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Dati e statistiche

Osservatorio sulle partite Iva:
sintesi dei dati di novembre 2013

Sono state aperte quasi 33mila nuove partite Iva nel corso del penultimo mese dell’anno appena concluso, con un lieve calo (-8,5%) rispetto allo stesso periodo del 2012

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Continua ad attrarre adesioni il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità: oltre 6mila nuove partite Iva (pari al 19,3% del totale delle aperture) hanno aderito a questo regime, che limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap. Fra questi contribuenti il 29% ha un’età superiore ai 35 anni.
È quanto si evince dall’analisi dei numeri di novembre dell’Osservatorio sulle partite Iva, pubblicata sul sito del dipartimento delle Finanze.
 
La distribuzione per natura giuridica delle aperture di partita Iva mostra un calo della quota relativa alle persone fisiche che risulta pari al 69,1% del totale. Le società di capitali salgono al 23,6% e quelle di persone si attestano al 6,4% (le altre forme giuridiche rappresentano lo 0,9%).
Rispetto al novembre 2012 si registra una diminuzione di aperture marcata per le società di persone (-28%), moderata per le persone fisiche (-8%), mentre reggono le società di capitali (-3,4%).
 
Riguardo alla ripartizione territoriale, il 40,7% delle aperture è avvenuto al Nord, il 23% al Centro e il 36,1% al Sud e Isole.
Il confronto con novembre dello scorso anno mostra modesti incrementi solo in Valle d’Aosta e Umbria, mentre le flessioni più consistenti si sono avute in Abruzzo (-51%), in Molise (-25%), nella provincia autonoma di Bolzano e nelle Marche.
 
La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: il 27,7% del totale, seguito dall’agricoltura e dalle attività professionali, entrambe intorno al 10%.
Rispetto al corrispondente mese del 2012, tra i principali settori solo le attività finanziarie segnano un aumento, peraltro sostanzioso (+12,8%), mentre diversi altri registrano flessioni oltre il 10%, come, ad esempio: attività manifatturiere, trasporti, alloggio e ristorazione, attività artistiche.
 
Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con i maschi “che la fanno da padroni” con il 64,3% di nuove partite.
Quasi la metà è dovuta a giovani fino a 35 anni e poco più di un terzo alla classe compresa fra i 36 e i 50 anni.
Rispetto al novembre 2012, tutte le classi di età segnano cali di aperture tra il 5 e il 9%.
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