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Dati e statistiche

Entrate tributarie 2016: + 3,3%.
In buona evidenza Irpef, Ires e Iva

Risultati positivi grazie alla congiuntura economica e alle misure di contrasto all’evasione, tra cui la voluntary disclosure, lo split payment nella Pa e l’estensione del reverse charge

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Aumentano di oltre 14 milioni di euro, rispetto all’anno precedente, le entrate tributarie erariali incassate nel 2016, pari al 3,3%, con un totale complessivo registrato di 451,5 miliardi.
Risultato raggiunto anche grazie a una crescita del Pil pari allo 0,9%, ottenuto, secondo l’Istat, dovuto all’aumento della domanda interna sostenuta sia dai consumi delle famiglie (+1,3%) sia dagli investimenti fissi lordi (+2,9%).
Sul sito del dipartimento delle Finanze è stato pubblicato il Bollettino dei dati annuali, corredato dalle Appendici statistiche e dalla relativa Nota tecnica che illustra, in sintesi, i principali contenuti del documento.
 
L’andamento del gettito, nel 2016 riflette, pertanto, sia il miglioramento della congiuntura economica sia l’effetto di alcune importanti misure di contrasto all’evasione fiscale adottate nel corso degli ultimi anni.
La voluntary disclosure per il rientro dei capitali dall’estero, ha conseguito, nel 2016, introiti per oltre 4mila milioni di euro, rispetto ai 212 milioni del 2015, anno nel quale era stata introdotta.
Le imposte indirette hanno goduto, invece, dell’introduzione del meccanismo della scissione dei pagamenti per i fornitori della pubblica amministrazione (split payment) nonché dell’estensione del sistema dell’inversione contabile (reverse charge) al settore delle pulizie, dei certificati verdi e al settore dell’edilizia specializzata, che hanno generato un considerevole recupero di gettito, contribuendo a ridurre l’evasione dell’Iva.
 
Grazie all’addebito sulla fattura di energia elettrica, c’è stato anche un aumento considerevole del gettito proveniente dal pagamento del canone tv, che ha fatto registrare, nel 2016, incassi per complessivi 2mila milioni di euro. L’incremento calcolato è pari al 16,3% rispetto al 2015. Il risultato è particolarmente significativo se si considera pure che l’importo dell’abbonamento è stato ridotto a 100 euro, rispetto alla cifra di 113,50 dell’anno precedente.
 
Imposte dirette
Registrano un gettito di poco superiore ai 246mila milioni di euro, con un incremento del 2,5%, pari a quasi 6mila milioni di euro, rispetto al 2015.
L’Irpef cresce del 2,5% (+4.453 milioni di euro) per effetto principalmente delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente pari a 3.470 milioni di euro (+2,4 %). Nel 2016 si rileva anche una crescita dei versamenti in autoliquidazione del 4,4 per cento.
 
L’Ires cresce di 1.971 milioni di euro (+5,9%) a seguito dei maggiori versamenti a saldo in autoliquidazione dell’anno d’imposta 2015 (+1.079 milioni). L’andamento positivo del gettito riflette l’aumento della redditività in alcuni settori economici che ha più che compensato le minori entrate previste per le agevolazioni concesse con la legge di stabilità per il 2016 (articolo 1, commi da 91 a 94 e 97, cosiddetto “maxi-ammortamento”) e per il potenziamento dell’agevolazione Ace (Aiuto alla crescita economica) introdotta dal decreto “Salva Italia” (Dl 201/2011).
 
Tra le altre imposte dirette, inoltre, aumenta il gettito della cedolare secca sugli affitti (+17,3%), anche a seguito del maggiore utilizzo di questo regime di tassazione nei contratti di locazione immobiliare.
Registrano, invece, riduzioni di gettito l’imposta sugli interessi e altri redditi di capitali (-18,9%) e le imposte sostitutive sulle plusvalenze (-69,5%), per effetto dei cali dei rendimenti degli investimenti finanziari.
 
Imposte indirette
Il gettito ammonta a 205.525 milioni di euro, in aumento del 4,2% (+ 8.285 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015.
Il riscosso Iva cresce del 4,3% (+5.127 milioni di euro) per effetto dell’andamento complessivamente positivo della componente relativa agli scambi interni e, in particolare, dei versamenti a seguito dell’applicazione del meccanismo dello split payment (+5,5% pari a + 5.904 milioni di euro), che obbliga la pubblica amministrazione a trattenere e versare direttamente all’erario l’Iva sulle fatture emesse dai propri fornitori.
 
Il gettito dell’imposta di bollo, invece, ha segnato una flessione (-382 milioni di euro), dovuta alla diversa modalità di scomputo dell’acconto. Tale circostanza ha influenzato il profilo mensile dei pagamenti dell’imposta: nell’anno 2016, si sono registrati minori versamenti in acconto nel mese di aprile e maggiori versamenti mensili durante il corso dell’anno. Il versamento dell’ultima rata dell’imposta riferita al 2016, riscossa nel 2017, ha fatto affluire un gettito complessivo di oltre 600 milioni di euro.
 
Le entrate delle accise sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) mostrano un andamento sostanzialmente stabile rispetto al 2015 (-7 milioni di euro).
In aumento, di contro, il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 3.388 milioni di euro (+16,8%).
 
Entrate da giochi
Le entrate relative ai giochi crescono sostanziosamente del 22,3%, pari a +2.654 milioni di euro.
 
Entrate da accertamento e controllo
I flussi delle entrate tributarie erariali relativi ai ruoli nel 2016 hanno di poco superato i 9mila milioni di euro, con una diminuzione pari a –1,7%, rispetto allo stesso periodo del 2015, determinata da minori incassi delle imposte dirette (-591 milioni di euro), compensati in parte dai maggiori incassi delle imposte indirette (+435 milioni di euro).
Nel comunicato, viene precisato che i ruoli riferiti alle entrate tributarie, che affluiscono al bilancio dello Stato, rappresentano solo una parte degli incassi legati all’attività di contrasto all’evasione fiscale, che nel 2016, come è noto, ha fatto registrare complessivamente un ammontare di 19 miliardi di euro, il picco nell’ultimo decennio.
Rientrano in questa cifra, tra l’altro, il gettito della voluntary disclosure e i risultati delle attività per migliorare l’adempimento spontaneo.
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