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Veneto

Vittoria in contenzioso per le Entrate di Thiene

Dati Omi, contratti di mutuo e dichiarazioni di terzi convincono i giudici tributari di Vicenza

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Vittoria in contenzioso per le Entrate di Thiene. I giudici della CTP di Vicenza hanno dato ragione all’ufficio che ha individuato numerosi atti di compravendita di appartamenti, per i quali il prezzo è stato dichiarato in misura inferiore a quello reale, per consentire ad una società immobiliare di pagare meno Iva e imposte dirette.   L’accertamento è stato condotto sulla base del raffronto tra i prezzi dichiarati in atto e quelli mediamente applicati sul mercato per immobili similari (dati desunti dall’OMI- Osservatorio Mercato Immobiliare), nonché sulla base del raffronto con gli importi chiesti a mutuo dagli acquirenti agli istituti di credito. L’Ufficio ha dimostrato sia che i prezzi di mercato applicati a nella zona per immobili di uguale tipologia erano superiori sia che numerosi compratori hanno stipulato mutui di importo sensibilmente più elevato rispetto alla cifra pattuita nei rogiti notarili. Infine, tredici acquirenti su 50 interpellati dall’Ufficio hanno riconosciuto di aver versato all'immobiliare più denaro (in nero) rispetto a quello indicato nei rogiti.   Gli elementi di prova raccolti dall’Ufficio sono stati ritenuti dalla Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza gravi, precisi e concordanti. Secondo i giudici il ricorrente non ha saputo fornire alcun elemento probatorio contrario, limitandosi a contestare, con argomentazioni incongrue, i ragionamenti indiziari forniti dall’Ufficio.   Il vero elemento innovativo di questa sentenza è che i giudici, pur non potendo attribuire valore di prova alle dichiarazioni dei tredici compratori in quanto nel processo tributario non è consentita la prova testimoniale, riconoscono tuttavia  che hanno un elevato valore indiziario soprattutto se rafforzato da altri elementi come i dati Omi e i numerosi mutui bancari di ammontare superiore al prezzo pattuito nei rogiti. Un indizio dal valore elevato se si considera che i compratori avevano tutto l’interesse a confermare i prezzi dichiarati negli atti di compravendita, in quanto per costoro le imposte da pagare sul prezzo sono proporzionali al prezzo di acquisto dichiarato in atto, cioè meno dichiarano e meno imposte pagano.
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