensi. Le holding godono di una speciale agevolazione che consente loro per i primi 15 anni di attività di pagare un’imposta in misura fissa pari a 500 dollari statunitensi.

Denominazione ufficiale: Regno del Marocco
Capitale: Rabat
Forma di Stato: monarchia costituzionale
Lingua ufficiale: arabo, berbero (seconda lingua più diffusa), francese e spagnolo (commercio)
Moneta: dirham marocchino (MAD).

Relazioni internazionali
L’Italia e il Marocco hanno sottoscritto a Rabat il 7 giugno del 1972 la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sui redditi. Tale accordo è stato ratificato in Italia con la legge n. 504 del 1981 ed è in vigore dal 10 marzo 1983.

La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.

aggiornamento: ottobre 2019

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