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Schede Paese

Portogallo

L'ordinamento portoghese si caratterizza per la sostanziale assenza di un livello di governo regionale

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Ad assumere rilievo, in un'ottica di decentralizzazione, sono soprattutto le cosiddette autarchie locali (articolo 6, 235 Costituzione). Un livello di governo regionale è previsto per le sole Regioni insulari delle Azzorre e di Madeira (articolo 6.2, 225 Costituzione), cui spetta una particolare autonomia politica, normativa e organizzativa (articolo 227 Costituzione).
La Costituzione portoghese sancisce genericamente l'autonomia finanziaria delle autarchie locali,  imponendo che siano garantite le risorse sufficienti per il perseguimento dei compiti indicati nella Costituzione e negli Statuti (articoli 164.t e 229.3 Costituzione). Nella medesima prospettiva, l'articolo 238.1 della Costituzione prevede che esse dispongano di un patrimonio e di finanziamenti propri. La disciplina delle finanze locali è, comunque, materia riservata alla competenza statale (articolo 165.1.q della Costituzione).
Proprio in virtù dell'esercizio di tale potere delegato, molti Comuni impongono una sovrimposta locale (c.d. derrata) all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irs).
I Comuni possono, inoltre, applicare una sovrattassa (derrama) all'imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRC) stabilite entro le loro aree territoriali.

La tassazione delle persone fisiche residenti
L’Irs incide sul reddito complessivo delle persone fisiche fiscalmente residenti in Portogallo. Si considerano residenti in territorio portoghese i soggetti che, nell’anno a cui si riferiscono i redditi:

  • abbiano soggiornato per più di 183 giorni in territorio portoghese (anche non consecutivamente);
  • pur avendo soggiornato per un periodo inferiore, dispongano di una dimora e facciano supporre di considerarla come residenza abituale;
  • svolgano all’estero funzione o incarichi di carattere pubblico al servizio dello Stato portoghese;
  • facciano parte dell’equipaggio di navi e aeromobili di cui il proprietario abbia residenza o sede sociale o direzione effettiva in Portogallo;
  • sono considerate residenti in territorio portoghese le persone di nazionalità portoghese che abbiano trasferito la propria residenza in Paesi, territori o regioni, soggetti ad un regime fiscale chiaramente più favorevole e siano inclusi in un’apposita lista adottata dal ministero delle Finanze. Tale presunzione è efficace per l’anno in cui avviene il trasferimento di residenza e per i quattro anni successivi, fatta salva la possibilità per l’interessato di dimostrare che esso sia avvenuto per ragioni attendibili.
Eventuali conflitti di residenza dovranno essere definiti attraverso l’applicazione e l’interpretazione delle convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni vigenti in Portogallo.
Sono soggette a imposta le seguenti categorie di reddito:
 
  • da lavoro dipendente (categoria A);
  • aziendali e professionali (categoria B);
  • da capitale (categoria E);
  • da locazione (categoria F);
  • aumenti di capitale netto (categoria G);
  • pensioni (categoria H).


In caso di residenza in Portogallo, le plusvalenze che derivano dalla cessione di un immobile sono tassate soltanto sulla metà del loro valore e l'aliquota d'imposta applicabile dipende dal reddito complessivo del residente. In caso di residenza permanente e reinvestimento delle plusvalenze percepite in Portogallo, la plusvalenza non è tassata.  Per ottenere l'esenzione da applicare, ci sono alcuni requisiti che devono essere soddisfatti. Le plusvalenze che derivano invece dalla cessione di quote sono soggette a un'aliquota d'imposta del 10%.  Invece di applicare questa aliquota, il contribuente può scegliere di aggregare al reddito. Le plusvalenze che derivanti dalla cessione di azioni o quote non sono soggette a tassazione se si tratta di titolo di una public limited company (SA). 
Il piano di austerità, messo a punto dal governo nel 2012, è intervenuto sulle ritenute prevedendo un aumento dell'1,5% (dal 20 al 21,5%) delle ritenute applicabili sui redditi corrisposti a persone fisiche residenti e non residenti. I contribuenti residenti nelle regioni autonome delle Azzorre e Madeira beneficiano di riduzioni fiscali ai sensi della normativa seguente: Azzorre - decreto legilstaivo regionale 2/99/A, del 20 gennaio, e n. 33/99/A, del 30 dicembre; Madeira - decreto legislativo regionale 3/2001/M, del 22 febbraio.
 
La tassazione delle persone fisiche non residenti
Per quanto riguarda i non residenti, soltanto i redditi ottenuti in Portogallo sono soggetti a tassazione a una aliquota d'imposta generale del 25%. Tuttavia i redditi che derivano da beni immobili sono soggetti a una aliquota fiscale del 15%. Alcuni tipi di plusvalenze, come quelle derivate da trasferimento di azioni, sono anch'esse soggette a un'aliquota d'imposta del 10%.  A seconda della classificazione del reddito, questi possono essere oggetto di una aliquota di imposta alla fonte. I redditi prodotti in territorio portoghese sono soggetti alle tasse speciali e liberatorie previste dal codice tributario.
Tra le principali tasse liberatorie previste dall’ordinamento portoghese si indicano:

  • la ritenuta alla fonte del 28% applicabile al saldo positivo tra plusvalenze e minusvalenze derivanti da alienazioni di quote societarie ed operazioni relative a strumenti finanziari (salvo alcune eccezioni);
  • la tassa liberatoria del 28% applicabile ai redditi catastali;
  • una tassa liberatoria del 25% applicabile ad altri redditi conferiti da entità non residenti

Aliquote:
Le aliquote dellIRS sono progressive e variano da un minimo dell’14,5% (per redditi imponibili fino a 7.000 euro) a un massimo del 48% (per redditi imponibili annui superiori agli 80mila euro.
 
Ritenute alla fonte (Taxas liberatórias especiais)
Alcuni redditi sono tassati mediante il ricorso a ritenute alla fonte (taxas liberatórias) che dispensano il titolare dal cumulo con gli altri redditi imponibili. Rientrano in questa categoria i redditi derivanti da plusvalenze nelle operazioni che riguardano valori mobiliari e strumenti finanziari (aliquota del 28%); I compensi straordinari attribuiti da entità patronali (aliquota del 10%). Gli utili distribuiti e gli interessi pagati (aliquota del 28%).

La riforma fiscale e gli effetti
A seguito della riforma fiscale portoghese del 1989 e del 2001 tutti i redditi percepiti da un residente in Portogallo, come i salari, redditi di capitale e dei redditi immobiliari, compresi i redditi conseguiti all'estero, sono tassati in Portogallo come reddito delle persone fisiche (Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Singulares, IRS). Per i redditi percepiti all'estero, ci sono vari trattati fiscali che possono essere applicati per evitare la doppia imposizione. In particolare, le persone fisiche residenti sono soggette all'Irs (Imposto sobre o rendimento das pessoas singulares) per tutti i redditi in base ad aliquote progressive che oscillano dall' 11,5% (per redditi fino a 4.898 euro) al 46% (per redditi superiori a 153mila euro), cui si associano particolari deduzioni e crediti di imposta, riconosciuti a seconda delle condizioni soggettive di ciascun contribuente. All'ultimo scaglione di reddito si applica una soprattassa pari al 2,5% (totale 49%) nel 2012 e 2013. Nell'ambito del piano di interventi deciso a livello fiscal-finanziario nel 2012 è stato previsto un aumento dell'aliquota dal 2011 tra l'1 e l'1,5% a seconda dello scaglione di reddito sia che si tratti di residenti che di non residenti e un inasprimento delle ritenute sui titoli quotati in Borsa.
 

La tassazione delle persone giuridiche
L'imposizione dei redditi societari è disciplinata dal codice dell'imposta sui redditi delle persone giuridiche del 1998 e successive modifiche. L’imposta si applica anche alle  aziende pubbliche, alle cooperative e le organizzazioni non-profit  sui profitti reali, come indicato dai conti. Nel caso di una società estera che scelga di operare in Portogallo tramite una filiale, è applicato il concetto di "stabile organizzazione" di cui all'articolo 5 del codice IRC. Una stabile organizzazione è definita come qualsiasi presenza fisica o rappresentanza permanente utilizzate per l'esercizio di un'attività commerciale, industriale o agricola. Tali istituzioni sono soggette al regime fiscale relativo alle imprese nazionali. Le aziende che hanno sede nelle regioni autonome delle Azzorre e Madeira beneficiano di riduzioni fiscali ai sensi della normativa seguente: Azzorre - D. Lgs. Regionale 2/99/A del 20 gennaio; Madeira - D. Lgs. Regionale 2/2001/M del 20 febbraio. 
L'imposta sui redditi delle persone giuridiche (Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Colectivas, brevemente conosciuta anche come "IRC"), secondo quanto disposto dal codice tributario considera i seguenti soggetti imponibili:

  • le società commerciali e le società civili in forma commerciale residenti di qualsiasi tipo, ad esempio SA, Lda, società di persone con personalità giuridica, società cooperative e qualsiasi altro ente dotato di personalità giuridica ai sensi del diritto pubblico o privato con sede o direzione effettiva in Portogallo;
  • le entità de facto residenti il cui reddito non è direttamente soggetto all'Irs o all'Irc, ad esempio beni indivisi e joint ventures senza personalità giuridica;
  • le entità non residenti dotate di personalità giuridica che percepiscono reddito di fonte portoghese non soggetto all'Irs. L'Irc si applica sia alle società residenti che non residenti.
L’aliquota generale dell’IRC ammonta al 23% (21% nel 2015), con eccezione dei primi 15mila euro che sono tassati con l’aliquota del 17%, sia per i contribuenti residenti sia per i non residenti che, nell’ambito del territorio portoghese, esercitino un’attività d’impresa di carattere stabile. Esiste poi un’addizionale statale (derrama estadual) imposta alle entità che esercitino a titolo principale un’attività di natura commerciale, industriale o agricola e alle entità non residenti che esercitino un’attività economica con carattere stabile in Portogallo. L’addizionale ammonta al 3% per la parte di reddito imponibile compreso tra gli 1,5 milioni di euro ed i 7,5 milioni di euro, al 5% per il reddito imponibile compreso tra gli 7.5 milioni di euro ed i 35 milioni di euro ed al 7% per il reddito eccedente i 35 milioni di euro.
Il calcolo dell’IRC è effettuato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi che deve essere presentata annualmente fino all’ultimo giorno lavorativo del mese di maggio, per trasmissione elettronica dei dati.

Perdite fiscali riportabili
Dal 2014 in avanti, le perdite fiscali appurate sono deducibili (fino al 70% del reddito imponibile do ogni esercizio) dai redditi tributabili sino al dodicesimo secondo esercizio successivo al rispettivo accertamento. Tale beneficio può tuttavia venire meno nei casi in cui occorra:
 
  • una modifica dell’oggetto sociale o altra ristrutturazione della società;
  • una modifica sostanziale dell’attività d’impresa realizzata;
  • un mutamento della titolarità del 50% del capitale sociale o della maggioranza dei diritti di voto in assemblea;
  • acquisizione del capitale per un socio che abbia più di 20% del capitale o sia impiegato o amministratore della società.
Participation exemption e plusvalenze derivanti dalla trasmissione a titolo oneroso di quote societarie
Dal 2014 in avanti si applica il regime di participation exemption nell’eliminazione della doppia imposizione dei lucri distribuiti a società con sede in Portogallo, oriundi di società partecipate, succursali o da stabilimenti permanenti in altri paesi (con eccezione di off-shore), in determinate condizioni.
Le plusvalenze nella vendita di partecipazioni di società, comprese le operazioni di fusioni, divisioni e acquisti di attivi o scambio di partecipazioni, non sono tributate in IRC sempre che si tratti di vendita di partecipazioni di società con sede o stabilimento permanente nella Ue, in cui la partecipazione sia superiore al 5% del capitale e sia detenuta più di 24 mesi, trattandosi di società fuori della Ue la stessa sia soggetta a un’imposta sui redditi con una imposizione di almeno 60% dell’aliquota di IRC, o sia del 13,8%. Inoltre, questo regime non è applicabile a società immobiliare (attivo immobiliare superiore a 50% dell’attivo totale, con eccezione d’immobili per l’attività commerciale, industriale o agricola) e a vendite di partecipazioni in società offshore. Non esiste un meccanismo di reinvestimento di queste plusvalenze. I gruppi di imprese, possono optare per una dichiarazione fiscale unica relativa alla somma dei redditi imponibili e delle passività generati in sede di consolidamento del bilancio.

Regime di esenzione dell’imposizione sulle plusvalenze da trasmissione a titolo oneroso di valori mobiliari
Non sono soggette ad imposizione fiscale in Portogallo, le plusvalenze ottenute da parte entità non residenti prive di una presenza stabile in Portogallo e derivanti dalla trasmissione a titolo oneroso di valori mobiliari, warrants e strumenti finanziari emessi da entità residenti in Portogallo e negoziati nei mercati regolamentati della Borsa, ad eccezione dei casi in cui:
 
  • il 25% del capitale dell’entità venditrice sia controllato direttamente o indirettamente da persone fisiche o giuridiche residenti in Portogallo;
  • l’entità venditrice sia domiciliata in Paesi, territori o regioni in cui viga un regime fiscale palesemente più favorevole come riportato in un apposito decreto del ministero delle Finanze;
  • le plusvalenze ottenute attraverso la trasmissione a titolo oneroso di quote societarie di società aventi sede in Portogallo e il cui attivo sia costituito per più del 50% da beni immobili ivi situati.
Le plusvalenze possono, inoltre, essere escluse dall’imposizione fiscale in Portogallo in forza di clausole previste da Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni.

Parchi industriali e zone franche
Presenti su tutto il territorio (a eccezione delle zone di Lisbona e Porto), i parchi industriali offrono diverse agevolazioni: vendita o affitto di lotti di terreno a prezzi simbolici, infrastrutture basiche predisposte, esenzione o riduzione delle imposte municipali, etc. Tra i parchi industriali più conosciuti figurano Castelo Branco, Évora, Viseu, Braga. Esistono inoltre due Zone Franche a Madeira e nelle Azzorre (Isola di Santa Maria). Benché gli incentivi previsti siano pressoché identici, solo l’offshore di Madeira (gestito dalla Sociedade de Desenvolvimento da Madeira) è stata autorizzata dall’Unione europea a godere di benefici fiscali fino all’anno 2020.

L'imposta sul valore aggiunto
La base imponibile dell'Iva (Imposto sobre o valor acrescentado) è rappresentata dal totale dei corrispettivi pattuiti per tutte le cessioni di beni effettuate e per tutte le prestazioni di servizi effettuate. Tenute al pagamento dell'imposta sono tutte le persone fisiche e giuridiche che esercitano in Portogallo un'attività commerciale, industriale o professionale in maniera autonoma. Le aliquote Iva applicabili nel territorio portoghese sono cosi suddivise:
  • 23%, aliquota standard, applicabile a tutte le altre transazioni, ivi comprese le importazioni, e tutte le tipologie di beni e servizi (nelle isole Azzorre e a Madeira l'aliquota standard è il 16% ma vi è anche un' aliquota intermedia del 9% e ridotta del 4%);
  • 13% applicabile principalmente alle prestazioni di servizi nel settore della ristorazione, al caffè, alcuni vini, piante ornamentali e fiori, attrezzature per l'agricoltura o per l'uso delle energie rinnovabili, petrolio e gasolio, olio combustibile.
  • 6% applicabile a generi alimentari considerati di prima necessità, alla fornitura di acqua, ad alcuni farmaci e prodotti medicali, alle case di nuova costruzione, ai prodotti editoriali, quali libri, riviste e giornali, nonché al servizio di trasporto pubblico, biglietti di ingresso a testri e cinema.
 

Le altre tasse e imposte
L'imposta sul patrimonio
Non esiste attualmente alcuna imposta sul patrimonio in Portogallo. Il trasferimento di attività ubicate in Portogallo durante la vita del donatore o dopo la morte del donatore sconta l'imposta di bollo. Le successioni sono soggette a un'aliquota d'imposta del 10% (se la proprietà immobiliare è trasferita in donazione c'è anche una tassa dello 0.8%). Tuttavia se il trasferimento di proprietà avviene durante la vita del donatore, il coniuge, ascendenti e discendenti sono esenti dall'imposta di bollo e si deve pagare lo 0,8% del valore immobiliare.

L'imposta sulle plusvalenze 
Le plusvalenze che derivano dalla cessione di beni immobili o azioni, o altri investimenti, sono anche considerate come redditi e, in quanto tali, tassati sul reddito delle persone fisiche.  Tuttavia, le plusvalenze che derivano dal trasferimento di beni immobili o quote di partecipazione da una società a responsabilità limitata (LDA) sono esenti da tassazione, se i beni sono stati acquistati prima del 1989. Il piano di austerità varato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio e approvato dal Parlamento il 9 giugno scorso ha introdotto una ritenuta del 20% su titoli quotati in Borsa.

La tassa comunale sul trasferimento dei beni
Questa imposta si applica ai trasferimenti di diritti di proprietà, o parti di tali diritti, sui beni immobili situati in Portogallo e per tutti i casi  che la legge equipara con il trasferimento di proprietà (articoli 1, 2 e 3 del Codice IMT). L’aliquota è fissa ed è pari al 6,5% per gli immobili urbani non residenziali  e del 5% per le proprietà rurali ma  riduzioni ed esenzioni possono essere concesse per i trasferimenti di proprietà di fabbricati per attività industriali o di altro genere, riconosciuti di interesse economico nazionale. L'aliquota è dell'8% ogni volta che l'acquirente ha la residenza o la sede in un paese, territorio o regione soggetta a un regime fiscale nettamente più favorevole.

Il supplemento comunale
È una tassa locale che può essere riscossa dai Comuni su base annua, fino ad un limite massimo dell’1,5% del reddito imponibile di una società.

La tassa comunale sulla proprietà
Cosituisce una tassa locale i cui introiti spettano al comune relativo. È calcolata sul valore imponibile degli immobili urbani, rurali o misti situati in Portogallo .
Il valore imponibile degli immobili è determinato sulla base di una dichiarazione da parte del contribuente. 

Le imposte speciali di consumo
Queste includono le tasse su alcol e bevande alcoliche, tabacco e prodotti petroliferi. Sono gestiti dalla DGAIEC - das Dirrecção-Geral dos Alfândegas e Impostos Especiais sobre o Consumo (Direzione generale delle dogane e delle imposte speciali sui consumi). 
 

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamenti
Per registrarsi come contribuente in Portogallo, è necessario compilare un modulo di registrazione (Ficha de inscrição) e portarlo all'ufficio delle imposte locali.  La dichiarazione dei redditi deve essere compilata e consegnata alle autorità fiscali entro i termini seguenti:

  • per i dipendenti, dal 1 febbraio - 15 marzo dell'anno successivo a quello in cui il reddito è stato percepito;
  • per tutti gli altri redditi, dal 16 marzo fino al 30 aprile dell'anno successivo;

In linea di principio, tutti gli operatori economici non esonerati e non soggetti al regime speciale dei piccoli dettaglianti devono presentare le dichiarazioni periodiche Iva. La periodicità delle dichiarazioni è mensile per i soggetti passivi con volume d'affari annuo superiore a 498.797,90 euro e trimestrale per i soggetti passivi con volume d'affari annuo non superiore a tale cifra. In particolare, i soggetti passivi con obbligo di dichiarazione mensile devono presentare la dichiarazione ed effettuare il relativo versamento entro il giorno 10 del secondo mese successivo a quello in cui sono state effettuate le operazioni. I soggetti passivi con obbligo di dichiarazione trimestrale, invece, devono presentare la dichiarazione ed effettuare il relativo versamento entro il giorno 15 del secondo mese successivo al termine del trimestre di riferimento. Si noti che i lavoratori autonomi devono dichiarare l'inizio della loro attività alle autorità fiscali portoghesi.  Se hanno un revisore dei conti autorizzato, la dichiarazione dei redditi per l'anno precedente può essere consegnata entro la fine di giugno. I non residenti che percepiscono redditi in Portogallo devono designare un rappresentante fiscale. 
Se la dichiarazione dei redditi non è stata completata o viene restituito in ritardo, l'importo della sanzione può variare da 100 a 2.500 euro.  Se l'imposta non è pagata in tempo, la pena può andare dal dieci per cento della tassa sino al doppio del suo valore (fino a un massimo di 55.000 euro) più gli interessi.  Gli importi possono variare a seconda delle circostanze specifiche.
Il sistema di trasmissione telematica obbligatoria dei dati di tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva (previsto dal Decreto-Lei de 24 de agosto 2012 n. 198),  con cui tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate sia nei confronti di soggetti passivi Iva sia nei confronti di consumatori finali, devono essere certificate mediante il rilascio di una fattura nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 226-ter della direttiva 2010/45/UE che ha modificato la direttiva IVA 2006/112/CE è entrato a regime il primo gennaio 2015.
Il sistema prevede che al soggetto acquirente consumatore finale venga riconosciuta una detrazione del 15% dell’IVA riportata nelle fatture ricevute dai suoi fornitori o prestatori che rientrano in alcune specifiche categorie economiche (ristoranti, parrucchieri ed estetisti, esercizi ricettivi, riparazione auto e motoveicoli). La detrazione spetta per un massimo di 250 euro e ad essa si affianca anche la possibilità di partecipare ad una sorta di lotteria nazionale per l’estrazione di alcuni premi (es. autovetture).
Tutti i soggetti passivi Iva che effettuano vendita e spedizione di beni inoltre devono  comunicare elettronicamente all'Agenzia delle entrate le informazioni relative al documento di trasporto prima di effettuare quest’ultimo.
Inoltre è prevista una specifica sanzione amministrativa, che varia da 1.500 euro a 18.750 euro nei confronti di chi omette la trasmissione dei dati ovvero li comunicano in forma non veritiera (art. 128 del RGIT, “Regime Geral das Infracções Tributárias”).
Lo Standard Audit File for Tax Pourposes (SAF-T) cioè il formato di dati contabili “esportabile”, finalizzato allo scambio elettronico degli stessi tra imprese e autorità fiscale introdotto nel 2008 dal 2015 è stato adottato dalla quasi totalità dei sistemi gestionali delle aziende e certificato dall’Autorità fiscale portoghese.
Nel breve periodo (2012-2015) le misure descritte hanno consentito di recuperare gettito risanando i conti pubblici e contrastare efficacemente l’evasione fiscale.



Capitale: Lisbona
Lingua ufficiale: portoghese
Moneta: euro
Forma istituzionale: repubblica parlamentare
Principali trattati sottoscritti con l'Italia
Convenzione  per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, firmata a Roma a 14 maggio 1980, ratificata con legge n. 562 del 10 luglio 1982 ed entrata in vigore il 15 gennaio 1983.






Fonti utilizzate:
Taxes in Europe
InfoMercatiesteri (ministero degli Affari Esteri)
Amministrazione fiscale portoghese




aggiornamento: febbraio 2015





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