Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dati e statistiche

Il trend delle partite Iva a marzo.
On line i dati dell’Osservatorio

I più intraprendenti, gli under 35 anni. Da quella fascia di età, anche il maggior numero di adesioni al regime dei “nuovi minimi”, scelto dal 27% delle new entry

Thumbnail
Sul sito del dipartimento delle Finanze, la consueta sintesi mensile dell’Osservatorio sulle partite Iva, che dà i numeri e analizza i dati relativi all’apertura e alla chiusura delle attività imprenditoriali e professionali, mettendoli a confronto con il mese precedente e con lo stesso periodo dell’anno passato.
Il monitoraggio, prendendo il via dalle richieste pervenute all’Anagrafe tributaria nel periodo di riferimento, elabora le informazioni aggregando i dati per settore di attività, distribuzione territoriale, natura giuridica e caratteristiche demografiche delle nuove partite Iva.
 
Dall’ultima analisi pubblicata dal Df, emerge che nel mese di marzo sono state aperte 51.745 nuove partite Iva. Persi, rispetto allo stesso periodo del 2012, più di 17 punti percentuali, la tendenza continua, quindi, a essere negativa; cauto ottimismo, però, dal confronto con il mese di febbraio, sul quale c’è un guadagno dell’1,69 per cento.
 
Esaminando i numeri per natura giuridica, le società di capitali, con il loro 18%, si confermano in controtendenza rispetto agli altri soggetti. Salgono, infatti, a confronto con il 2012, del 3,6%, grazie soprattutto alle modificate norme civilistiche che incoraggiano l’apertura di società a responsabilità limitata.
In netta flessione, invece, le partite Iva richieste dalle persone fisiche, che si fermano al 73,8%. Società di persone e persone fisiche perdono, rispettivamente, il 16,4 e il 21,9 per cento.
 
Anche a livello territoriale l’analisi non presenta soprese. A marzo, il Nord è sempre in pole position, con il 42,9% di nuove partite Iva, seguito dal Sud e Isole, con il 33,7%, in ultima posizione il Centro, nel quale si concentra il 23,3% delle new entry. Dall’analisi statistica dell’Osservatorio, la crisi non risparmia nessuna regione: soltanto il Friuli Venezia Giulia riesce a non scendere al di sotto dei 10 punti percentuali di perdita. I dati più critici da Campania e Valle d’Aosta, che perdono, rispettivamente, il 26,8 e il 33,8 per cento.
I dati, comunque, appaiono meno sconfortanti se paragonati al mese di febbraio 2013. Dal confronto, infatti, ad esempio, Bolzano guadagna il 15,34% e le Marche il 10,63%.
 
La distribuzione per settore produttivo continua a evidenziare le migliori percentuali per il commercio, al quale va il 24% del totale delle nuove partite Iva; seguono le attività professionali, con il 15%, per ultime agricoltura ed edilizia. L’unico comparto che continua a non risentire della crisi è quello legato alle attività finanziarie: il 26,5% in più rispetto allo scorso anno. Crollo, invece, per le attività riguardanti trasporti/magazzinaggio ed edilizia: la flessione supera anche il 30 per cento.
 
Per quanto riguarda il sesso, al primo posto sempre gli uomini, che hanno dato il via al 63,1% delle nuove attività. Riguardo all’età, i più intraprendenti, come è giusto che sia, sono stati i giovani fino a 35 anni, a loro la metà delle partite Iva inaugurate nel mese di marzo. Diminuite, però, senza discriminante anagrafica le richieste del 2013: per tutte le fasce d’età il calo orbita intorno al 20 per cento.
 
L’ultimo dato messo in rilievo dall’Osservatorio è l’adesione al regime fiscale di vantaggio per i “nuovi minimi”, che prevede l’imposta unica del 5% al posto di Irpef e Iva e la non assoggettabilità all’Irap per il periodo in cui si è in possesso dei requisiti di accesso al trattamento agevolato e semplificato.
Il regime è stato scelto dal 27% delle nuove partite Iva e dal 50% dei giovani fino a 35 anni.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dati-e-statistiche/articolo/trend-delle-partite-iva-marzo-on-line-dati-dellosservatorio