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Sicilia

La tutela del credito erariale e la legalità

L'incontro delle istituzioni ad Enna per discutere insieme gli aspetti penali e fiscali del tema

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Un confronto tra istituzioni sui profili fattuali, economici e giuridici della tutela del credito erariale: Agenzia delle Entrate, Procura della Repubblica, Comando regionale Sicilia della Guardia di Finanza e Scuola Superiore della Magistratura, si sono interrogate sul tema  ad Enna in occasione del Convegno “La tutela del credito erariale e la disciplina penale-tributaria”, evidenziandone la duplice dimensione, penale e fiscale, con i  conseguenti riflessi interpretativi e operativi.
Nel luminoso auditorium del Tribunale di Enna, dedicato ai giudici Falcone e Borsellino, il Procuratore della Repubblica, Massimo Palmeri, ha dato il benvenuto alle autorità e ai numerosi ospiti che hanno partecipato all’evento per poi passare la parola al Presidente facente funzioni del Tribunale di Enna, Francesco Paolo Pitarresi, che ha voluto evidenziare  la valenza dell’iniziativa ai fini del coordinamento e dell’efficace applicazione delle norme vigenti.  
Il Direttore Centrale Grandi contribuenti, Giovanni Spalletta, ha rivolto alla platea i saluti dell’Agenzia delle Entrate e ha subito precisato che il Fisco non deve essere “amico” ma “giusto” perché espressione e strumento di legalità e, soprattutto, di solidarietà civile.
In sintonia, Ignazio Gibilaro, Comandante regionale Sicilia della Guardia di Finanza,  ha evidenziato: Il rispetto delle regole costituisce la base della giustizia sociale e della solidarietà”, qualsiasi forma di aggregazione deve interagire con il cittadino nella certezza che nel nostro Paese dobbiamo affermare un senso di giustizia e di difesa della convivenza civile e aggiunge: la parola “sinergia” è un ottimo viatico per la giornata odierna. Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Enna, Giuseppe  Spampinato ha richiamato,  invece, una frase del  Calamandrei” il diritto è sempre in pericolo e va difeso” per ricordare che il diritto consente di realizzare una convivenza civile e che non va sottovalutato l’importante  ruolo dell’Avvocatura e dell’Ordine nella divulgazione della cultura della legalità. Anche Fabio Montesano, Presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Enna ha ribadito la crucialità degli argomenti in scaletta e l’importanza di un Fisco giusto che permetta sempre un confronto; confronto che si è già realizzato, per quanto riguarda i commercialisti della Sicilia, con la sottoscrizione di importanti protocolli d’intesa.
 
I relatori sono stati introdotti dal moderatore, Fabio Di Vizio, componente della Formazione decentrata della Scuola Superiore della Magistratura di Firenze e Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo toscano, che ha commentato: la traccia narrativa del convegno è il tema del rapporto tra due valori fondamentali: la difesa del credito erariale e la difesa delle garanzie  dei contribuenti,  un fare mente locale su tematiche vive che interessano l’esperienza di magistrati, avvocati, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.
 
Gli argomenti in scaletta sono stati trattati dai relatori sotto i diversi  profili.
 
Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Francesco Lo Gerfo, ha messo in evidenza che la fattispecie penal-tributaria costituisce da sempre caposaldo della tutela delle ragioni creditorie dello Stato nei confronti dei contribuenti e, al contempo, estrema ratio di tale pretesa creditoria, applicandosi solo ai casi più gravi di evasione, per come si addice alla tutela penale in genere  e ha quindi   introdotto la sua relazione “Il presidio penale del contrasto all’evasione nel D.lgs.74/2000: reati di danno o di pericolo?” un ampio excursus sull'evoluzione della tutela erariale  nel settore penale tributario e sulle ricadute speciali in tema di prescrizione e di tutela extra-penale.
Di sanzionabilità amministrativa e penale nel transfer pricing ha discusso il  Direttore  Giovanni Spalletta che ha sottolineato come la riforma delle sanzioni penali tributarie operata con il D.lgs.158/2015, abbia rivisitato il sistema dei reati fiscali, circoscrivendo l’ambito del penalmente rilevante a vantaggio delle sanzioni amministrative. Un importante intervento riformatore - ha chiarito - che ha spiegato incidenza nel campo delle questioni relative al transfer pricing la cui normativa risponde ad un carattere spiccatamente valutativo che, già in precedenza, ha limitato gli interventi in materia del giudice penale.
Giuseppe Licari, Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Enna, a seguire, ha approfondito i punti di contatto tra i reati di bancarotta e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, attraverso una disamina  delle principali pronunce di legittimità.
Vi sono molte questioni aperte di rilevante interesse legate alle modifiche introdotte dal legislatore nel 2015 - ha affermato il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Fabio Regolo, nella sua appassionata relazione: Occorre ad esempio riflettere sulla disciplina applicabile nel caso in cui il contribuente intenda avvalersi della causa di non punibilità o dell’attenuante  in presenza di un già intervenuto sequestro preventivo dei beni finalizzato alla loro successiva confisca e, ancora, chiedersi  come si interpreta l’impegno del contribuente, previsto dal nuovo art. 12 bis, laddove prevede che la confisca “non opera” per la parte che il contribuente “si impegna a versare” all’erario anche in presenza di sequestro o, più in generale,  in cosa consiste l’impegno del contribuente.
Ha completato il focus il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate della Sicilia, Pasquale Stellacci  con una metafore introduttiva,  la tutela del credito erariale, la risposta a un paese che ha una piaga dilagante, l’evasione fiscale, una  gran partita della squadra della legalità  che gioca per un Fisco giusto, seguita da un approfondimento  sul principio del “ne bis in idem”  correlato all’analisi  della recentissima sentenza del 20 marzo 2018, pronuncia nella quale  la Corte di Giustizia ha ritenuto che la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (CFDUE) non si pone in contrasto con la normativa nazionale che permetta di avviare procedimenti penali, per omesso versamento dell’Iva dovuta, a carico di una persona alla quale sia già stata inflitta, per lo stesso fatto, una sanzione amministrativa definitiva di natura penale ai sensi della citata “Carta dei Diritti.
Il Convegno ha posto problematiche nuove e ha cercato di rispondere a tante perplessità.
E’ emersa la grande attenzione e lo sforzo attuato nel coordinamento delle varie fasi applicative degli strumenti di tutela cautelare  da parte delle istituzioni presenti, consapevoli dell’elevato potenziale di deterrenza delle stesse rispetto al  gravissimo fenomeno dell’evasione fiscale.

 
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