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Liguria

A Chiavari un convegno sulla fiscalità del no profit

Aspetti civilistici e rendicontazione sociale, liberalità e forme di finanziamento: gli argomenti affrontati

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Cresce, in Liguria, l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate per il terzo settore. Dopo la fattiva esperienza del “focus” organizzato a Genova lo scorso maggio – un’intera giornata di lavori, tra normativa ed esperienze, che aveva richiamato nella Sala della Piramide della Direzione regionale ligure diciassette relatori e la platea delle grandi occasioni – a Chiavari, presso la sede della Società Economica, si è svolto il primo dei due incontri su cui è articolato il convegno denominato “Gli Enti non profit”, promosso ed organizzato dalla locale sezione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
La riunione ha sviluppato quattro argomenti di fondamentale importanza per il mondo dell’associazionismo: aspetti civilistici (principali tipologie di enti ed organizzazioni del terzo settore, clausole statutarie e aspetti specifici e obblighi particolari); rendicontazione sociale; liberalità e forme di finanziamento (contributi, donazioni, eredità e legati, contratto di sponsorizzazione e di pubblicità); fiscalità degli enti no profit.
I primi tre argomenti sono stati oggetto dell’intervento di Fabio Naldoni, consulente del Celivo, Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Genova, che ha sottolineato da un lato la necessità che gli statuti degli enti no profit ed in particolare di quelli associativi siano redatti secondo i criteri che le diverse leggi che regolano il settore dettano in ragione delle varie tipologie di attività sociale svolta; dall’altro la rilevanza che sempre di più assume la rendicontazione cd. sociale quale strumento di indirizzo preventivo e di controllo successivo delle attività poste in essere nell’ambito del terzo settore.
Il tema della fiscalità del no profit è stato poi sviluppato da Giovanni Accardo, intervenuto in rappresentanza della Direzione regionale ligure dell’Agenzia delle Entrate, ed è stato improntato ad uno sguardo d’assieme su imposizione diretta ed indiretta.
Nel suo intervento, Giovanni Accardo si è soffermato sul trattamento fiscale ai fini delle imposte dirette e dell’IVA dei proventi realizzati dagli enti non commerciali, in particolare di quelli a base associativa, regolati dall’articolo 148 del TUIR. L’accento è stato posto soprattutto sul rapporto che deve esistere tra l’attività istituzionale dell’ente e l’eventuale attività di natura commerciale o comunque lucrativa che venga svolta dal medesimo, anche semplicemente per esigenze di autofinanziamento. La normativa fiscale, oltre ad imporre che la seconda non sia prevalente rispetto alla prima, prevede specifiche condizioni per la detassazione  dei proventi commerciali: se tali condizioni non vengono rispettate, la decommercializzazione non opera e i proventi tornano ad essere ordinariamente imponibili.
La parte finale dell’intervento è stata dedicata al cosiddetto modello EAS ed alla sua rilevanza per l’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate. E' stat sottolineata l’importanza che vengano correttamente e tempestivamente assolti gli oneri di comunicazione che il modello prevede, affinché l’attività dell’ente possa beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per i rappresentanti del no profit.
 
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