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Dati e statistiche

Osservatorio partite Iva: dicembre,
ma occhio alla sintesi del 2013

Il dato complessivo dello scorso anno, riguardante le nuove aperture, rispecchia l’andamento registrato mese per mese e, incassando gli effetti della crisi, si chiude in negativo

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Aumentano, del 2,9%, rispetto al corrispondente mese del 2012, le nuove partite Iva aperte a dicembre scorso. Sono in tutto 24.899: un buon dato che, però, non riesce a invertire la tendenza negativa registrata nell’intero anno passato. Pubblicati, sul sito del dipartimento delle Finanze, la consueta sintesi mensile e il riepilogo relativo a tutto il 2013 dell’Osservatorio, con le informazioni suddivise per natura giuridica, settore produttivo, territorio e dati demografici.
 
Quindi, mentre a dicembre, nonostante la generale sofferenza delle attività che gravitano nell’orbita dell’imposta sul valore aggiunto, traspare ancora una certa fiducia risultante dal confronto tra gli ultimi dati fotografati con quelli dello stesso mese dello scorso anno, sul piano annuale il calo appare evidente. Nel corso del 2013 sono state aperte circa 527mila nuove partite Iva: rispetto al 2012 il decremento è di 4,4 punti percentuali.
 
Detto questo, puntiamo l’attenzione sui risultati complessivi del 2013.
 
Le “partite” da quattro punti di vista
Come i puntuali riepiloghi mensili, anche quello annuale si legge in quattro diversi modi. Le informazioni, infatti, sono suddivise per natura giuridica, attività economica, territorio e, per quanto riguarda le persone fisiche, per caratteristiche demografiche (sesso ed età).
 
Giuridicamente”, le maggiori aperture si sono registrate dalle persone fisiche che, pur aggiudicandosi i tre quarti del dato complessivo (527mila), registrano un calo del 5,9% rispetto al 2012. Le società di capitali sono le uniche a segnare un aumento in confronto all’anno precedente (+7,1%), mentre la diminuzione è netta per le società di persone (-15%). Il picco raggiunto dalle Sc trova la sua motivazione nella possibilità offerta agli under 35 di avviare società a responsabilità limitata semplificata anche con un solo euro e Srl a capitale ridotto.
 
Territorialmente”, nella generale flessione, la parte più consistente di nuove partite Iva è localizzata al Nord (42,8%). Al Centro si conta il 23%, mentre al Sud e nelle Isole è concentrato il 34 per cento. Confrontando i dati con quelli del 2012, l’unica provincia con il segno più è la provincia autonoma di Trento.  
 
Settorialmente”, vince come sempre il comparto del commercio, che si piazza al primo posto per numero di aperture (il 24,4% del totale), seguito dalle attività professionali (14,1%) e dal settore dell’edilizia (9,6%). Rispetto al 2012, finiscono stabilmente “sotto zero” i comparti del trasporto, dell’edilizia e dello svago. Di segno opposto, quindi positiva, la performance dei settori della ristorazione (+3,1%) e delle attività finanziarie (+31,9%).
 
Demograficamente” rimane costante la preponderanza della quota maschile (63,5%), si tratta però della parte più giovane. In sostanza, la metà delle nuove partite Iva è stata aperta da persone di sesso maschile di età inferiore o pari a 35 anni, poco più di un terzo del dato va, invece, alla classe 36-50 anni.
 
Infine, riguardo alle persone fisiche, è necessario dire che nel 2013 ben 136.551 contribuenti Iva (il 35% del totale delle aperture) hanno aderito al regime fiscale di favore dei “nuovi minimi”, riservato ai giovani sotto i 35 anni e ai lavoratori in mobilità. Il beneficio si sostanzia nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, regionale e comunale, nella misura del 5 per cento. Tra gli altri vantaggi, poi, c’è l’esonero dall’Iva e dall’Irap.
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