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Dati e statistiche

Chiusura liti fiscali pendenti.
Incassati 173 milioni di euro

Sicilia e Campania le regioni in cui si è registrato il maggior numero di definizioni, rispettivamente 18.700 e 15.300. Diniego per 11mila domande, prive dei presupposti di legge

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Si è conclusa l'attività di liquidazione delle domande di definizione delle liti fiscali "minori" pendenti, prevista dall'articolo 39 del Dl n. 98/2011, in base al quale le controversie di valore non superiore a 20mila euro, pendenti all'1 maggio 2011 (termine poi prorogato al 31 dicembre 2011), avrebbero potuto essere definite con il pagamento di una percentuale, differenziata in base allo stato del giudizio, della pretesa in contestazione (cfr circolari 24 ottobre 2011, n. 48/E, e 15 marzo 2012, n. 7/E).

Gli uffici dell'Agenzia delle Entrate hanno esaminato oltre 130mila domande presentate. A seguito di tale controllo, ne sono risultate regolari circa 119mila. Di queste, 4.500 riguardano procedimenti pendenti in Corte di cassazione, 77mila in Commissione tributaria provinciale, 33mila in Commissione tributaria regionale e 4.500 in Commissione tributaria centrale.

La regione dove sono stati definiti più contenziosi è la Sicilia (18.700), seguita da Campania (15.300), Lazio (13.600) e Lombardia (11.300).

Per circa 11mila domande è stato notificato il diniego, poiché non sussistevano i presupposti previsti dalla legge.

Sono in via di completamento anche le collegate attività di sgravio dei ruoli relativi alle liti definite validamente.

La chiusura delle liti effettuate ha portato nelle casse dell'Erario 173 milioni di euro, ai quali devono aggiungersi gli importi già corrisposti in pendenza di giudizio (vedi articolo "I contribuenti dichiarano pace al fisco. Boom di definizioni per le liti minori").

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