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Emilia Romagna

Fiscalis, a Bologna
un workshop sulla fiscalità internazionale

Il confronto e lo scambio di esperienze sono stati alla base del programma comunitario

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La Direzione regionale ha ospitato due dirigenti di amministrazioni fiscali estere, Fahrettin Ozdemirci (Capo dell’Ufficio Grandi contribuenti dell’amministrazione fiscale turca) e Michal Rohacek (Responsabile dell’unità di cooperazione internazionale per le imposte dirette del Ministero delle Finanze della Repubblica Ceca). Due “anime”  dell’attuale e della futura Europa (la Turchia è uno dei principali Paesi candidati all’ingresso nell’Unione Europea), con cui funzionari e dirigenti dell’Emilia-Romagna hanno potuto confrontarsi, in particolare sul contrasto delle frodi e sullo sviluppo della cooperazione internazionale; l’attuale scenario economico e finanziario richiede, infatti, un alto grado di integrazione dei dati e di armonizzazione delle procedure tra le diverse amministrazioni fiscali.

Il programma della visita, svolto interamente in lingua inglese, si è articolato in quattro giorni dal 22 al 25 ottobre. Nel primo, introdotto dal Direttore regionale, è stata presentata l’Agenzia delle Entrate e sono stati illustrati i due fondamentali campi di intervento dell’amministrazione finanziaria, il contrasto dell’evasione fiscale e l’assistenza ai contribuenti; la giornata di apertura si è chiusa con una “visita guidata” agli uffici della Direzione regionale e della Direzione provinciale di Bologna.

Il secondo giorno ha ospitato l’evento centrale del programma, il workshop dal titolo Tax auditing: organization, techniques and relevant issues, a cui hanno partecipato, oltre ai due ospiti stranieri, dirigenti e funzionari della regione. L’idea alla base dell’evento era quella di fornire una piattaforma comune di discussione sui temi di interesse internazionale, stimolando il contributo individuale in termini di esperienze e know-how. Da qui la scelta di un format innovativo, ispirato al modello accademico del call for papers: l’evento infatti non è stato “chiuso” al gruppo di relatori, ma è stato aperto a tutti coloro che avessero voluto illustrare la propria esperienza nel campo dell’antifrode e della cooperazione internazionale. Tra gli argomenti affrontati – tutti in lingua inglese - la selezione dei contribuenti e le diverse metodologie di controllo, lo scambio di informazioni e le frodi internazionali, il transfer pricing, il reverse change.
Nello specifico, l’incontro ha fatto emergere differenze significative tra i sistemi fiscali dei diversi stati. Ad esempio, in merito alla disciplina applicabile alle società controllate estere (le cosiddette CFC), è emerso che la Repubblica Ceca non distingue tra paesi Black List e paesi White List, ma verifica solo se sussiste con il Paese interessato un effettivo scambio di informazioni ed un livello di tassazione coerente con i parametri dell’OCSE. La Turchia, invece, al di là di una specifica legislazione sulle società localizzate in paradisi fiscali, ha introdotto nel proprio sistema fiscale una previsione che attrae a tassazione in Turchia i profitti conseguiti dalle società estere che siano partecipate per almeno il 50% da una società residente in Turchia. La legislazione turca, inoltre, prevede un obbligo generalizzato di fatturazione ed archiviazione elettronica che interessa tutti i soggetti di grandi dimensioni e, indipendentemente dal volume d’affari, anche banche, società finanziarie, assicurative e di investimento.

Il terzo giorno è stato dedicato a due aree centrali nel sistema di relazioni fisco-contribuente: il contenzioso tributario, con l’istituto del reclamo e mediazione tributaria, e l’interpello. Un approfondimento specifico ha riguardato l’onere della prova nelle dispute tra contribuenti e Agenzia delle Entrate in materia di Iva.

Infine, il quarto giorno è stato interamente riservato all’ultimo, fondamentale, anello della filiera fiscale, la riscossione dei tributi, con un focus sul ruolo dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Si è chiusa così, con l’apprezzamento dei funzionari ospiti, la soddisfazione degli organizzatori e soprattutto un “bagaglio” significativo di esperienze, una edizione di Fiscalis se possibile ancora più “europea”.
 
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