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Dati e statistiche

Osservatorio sulle partite Iva:
i dati del primo trimestre 2019

Sono oltre 196mila le nuove posizioni aperte con un aumento di quasi l’8% in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente: più persone fisiche, meno società

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La maggior parte degli avviamenti (77%) riguardano persone fisiche, in notevole aumento grazie alle crescenti adesioni al regime forfetario (+14%), mentre solo il 22% è costituito da compagini societarie (18,5 società di capitali e 3,5 società di persone) che registrano significativi cali rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente (-8,5% le prime e -17,2% le seconde).
Sono queste alcune delle percentuali riportate nella consueta sintesi pubblicata dal dipartimento Finanze sul sito del Mef.
 
La distribuzione per natura giuridica mostra che, delle 196.060 nuove partite Iva (+7,9%), il numero di aderenti al già detto regime agevolato è pari a 104.456, ossia più della metà del totale (53,3%), con un aumento di consensi di ben il 40% rispetto allo stesso periodo 2018, grazie alle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019, che ha elevato a 65mila euro il limite di ricavi per fruire del regime forfetario, con l’introduzione anche di alcune agevolazioni contributive per chi effettua questa scelta, che hanno prodotto un duplice effetto: da un lato hanno determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall’altro una ricomposizione delle aperture a favore della natura giuridica “persona fisica” a sfavore delle forme societarie.
 
Per quanto concerne la ripartizione territoriale, il 45% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro e quasi il 33% al Sud e Isole.
Il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso mostra un generalizzato incremento di avviamenti: i più notevoli in Valle d’Aosta (+26,9%), Calabria (+16%) e Liguria (+12,6%); solamente in Abruzzo si registra una lieve flessione (-1,8%).
 
In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali risultano essere le più gettonate, con il maggior numero di aperture di partite Iva (20,2% del totale), seguite dal commercio (17,8%) e dalle costruzioni (9,1%).
Rispetto al primo trimestre 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+22,9%), nelle attività professionali (+19,2%) e nei servizi alle imprese (+16%).
Gli unici con calo di avviamenti sono i settori dell’agricoltura (-4,9%) e dell’alloggio e ristorazione (-2,1%).
 
La ripartizione di genere, relativamente alle persone fisiche, mostra una sostanziale stabilità (maschi al 62,1%). Inoltre, il 45,7% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 32,2% da soggetti compresi nella fascia dai 36 ai 50 anni.
Rispetto allo scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il +39,3% della classe più anziana.
Mentre, secondo il Paese di nascita degli avvianti, viene evidenziato che il 14,7% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.
 

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