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Uruguay

Il sistema fiscale uruguayano è stato soggetto a una serie di modifiche a seguito della riforma approvata con la legge 18.083 del 27 dicembre 2006

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Il sistema fiscale uruguayano ha subìto una profonda modificazione a seguito della riforma approvata con la legge 18.083 del 27 dicembre 2006. Tale norma regolamenta l’intero sistema tributario nazionale contenendo sia una parte generale di funzionamento del sistema sia una parte specifica in cui sono contenute le singole imposte.  Negli anni la legge è stata oggetto di alcune modifiche tra cui spiccano quelle realizzate nel 2012.

 
L’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpf)
La riforma fiscale del 2006 ha introdotto per la prima volta nell'ordinamento l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpf) prima non esistente. Tale imposta colpisce unicamente i redditi di fonte uruguayana dei contribuenti persone fisiche provenienti da lavoro (o assimilati) dipendente o indipendente, da capitale e da qualsiasi altro incremento patrimoniale. A partire dal 2011 sono soggetti a tassazione anche i redditi di fonte estera provenienti da depositi, prestiti e altri tipi di investimenti in entità non residenti.
Nel 2004 è stata introdotta la Base di prestazione e contribuzione (BPC) che viene utilizzata per individuare gli importi soglia utilizzati sia in ambito fiscale che previdenziale. Il BPC viene determinato ogni anno sulla base dell’inflazione e per il 2016 è pari 3.340 pesos. In passato il ruolo del BPC era attribuito al salario minimo di legge ma si è preferito sganciare la dinamica salariale da quella ai fini fiscali.  
L’imposta sulle persone fisiche si basa su un sistema duale i cui redditi  da capitale e gli incrementi patrimoniali sono tassati secondo regole differenti rispetto ai redditi da lavoro e assimilati. 

Il trattamento fiscale dei redditi da capitale
I redditi da capitale sono tassati con aliquota tra il 3% ed il 12% a seconda delle caratteristiche dello strumento finanziario (interessi o dividendi) e della durata degli investimenti. Al 12% sono tassati anche i redditi relativi alla locazione di proprietà presenti nel paese e la plusvalenze per la loro cessione.  I soggetti che possiedono solo redditi relativi a questa categoria non possono beneficiare delle deduzioni previste per i figli a carico che spettano unicamente per i redditi da lavoro. 
E’ esentato dall’imposta chi percepisce i redditi provenienti da locazione di proprietà inferiori a 40 BPC qualora gli altri redditi da capitale non superino i 3 BPC.

Il trattamento fiscale dei redditi da lavoro
I redditi da lavoro comprendono tutti quelli prodotti dalle prestazione di servizi personali, effettuati sia per lavoro dipendente che autonomo mentre non sono tassate le indennità di disoccupazione e le altre forme di sussidio. L’imposta viene determinata calcolando l’imposta lorda secondo il  seguente sistema di scaglioni fisso in termini di BPC ma le cui soglie in pesos cambiano con il valore di quest’ultimo.
 
BPC Aliquota
Da 0 a 84 0%
Da 84 a 120 10%
Da 120 a 180 15%
Da 180 a 600 20%
Da 600 a 900 22%
Da 900 a 1380 25%
Oltre 1380 30%


Occorre poi calcolare il totale delle deduzioni ammesse che sono 13 BPC annuali per ciascun figlio a carico minore, 26 BPC per i figli portatori di handicap, i contributi previdenziali e assicurativi e gli interessi sui mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa. Sul totale di tale importo vanno calcolate le detrazioni dall’imposta lorda secondo il seguente sistema di scaglioni.
 
BPC Aliquota
Da 0 a 36 10%
Da 36 a 96 15%
Da 96 a 516 20%
Da 516 a 816 22%
Da 816 a 1296 25%
Oltre 1296 30%
 
Imposta sull’assistenza e la previdenza sociale (IASS)
A partire dal 2008 coloro che ricevono una pensione da istituzioni pubbliche e private residenti nel Paese non pagano più l’Irpf su tali redditi ma la IASS. Continuano a pagare l’IRPF per eventuali altri redditi.

   
BPC Aliquota
Da 0 a 96 0%
Da 96 a 180 10%
Da 180 a 600 20%
Oltre 600 25%
 
La Iass non ammette alcun tipo di deduzione dal reddito.


L'imposta sul reddito delle attività economiche (Irae)
L'imposta sul reddito delle attività economiche nasce anch'essa con la riforma del 2006 e sostituisce diverse altre imposte specifiche per categoria di attività economica. Sono soggetti passivi le società con o senza personalità giuridica, le società e associazioni agricole, le stabili organizzazioni di soggetti esteri, i fondi di investimento chiusi, le fidecommissioni ed i gruppi di interesse economico. Possono, inoltre, optare per il pagamento di tale imposta quanti sono soggetti a quella sui redditi delle persone fisiche (Irpf) nelle modalità sopra ricordate. L'opzione ha durata triennale.  Le attività agricole che producono prodotti primari vegetali od animali e che non superano determinati limiti di ricavi possono optare tra il pagamento di tale imposta o dell'Imeba (imposta sulla cessione di beni agricoli). Anche in tale caso l'opzione deve essere mantenuta per tre anni e vale per tutte le attività agricole di cui il contribuente sia titolare. E’ soggetto a tassazione il solo reddito di fonte nazionale mentre è esente quello di fonte estera con eccezione ei redditi di natura finanziaria.
 I dividendi percepiti da una società residente sono esenti dall’imposta mentre sono tassate ad aliquota ordinaria le plusvalenze. Al fine di incentivare gli investimenti alcune spese, come ad esempio le certificazioni di qualità esse possono essere dedotte dal reddito per un valore fino al doppio di quello effettivo.
Le perdite posso essere riportate in avanti per 5 anni ed il loro valore viene rivalutato sulla base del tasso di inflazione.
L’imposta dovuta è calcolata applicando al reddito imponibile un’aliquota è del 25%.
Per quanto riguarda i pagamenti a non residenti  questi sono sottoposti ad una ritenuta del 7% per quanto riguarda i dividendi, dal 3% al 12% per gli interessi a seconda delle caratteristiche dello strumento finanziario sottostante e del 12% sulle royalties ed i servizi tecnici.


Imposta sulla cessione di beni agricoli (Imeba)
L’Imeba è un’imposta pagata dai produttori agricoli di beni primari di  vegetali o animali quando questi sono ceduti a contribuenti Irae, a pubbliche amministrazioni o all’esportazione. L’imposta viene calcolata sul prezzo di vendita con aliquota che varia tra l’1,5% ed il 2,5% . Per alcune tipologie di prodotti sono inoltre applicate specifiche addizionali. L’Imeba è alternativa all’Irae e possono optarvi i produttori agricoli con l’esclusione di:
  • le società per azioni e quelle in accomandata per azioni;
  • le stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • i fondi di investimento chiusi;
  • i contribuenti che superano specifici limiti dimensionali in termini di fatturato o di superficie coltivata;
  • i contribuenti che svolgono sia attività agricola che industriale se questa supera il 75% del fatturato totale.
 
I redditi derivanti da attività differenti da quelle indicate dalla legge sono soggetti ad Irae.
 

L'imposta sul patrimonio (Ipat)
L'Ipat grava sul patrimonio netto ossia sulla differenza tra attività e passività di persone fisiche, nuclei familiari, successioni indivise, persone giuridiche e soggetti non residenti esclusivamente per le attività svolte nel paese. Sono considerati tutti i beni situati o utilizzati economicamente nel Paese con l'eccezione di quelli non computati (come i titoli citati espressamente dalla legge, le aree forestali protette e le partecipazioni nel patrimonio di imprese commerciali ed agricole) o esenti (i titoli di risparmio e valori al portatore, le obbligazioni al portatore e quelle nominali quotate in Borsa). Sono previste diverse regole di calcolo per l’imponibile a seconda del soggetto dichiarante e della tipologia di beni considerati. Per le persone fisiche, i nuclei familiari e le successioni indivise l’imposta viene calcolata attraverso un sistema progressivo di scaglioni con aliquote tra lo 0,7% ed il 2,25%. Per esse è inoltre previsto un minimo non imponibile il cui valore è fissato annualmente (per il 2015 è pari a 3.340.000 pesos). Per le banche e altre imprese finanziarie l’imposta è del 2,8% mentre per le restanti del 1,5%.  Per le attività economiche vi è una riduzione del valore della base imponibile fino al 50% per l’attivo inserito nel processo produttivo. Vi è, inoltre, una riduzione fino al 25% in proporzione alla distanza dell’insediamento produttivo dalla capitale. Le persone fisiche, i nuclei familiari e le successioni indivise pagano l’imposta in un’unica soluzione successivamente alla dichiarazione

L'imposta sui redditi dei non residenti (Irnr)
L'imposta su redditi dei non residenti grava sui redditi di fonte uruguayana delle persone fisiche e delle altre entità non residenti nella Repubblica. I redditi considerati sono: redditi da attività imprenditoriale; da lavoro; da capitale; incrementi patrimoniali. I redditi sono tassati in maniera differente a secondo della tipologia. 

   





Le imposte sulle trasmissioni patrimoniali (Itp)
L'Itp colpisce le transazioni, a qualsiasi titolo, di beni patrimoniali (come ad esempio gli immobili) sia tra vivi che a seguito di successione. L'aliquota è del 4% sul valore del bene che, nel caso di cessioni onerose, viene ripartita equamente tra le parti altrimenti risulta completamente a carico del beneficiario. Per gli eredi in linea diretta ascendente o discendente l'aliquota è ridotta al 3%. Per gli immobili rurali è prevista un'addizionale del 5% interamente a carico della parte ricevente (a titolo gratuito o meno). Tale aliquota si riduce al 4% nel caso di ascendenti o discendenti in linea diretta.

Le imposte indirette
Con l'abolizione della Cofis (imposta di contribuzione al finanziamento dell'assistenza sociale) e la riduzione dell'Iva si è avviato un processo di graduale riduzione del peso delle imposte indirette rispetto a quelle dirette.

L'imposta sul valore aggiunto (Iva)
L'Iva grava sulle transazioni interne di beni e servizi e sulle importazioni mentre non si applica alle esportazioni. Sono esenti alcune categorie di beni e servizi e le operazioni svolte da determinati soggetti previsti dalla legge. Funziona con un sistema di deduzione d'imposta da imposta simile a quello italiano in modo da non generare un effetto di cumulo. L'aliquota normale è del 22% (con la riforma è stata ridotta dell'1% rispetto a quanto previsto precedentemente) mentre l'aliquota ridotta è al 10% (anch'essa abbassata dal precedente 14%) per i beni di prima necessità, i beni e servizi di carattere sanitario e altre tipologie elencate dalla legge. L'imposta viene liquidata annualmente eccetto per i grandi contribuenti che la liquidano mensilmente.
Sono previste esenzioni dall’Iva per i servizi turistici purchè pagati con carte di credito do di debito di banche straniere.
 
Rapporti internazionali
Il Paese rientra nelle liste contenute nei decreti ministeriali del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001 e le loro successive modifiche che individuano i Paesi e territori a fiscalità privilegiata per quanto riguarda rispettivamente le persone fisiche, e le controlled foreign companies ma non nel decreto del 23 gennaio 2002 riguardante l’indeducibilità dei componenti negativi.
L’Uruguay ha firmato alcune convenzioni sia contro le doppie imposizioni sia per lo scambio di informazioni di carattere fiscale ma non con l’Italia.
Nell’ultima revisione semestrale della white list degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni in materia fiscale (dm 23 marzo 2017) l'Uruguay è stato confermato tra gli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni in materia fiscale.
 
  Capitale: Montevideo
Lingua ufficiale: spagnolo
Moneta: peso uruguayano (mag 2013 1 euro= 24,6 pesos uruguayani)
Forma istituzionale: repubblica presidenziale
Rapporti con l'Italia: nessuna convenzione è stata firmata a oggi tra Italia e Uruguay






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aggiornamento: marzo 2016
 

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