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Emilia Romagna

Bologna, Agenzia e commercialisti a confronto

Sinergie istituzionali e tax compliance al centro dell'incontro con i professionisti emiliani

Oltre quattrocento partecipanti, interventi apprezzati e ampio dibattito hanno caratterizzato l’incontro tra l’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna e l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Bologna, il primo del 2009, nella storica sede del Convento di San Domenico, a Bologna. L’evento, organizzato dalla Fondazione dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e introdotto dal Presidente dell’Ordine, Gianfranco Tomassoli, ha creato le basi per il rafforzamento di una collaborazione già solida tra amministrazione finanziaria e interlocutori istituzionali, nel quadro di una più generale sinergia tra l’Agenzia delle Entrate e le istituzioni nel perseguimento della massima tax compliance. L’intervento introduttivo del Direttore Regionale, Antonino Gentile, ha tracciato le nuove linee guida dell’Agenzia, alla luce del processo di riorganizzazione in corso e del contesto economico segnato da una profonda crisi. In questa cornice, assumono valenza ancora maggiore tanto l’erogazione di servizi calibrati sulle esigenze dei contribuenti quanto la lotta all’evasione, ispirata a un “e-government dell’accertamento” e fondata sulla collaborazione con Guardia di Finanza, Comuni e Inps. Lo strumento attraverso cui raggiungere questo obiettivo è la riorganizzazione dell’Agenzia, con l’istituzione delle nuove direzioni provinciali, un modello organizzativo flessibile, capace di calibrarsi in base alle caratteristiche del territorio e alle esigenze operative: “il senso più profondo della riorganizzazione – ha affermato Gentile – è una visione integrata, una  governance provinciale, unitaria e flessibile, dei servizi e dei controlli”. Il fine ultimo è quello di indirizzare i controlli verso i soggetti a maggior rischio di evasione, specializzare le professionalità all’interno dell’organizzazione in funzione delle diverse tipologie di contribuenti sottoposti a controllo.Nel mutato assetto, un elemento innovativo è l’Ufficio Grandi Contribuenti, diretto in Emilia-Romagna da Pasquale Stellacci, relatore del secondo intervento. La logica cui si ispira il nuovo ufficio è quella di “prevenire il fatto evasivo più che curare la patologia dell’evasione”, attraverso una collaborazione sistematica con i contribuenti, in particolare attraverso lo strumento del tutoraggio. In quest’ottica si collocano gli istituti deflattivi del contenzioso tributario che nel corso degli anni hanno modificato il rapporto fisco-contribuente secondo il principio della “collaborazione e buona fede”, sancito dall’art. 10 dello Statuto del Contribuente. Nel suo excursus sui diversi strumenti deflattivi previsti dal legislatore, Stellacci si è concentrato su due passaggi normativi fondamentali, il D.L. 564/1994 e il D. Lgs. 218/1997, con gli istituti dell’autotutela, dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, che si aggiungono a quegli strumenti di deflazione precedenti il controllo, primo tra tutti l’interpello. Su questo impianto normativo si inserisce l’adesione ai verbali di constatazione, prevista dal D.L. 112/2008. Un approfondimento sullo strumento della conciliazione giudiziale è stato fornito dal Capo Ufficio Contenzioso della Direzione Regionale, Rita Civolani, alla luce di due recenti sentenze della Corte di Cassazione (n. 14814 e 14815 del 2008).Dopo il dibattito con i partecipanti, il Direttore Regionale ha chiuso i lavori, annunciando l’istituzione della prossima Direzione Provinciale di Rimini, prevista per il 6 aprile, e auspicando il proseguimento della collaborazione con i commercialisti e gli esperti contabili, in vista del raggiungimento dell’obiettivo di lungo termine dell’amministrazione finanziaria, una sempre più estesa adesione spontanea agli obblighi tributari per il miglioramento complessivo del sistema-Paese.
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