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Puglia

Partecipazione dei comuni all’accertamento: il modello Bari

Nel capoluogo pugliese successo per il convegno “Nuovi strumenti in favore dei comuni per la lotta all’evasione”

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Il capoluogo pugliese ha ospitato ieri, presso l’auditorium della Polizia municipale, uno dei primi appuntamenti regionali sul tema della partecipazione dei comuni all’accertamento dei tributi erariali. Il convegno dal titolo “Nuovi strumenti in favore dei comuni per la lotta all’evasione”, organizzato dal Comune di Bari, ha riunito intorno allo stesso tavolo tutti gli attori della fiscalità locale e statale, invitati ad una riflessione condivisa sui risultati conseguiti fino ad oggi e sulle azioni future da intraprendere. Lo scenario della collaborazione, alla quale le istituzioni sul territorio sono chiamate, tiene conto delle previsioni normative, naturalmente, ma non può prescindere, comunque, dalla crisi economico-finanziaria in atto. I comuni lo sanno e puntano sul recupero dell’evasione per individuare risorse da acquisire al bilancio, ma anche per correggere le distorsioni della pressione fiscale generate dal mancato adempimento.
Il convegno, dunque, è stato aperto dai saluti della vicepresidente Anci Puglia, Maria Cristina Rizzo, dalla quale è partito l’invito a diffondere le buone prassi come quella del Comune di Bari. Del resto, nessuno dubita che: “Pagare tutti per pagare meno è sicuramente la strada da percorrere se vogliamo tenere insieme l’equità del prelievo e il finanziamento dei servizi per il cittadino”.
Introdotti da Luigi Lovecchio, esperto de Il Sole24Ore, i relatori hanno presentato alla platea il punto di vista delle diverse istituzioni competenti ad accertare i tributi. Per il comune è intervenuto l’assessore alle Finanze Gianni Giannini, secondo il quale le sinergie inter-istituzionali esistono, funzionano e devono essere intensificate. L’assessore ha descritto, quindi, le azioni realizzate dal suo ente nel 2011, soffermandosi sui risultati del recupero e precisando che l’iscrizione del gettito nel bilancio comunale è stata operata con stime prudenziali, limitandosi alle somme derivanti da atti ormai divenuti definitivi.
La Regione Puglia è intervenuta con la voce dell’assessore all’Urbanistica, Angela Barbanente. La professoressa ha richiamato l’attenzione sull’infrastruttura informativa necessaria al dialogo tra enti. Aperta, interoperabile, gratuita deve essere la tecnologia in grado di meritare la fiducia dei cittadini e assicurare il corretto monitoraggio del territorio. Proprio la conoscenza condivisa, sulla quale la Regione ha investito energie a partire dal 2005, è la risorsa strategica da impiegare nel contrasto all’abusivismo edilizio in collaborazione tra enti locali e Agenzia del Territorio. “Lavoreremo insieme – ha annunciato l’assessore – per stimare e classificare il patrimonio immobiliare e le condizioni del suo utilizzo, in equilibrio con le esigenze della finanza pubblica”.
La relazione della professoressa Barbanente ha trovato concorde il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Aldo Polito. Investimento sulla formazione del personale addetto all’area Tributi, servizi da remoto accessibili 24 ore su 24, approccio virtuoso alla sussidiarietà amministrativa e cultura della compliance sono gli ingredienti base delle buone pratiche nel campo fiscale. Polito ha osservato, inoltre, che il discorso sul contrasto all’evasione risulta parziale se si limita alla fase di accertamento. “Senza un’efficace visione della gestione dei tributi, nella logica del servizio che precede logicamente la repressione, non possiamo sperare di indurre un’evoluzione significativa del sistema verso la legalità. È chiaro, poi, che il ruolo dei comuni, nell’attività di riscontro diretto tra reddito dichiarato ed effettivo tenore di vita, è determinante per contribuire alla giusta definizione della pretesa tributaria”.
Dal generale Vito Straziota, comandante provinciale della Guardia di Finanza, è giunto l’invito a non sottovalutare l’organizzazione necessaria per effettuare il recupero dell’evasione. La competenza a tutto campo del Corpo nel contrato agli illeciti non può, infatti, giustificare la parziale abdicazione degli enti locali alle funzioni di governo e controllo del territorio, anche in ragione della responsabilità contabile connessa al doveroso accertamento dell’illegalità. La Guardia di Finanza, peraltro, è tra tutti gli enti l’unico dotata di competenza estesa anche alla fase della spesa del denaro pubblico, oltre che a quella di acquisizione delle entrate: “L’ampio ventaglio di attività impone, dunque, l’esigenza di programmare gli interventi in sinergia, ciascuno per la propria parte, in modo da assicurare una sana e rigorosa gestione della finanza pubblica nel suo complesso”.
Nicola Panetta, direttore regionale dell’Agenzia del Territorio, ha illustrato le attività in corso nell’ambito della collaborazione con la Regione e il Comune per quanto riguarda il patrimonio immobiliare. Fabbricati rurali e immobili fantasma sono i due fronti sui quali sono state dispiegate energie specifiche nell’ultimo periodo, con risultati apprezzabili. Permane qualche criticità nel rapporto con gli enti locali, soprattutto in materia di aggiornamento delle rendite catastali, ma il portale dei Comuni offre già le soluzioni per superare gli ostacoli, attraverso i diversi gradi di interazione previsti, a seconda del livello tecnologico di chi scambia i flussi informativi.
Il compito di tirare le fila degli interventi è toccato a Francesco Lorusso, procuratore regionale della Corte dei Conti. Il magistrato ha ripercorso la storia istituzionale delle autonomie, a partire dall’Unità d’Italia e ha individuato in alcuni momenti genetici della vicenda nazionale i difetti scaturiti, sul piano organizzativo, all’indomani dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. Con la citazione di Cesare Ruperto, secondo il quale i comuni sono diventati, ad un certo punto, “gnomi con il sombrero”, il procuratore Lorusso ha concluso la sua relazione, rilevando l’attuale sproporzione tra le forze degli enti, appunto gnomi, e le numerose funzioni attribuite, il sombrero che portano sulla testa.
Il convegno ha chiuso i lavori con la testimonianza del presidente Anutel, Francesco Tuccio, sulle difficoltà che i comuni incontrano, ad ogni passo, nell’organizzare un efficiente apparato della fiscalità e sulle incoerenze dell’attuale assetto normativo.
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