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Puglia

Il tour pugliese sulla chisura delle
liti pendenti fa rotta verso nord

A Foggia l'Agenzia ha risposto alle domande dei professionisti e ottenuto l'ok per future occasioni di dialogo

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Foggia è la terza tappa, dopo Brindisi e Taranto, del ciclo di incontri pugliesi, organizzati in collaborazione tra Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate e Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, per fare il punto sugli aspetti operativi connessi alla definizione agevolata delle liti pendenti.  L’opportunità offerta dalla recente manovra correttiva di chiudere le liti minori, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti alla data dell’1 maggio e di valore fino a 20mila euro, è ormai argomento noto, dai profili procedurali e di merito piuttosto lineari, grazie anche ai documenti di prassi emanati dall’Amministrazione. Nonostante, quindi, il tema appaia di facile comprensione e la sua applicazione non offra grande spazio all’incertezza, l’appuntamento foggiano si è svolto con significativa partecipazione dei professionisti. Il motivo dell’attenzione è da ricercare, probabilmente, nel metodo di confronto e dialogo inaugurato sullo spunto delle liti pendenti e proposto, dall’Agenzia delle Entrate della Puglia, come traccia per l’evoluzione del rapporto tra Fisco e professionisti.

Proprio da questa considerazione, non a caso, è partita Marisa Cavaliere, presidente dei professionisti foggiani, in apertura del seminario che si è tenuto nella mattinata del 7 novembre, presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Il presidente ha offerto la propria disponibilità a lavorare insieme, Amministrazione e professionisti, ciascuno con il proprio compito, per impostare una collaborazione trasparente e proficua. Le due posizioni, quella del Fisco e quella degli intermediari, sono diverse ma non opposte, dialettiche ma non inconciliabili. La prospettiva di lavorare bene, in modo efficiente e tempestivo nell’interesse dei contribuenti, è il collante che deve unire tutti gli interlocutori del sistema fiscale.

 Come non condividere la riflessione del presidente Cavaliere? Aldo Polito, direttore regionale della Puglia  dell’Agenzia delle Entrate, ha raccolto l’invito e ha rilanciato sul tavolo della concretezza. “Dobbiamo mettere da parte il formalismo autoreferenziale e investire sulla cultura delle soluzioni. In questa fase particolare della vita del Paese, poi, occorre allargare la visuale fino a comprendere nell’orizzonte fiscale anche i temi della crescita, dello sviluppo.” Non è possibile trascurare, infatti, le ricadute dell’agire amministrativo e dell’attività professionale sulla vita quotidiana delle persone. A partire da questa considerazione, l’impegno di tutti deve essere rivolto a liberare risorse disponibili per la crescita e l’occupazione, sottraendole alla burocrazia, alle lungaggini, ai costi della mediazione che gravano sulle imprese. Anche il contezioso e le misure per tagliare le controversie sono parte di una strategia volta a favorire il corretto funzionamento del rapporto tributario, la sua dinamica fisiologica. “La mia intenzione – ha ribadito il direttore – è di ripartire, dopo la scadenza del 30 novembre, dedicando energie al reclamo e alla mediazione. Questi istituti puntano a comporre le divergenze ordinarie tra Fisco e contribuenti nella sede amministrativa, riservando all’apprezzamento del giudice solo le questione di rilevante pregio interpretativo. In questo modo, peraltro, abbattiamo anche i costi che si scaricano sulla collettività con l’esplosione del contenzioso indiscriminato.”
Polito ha poi dedicato la parte conclusiva del suo intervento a disegnare lo scenario dell’interazione tra Fisco e professionisti attraverso il canale telematico. La tecnologia impiegata per erogare i servizi, secondo il direttore regionale, non soppianta la relazione umana. L’obiettivo, piuttosto, è quello di velocizzare le lavorazioni routinarie e di rimandare al contatto diretto solo gli aspetti dotati di complessità e specifica rilevanza. Senza questo tipo di approccio, del resto, entra in crisi l’idea di un servizio universale, assicurato ai semplici cittadini così come ai professionisti, in un contesto dove le risorse dell’apparato pubblico diminuiscono e occorre, comunque, mantenere alto lo standard della prestazione. “La telematica – ha affermato il direttore Polito – è la risorsa grazie alla quale consegneremo ai giovani una realtà professionale moderna, flessibile, trasparente. Solo così la contribuzione può ambire ad essere regola culturale, presupposto necessario della vita associata.”

A Patrizia Lori, funzionario dell’area legale della direzione provinciale di Foggia dell’Agenzia delle Entrate, è toccato il compito di illustrare i meccanismi della definizione agevolata delle liti minori. La funzionaria ha risposto alle domande del pubblico in sala, muovendosi tra esame delle fattispecie sanabili, in base al dettato della circolare 48/E, e destino delle liti sospese o decise dalla Commissione tributaria, in pendenza del termine per accedere alla chiusura. La vivace interazione con i professionisti ha consentito di fare luce su alcuni casi controversi, con l’avvertenza che la valutazione finale sulla convenienza e sull’opportunità di definire spetta, comunque, al contribuente assistito dal professionista di fiducia.

La parola “fine” sui lavori del seminario è stata pronunciata, dopo lungo e costruttivo confronto tra i partecipanti all’incontro, da Annamaria Imperato, direttore provinciale di Foggia dell’Agenzia delle Entrate. La dirigente, nel ringraziare i professionisti per l’attenzione riservata al tema della giornata, ha posto l’accento sulla poderosa organizzazione messa in campo dagli Uffici foggiani per informare i cittadini sulla chiusura delle liti. In ogni sede territoriale, oltre che presso l’area legale, sono stati individuati referenti con il compito di studiare le norme e le circolari, rispondere alle domande e offrire soluzione ai casi prospettati. La disponibilità manifestata dall’Amministrazione deve incontrare nei professionisti uguale atteggiamento di apertura e collaborazione, in vista di un risultato utile a tutte le parti del rapporto tributario. “Viviamo in un mondo troppo incerto, alle prese con situazioni mutevoli e complesse. Non possiamo permetterci il lusso di attardarci su quello che non va e disimpegnarci dal sostenere e valorizzare le energie buone presenti nelle nostre organizzazioni. La campana della responsabilità – ha concluso il direttore Imperato -   suona per tutti e non è possibile ignorarla senza compromettere, colpevolmente, l’interesse della collettività.”
 
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