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Dati e statistiche

Primi 5 mesi di entrate tributarie:
più 2,7, in realtà si legge più 5%

Segno positivo sia dalle imposte dirette sia da quelle indirette. Soddisfazione anche per il risultato del gettito non legato alla congiuntura economica, come quello da giochi

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Da gennaio ad aprile 2016 le entrate tributarie erariali hanno fatto registrare un incremento complessivo di 4.173 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,7%), ma considerato che non è stato possibile effettuare il confronto su basi omogenee (per le diverse modalità di scomputo del bollo da parte degli operatori che hanno scelto di assolvere l’imposta in modo virtuale e per lo spostamento a luglio degli incassi relativi al canone tv), la crescita si può quantificare al 5 per cento. È la prima osservazione che si rileva nel Bollettino, nelle Appendici statistiche e Guida normativa e nella Nota tecnica, relativi ai primi cinque mesi dell’anno, on line sul sito del Mef.
 
L’apporto delle dirette
Spacchettando il risultato, leggiamo che il gettito totale derivante dalle imposte dirette è stato pari a 79.569 milioni di euro (+2%).
Punto di forza di tale aumento, per l’Irpef, sono state le ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato (+2.140 milioni di euro pari a +6,8% rispetto allo stesso periodo 2015). Altro sostegno importante è venuto dall’incremento delle ritenute d’acconto applicate ai pagamenti degli interventi di ristrutturazione edilizia (+176 milioni uguali a +30,6%).
Brillante anche il gettito Ires che cresce del 15,7% sugli stessi mesi dello scorso anno.
 
Duro colpo, invece, sia per le somme provenienti dalle ritenute sugli interessi e dagli altri redditi di capitale (-26,7%) sia per le imposte sostitutive sui redditi di capitale e sulle plusvalenze (-53,1%). La giustificazione delle variazioni negative riscontrate nei primi mesi del 2016 sulle imposte che gravano sugli investimenti di natura finanziaria va ricercata nelle riduzioni generalizzate dei rendimenti degli stessi.   
 
E quello delle indirette
Qui il trend è in crescita su quasi tutti i fronti (negativo, come anticipato, solo il dato dell’imposta di bollo): il dato complessivo si è fermato a 76.901 milioni di euro, 2.599 milioni in più rispetto al periodo gennaio-maggio 2015 (l’incremento percentuale si assesta a +3,5%).
L’Iva, come spesso succede, si destreggia agevolmente nell’ultima rilevazione, facendo segnare un aumento dell’8,9% sull’incasso del medesimo periodo 2015: in euro, +3.679 milioni.
Il Registro porta a casa un +14,1%, le accise sui prodotti energetici +1%, mentre, per quella sul gas metano è boom (+45,1%).
 
Il gioco vince
Le entrate relative ai giochi guadagnano complessivamente un +17,6%: un appeal evergreen.
 
Bene l’accertamento
Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo si è attestato a 3.520 milioni di euro (+ 3,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinato dai maggiori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte indirette (+ 22,2%).
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