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Schede Paese

Nepal

Imposta personale forfettaria ed esenzione Iva per gli imprenditori con volume di affari inferiore a 2 milioni

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Il Nepal, a seguito dell’approvazione di una riforma della Costituzione, è una Repubblica federale da quasi 10 anni. Il Paese ha registrato, negli ultimi anni, un tasso di crescita del tutto insoddisfacente e il reddito medio pro capite risulta estremamente basso.
Il Paese confina con il Tibet (Repubblica popolare cinese) e con l’India, con cui cerca di mantenere rapporti privilegiati, anche in ambito di accordi fiscali internazionali.
Dal 1903 il calendario ufficiale del Nepal è il calendario Vikrama. Il Vikrama è un samvat (un calendario indù costruito secondo i precetti della religione induista) seguito in molte aree dell'Asia meridionale, ad esempio in alcune parti dell'India. Il Vikrama è un calendario lunare e risulta in anticipo di 56,7 anni rispetto al calendario gregoriano. Il nostro anno 2000, per esempio, equivaleva all'anno 2056/2057.  Il 2017 pertanto è il 2073/2074. Nella tradizione indiana e nepalese si tramanda che questo calendario fu stabilito dal leggendario re Vikramāditya dopo una vittoria militare sul popolo degli Sciti nel 56 a.C.
Il sistema fiscale è caratterizzato da evidenti limiti strutturali, da una sempre più diffusa corruzione e da un’azione di contrasto all’evasione fiscale che non conduce a risultati soddisfacenti. Di recente il governo ha annunciato una nuova e più rigida politica verso quei cittadini stranieri entrati nel Paese con visto turistico che da anni lavorano in nero all'interno di industrie, società di servizi, banche e altre aziende. L'evasione fiscale sul lavoro costa a Kathmandu circa 40 milioni di dollari all'anno.

La tassazione sul reddito delle persone fisiche 
I soggetti residenti in Nepal sono tassati per i redditi ovunque prodotti. I soggetti non residenti sono invece soggetti ad imposizione solo per i redditi realizzati in Nepal con aliquota fissa del 25%.
Un individuo è considerato residente se permane almeno 183 giorni nello stato oppure qualora operi all’estero, in missione, per conto del governo nepalese anche per tutta la durata del periodo di imposta. Nel calcolare il proprio reddito imponibile ogni individuo deve applicare il criterio di cassa e dunque potranno essere assoggettate a tassazione esclusivamente le somme effettivamente riscosse nel periodo di imposta. 
Le principali categorie di reddito da assoggettare all'imposta personale sono: 

  • reddito da lavoro dipendente;
  • reddito di impresa e da lavoro autonomo;
  • dividendi e interessi;
  • redditi da locazione 
 
La tassazione del reddito delle persone fisiche è improntata al principio della progressività per i residenti e a quello della tassazione proporzionale per i non residenti. Le aliquote per residenti e non residenti in vigore per il periodo d’imposta 2017 (periodo corrispondente al 2073-2074 per il calendario nepalese) sono le seguenti:

Individui
 
 RS (Rupia nepalese) Aliquota
fino a 350.000 1%
350.001 – 450.000 15%
450.001 - 2.500.000 25%
Da 2.500.001 in su 35%


Coppie
 

 RS (Rupia nepalese) Aliquota
fino a 400.000 1%
400.001 – 500.000 15%
500.001 – 2.500.000 25%
Da 2.500.001 in su 35%


Non residenti
 

Tipologia di reddito Aliquote
Reddito ordinario 25%

 
Nel caso di contribuenti disabili, la soglia minima entro cui è possibile applicare l’aliquota dell’1%  sale a 525mila (600mila rupie in caso di dichiarazione congiunta). Infine, per alcune categorie di reddito dei non residenti è prevista un’aliquota agevolata (a seconda dei casi, del 2% o del 5%).
 
Alcune categorie di reddito non rientrano nel calcolo del reddito complessivo del contribuente e sono tassate su base proporzionale. I casi principali sono i seguenti.
 

  • il reddito da fabbricati viene tassato con un flat rate del 10%
  • il reddito prodotto dai depositi bancari e quello percepito da un residente da parte dei fondi pensione sono tassati con un’aliquota proporzionale del 5%
  • le sopravvenienze attive sono tassate con un flat rate del 25%
  • i dividendi ricevuti da residenti e non residenti provenienti da una compagnia residente sono tassati con una ritenuta a titolo di imposta con l’aliquota del 5%


Le deduzioni e i crediti di imposta
Sono deducibili i premi in materia di assicurazioni sulla vita fino ad un massimo di 20.000 RS, le erogazioni liberali in misura pari al 5 % e sino ad un importo massimo di 100.000 RS.
Il reddito di chi presta servizio nelle ambasciate nepalesi all’estero è tassato solo per il 25%. La normativa riconosce un credito di imposta pari al 15% delle spese mediche sostenute direttamente o per persone a proprio carico. Qualora nella base imponibile siano compresi redditi realizzati al di fuori del territorio nepalese viene riconosciuto un credito di imposta per le tasse pagate all’estero; il credito è calcolato separatamente per ciascun paese in cui è stato prodotto il reddito.

La tassazione sul reddito delle persone giuridiche
Sono soggetti a tale imposta non solo le società di capitali, ma anche i trust, le stabili organizzazioni di soggetti esteri ed alcuni enti pubblici che svolgono anche attività commerciale. Anche per le società nepalesi vige il principio della tassazione del reddito ovunque prodotto.  Una persona giuridica è considerata residente in Nepal se ha nel territorio la sede legale, se è stata costituita secondo la normativa nepalese o se ha la sede amministrativa effettiva in Nepal.  Il reddito viene determinato in base al principio di competenza.
Costituisce base imponibile il reddito derivante dall’esercizio dell’attività al netto delle deduzioni e detrazioni riconosciute per legge. In linea generale tutte le spese sostenute e strumentali alla produzione del reddito sono deducibili. Tuttavia alcune limitazioni sono previste in riferimento alle spese di ricerca, di manutenzione dei beni, costi di sviluppo, costi per il contenimento dell’inquinamento ambientale. Tutte le attività dell’impresa ammortizzabili sono raggruppate in cinque categorie che classificano il bene sulla base della durata prevista di utilizzo dello stesso. L’aliquota di ammortamento varia in funzione della categoria di appartenenza (ad esempio l’aliquota è del 5 % per gli immobili, del 25 % per i computer e per le attrezzature d’ufficio e del 20 % per le automobili).  Non sono deducibili neppure parzialmente i dividendi erogati, le imposte sul reddito, le sanzioni di qualsiasi natura inflitte alla società. Le perdite realizzate nell’attività di impresa possono essere utilizzate in compensazione per un periodo di 4 anni. Se sono realizzate all’estero possono essere compensate esclusivamente con redditi esteri. Il periodo di utilizzabilità delle perdite è esteso a 7 anni qualora l’azienda operi nel settore della produzione e distribuzione di elettricità o si occupi della realizzazione di infrastrutture pubbliche. I costi connessi ai contratti ad esecuzione pluriennale sono deducibili in misura proporzionale allo stato di avanzamento dei lavori.
L'aliquota fiscale per l'imposta sul reddito delle società è pari al 25%. Il reddito delle banche, di altri istituti finanziari, delle compagnie assicurative e dei soggetti che operano nel settore petrolifero viene tassato con aliquota del 30 %. Le aziende espressamente riconosciute come industriali (con una specifica certificazione), quelle impegnate nella costruzioni di strade, autostrade, ponti, tunnel ed in generale di infrastrutture pubbliche e quelle che operano nel settore della produzione e distribuzione di energia e nel settore dell' export sono tassate con aliquota del 20%. 
In Nepal le persone giuridiche devono pagare  gli acconti sulle imposte sul reddito in tre rate. Il versamento per la prima rata scade il 14 gennaio (40% delle imposte stimate); la seconda il 14 aprile (30% delle imposte stimate) e la rata di saldo il 15 luglio.

I regimi fiscali particolari 
Il reddito realizzato da società cooperative iscritte in appositi elenchi e derivante da attività agricola in generale, o da attività svolta ad esempio nel settore dei fertilizzanti, degli insetticidi, della zootecnica, della selvicoltura, della produzione di caffè è esente da tassazione. Anche i dividendi distribuiti da tali società sono esenti dalle imposte. I piccoli imprenditori con volume di affari non superiore a 2 milioni di RS e un reddito inferiore a 200.000 RS versano l’imposta in misura forfettaria (3.500 RS, 2.000 RS o 1.250 RS a seconda che operino rispettivamente nelle aree metropolitane, municipali o in altre località.   


L'imposta sul valore aggiunto
L’Iva è stata introdotta in Nepal nel 1997 ed assoggetta a tassazione il valore aggiunto prodotto, con la cessione dei beni e la prestazione di servizi, in ogni fase del ciclo produttivo, dalla vendita da parte del produttore sino alla cessione al consumatore finale. Anche le importazioni scontano l’Iva. I soggetti il cui volume di affari non supera i 2 milioni di rupie sono esentati da tale imposta e non hanno l’obbligo di registrarsi presso l’Ufficio competente e di richiedere il numero di partita Iva. L’imposta dovuta all’erario è determinata per differenza fra l’IVA a debito relativa alle operazioni attive e l’IVA a credito sulle operazioni passive e deve essere versata entro il 25° giorno del mese successivo a quello cui si riferisce.  
Anche per il 2017 l’aliquota fiscale dell’imposta sul valore aggiunto è pari al 13%; è invece pari a zero in caso di esportazione. Sono esenti da tassazione determinate categorie di beni come ad esempio alcuni prodotti agricoli basilari, le riviste, i libri e le pubblicazioni in generale, i beni che rispondono ai bisogni essenziali dell’individuo, le materie prime acquisite dalle aziende farmaceutiche ed alcuni servizi come le prestazioni mediche, le attività di formazione, le attività bancarie e assicurative ed i servizi di trasporto.


Le altre imposte e tasse 
In linea generale quasi tutti i beni che vengono importati sono in regime di OGL (Open General License)  ossia possono essere liberamente importati dietro pagamento dei dazi doganali richiesti. Le aliquote variano dal 5% al 30%. Le esportazioni non soggette, in linea di massima, alle imposte doganali. L'imposta di fabbricazione è dovuta su alcuni beni come ad esempio il tabacco, la plastica, il cemento e gli autoveicoli.  

L'imposta sui capital gain 
La realizzazione di guadagni netti in conto capitale (cosiddetti “capital gains”) derivanti dalla vendita di beni, che siano o meno “d’impresa” è soggetta ad un’imposta specifica. Rientrano nel campo di applicazione del tributo ad esempio le partecipazioni, altre tipologie di titoli ed anche i beni immobili. L’aliquota è del 5% sui capital gain derivanti dalla vendita di azioni di soggetti quotati in una borsa valori e del 10% per la vendita di azioni di soggetti non quotati.
Un’aliquota di favore è prevista per le persone fisiche che hanno realizzato un capital gain su asset che non rientrano nell’esercizio di imprese. L’aliquota è del 2,5% nel caso di asset detenuti per più di 5 anni e del 5% per periodi di tempo inferiori.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamenti 
Per tutti i contribuenti (persone fisiche e giuridiche), il periodo di imposta decorre dalla metà di luglio di ciascun anno alla metà di luglio dell'anno successivo.  La dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro la fine del 3° mese successivo alla chiusura del periodo di imposta (ossia entro la metà di ottobre).
Per quanto riguarda le persone fisiche, coloro che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro dipendente, e che non hanno più di un datore di lavoro nel periodo di imposta, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questi contribuenti sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Le ritenute debbono essere versate entro il 15° giorno dalla fine del mese cui si riferiscono. Il sostituto deve, inoltre, rilasciare una certificazione delle ritenute effettuate entro 30 giorni dalla fine del periodo di imposta. Gli uffici impositori (Inland Revenue Department) possono emanare atti di accertamento entro 4 anni; il contribuente può presentare memorie entro 30 giorni e qualora l'ufficio non si pronunci sulle stesse può presentare ricorso ai giudici tributari. La normativa prevede il pagamento di acconti in misura pari al 40% delle imposte dovute stimate entro la metà di gennaio e di un'ulteriore 30% entro la metà di aprile. Il saldo viene versato unitamente alla presentazione della dichiarazione. La documentazione inerente al reddito prodotto deve essere predisposta in lingua nepalese o in inglese (con obbligo di traduzione in nepalese su richiesta dell'autorità fiscale) e conservata per un periodo di 5 anni.
Per quanto riguarda l’Iva, la normativa prevede l’obbligo di dichiarazione annuale, di fatturazione e l’obbligo di tenere il registro Iva degli acquisti, delle vendite e tutta la restante documentazione giustificativa che deve essere conservata per la durata di 6 anni. Gli uffici tributari possono rilasciare l’autorizzazione ad emettere fatture in forma semplificata qualora il valore delle stesse sia inferiore a 5.000 RS. In tali fatture non è richiesta l’indicazione del nome e dell’indirizzo dell’acquirente.
 

Gli accordi contro le doppie imposizioni
Il Nepal ha firmato 9 accordi contro le doppie imposizioni con i seguenti Paesi contraenti: India, Norvegia, Thailandia, Cina, Austria, Corea, Pakistan, Sri Lanka e Mauritius.  
Negli accordi vengono risolte alcune problematiche. In particolare, i profitti di un’impresa con sede in uno Stato contraente verranno tassati nello Stato dove la società esercita l’attività attraverso una stabile organizzazione. Inoltre i dividendi pagati da una compagnia residente in uno Stato contraente a un residente dell’altro Stato contraente potranno essere tassati nell’altro Stato. In generale le imposte non dovranno però superare il 15 per cento dell’importo lordo dei dividendi. Se invece il beneficiario è una compagnia che possiede almeno il 10 per cento delle azioni della compagnia che paga i dividendi, le imposte su questi non dovranno superare il 10 per cento dell’importo lordo dei dividendi stessi.  
È interessante notare come il trattato contro le doppie imposizioni siglato con l’India (in vigore dal 16 luglio 2012) prevede aliquote più favorevoli rispetto agli altri.
In questo caso le due soglie limite previste per la tassazione sui dividendi (vedi sopra) scendono al 5% (se il beneficiario è una compagnia che possiede almeno il 10 per cento delle azioni della compagnia che paga i dividendi).
Anche nel caso di interessi e royalties i trattati siglati dal Nepal per evitare le doppie imposizioni prevedono una aliquota massima che può essere pagata nei due Stati contraenti a prescindere dalla legislazione tributaria nazionale. Sia le imposte sugli interessi che quelle sulle royalties non possono superare il 15 per dell’ammontare lordo corrisposto al beneficiario. Il trattato con l’India però prevede che le imposte sugli interessi non possono mai superare il 10 per cento dell’ammontare percepito.

 

Forma di governo: repubblica federale
Capitale: Kathmandu
Moneta: Rupia nepalese (1 rupia = 0,0088 euro)
Lingua ufficiale: Nepalese (RS)   







Fonti informative utilizzate:


La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.


aggiornamento: aprile 2017 (a cura di Vito Rossi)

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