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Dati e statistiche

Uffici più attenti nel seguire le liti

Partecipazione a circa il 96% del totale delle udienze fissate

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L’agenzia delle Entrate registra significativi risultati anche in materia di contenzioso tributario. I dati del 2006 mostrano un miglioramento in termini di vittorie dell’Amministrazione rispetto al 2005 e al 2004. Si tratta di risultati raggiunti grazie a una maggiore cura degli accertamenti, ma anche per effetto del significativo sforzo fatto dagli uffici nel seguire con più attenzione rispetto al passato l’iter del processo tributario.

Un contributo importante è arrivato dal potenziamento della struttura che si occupa della difesa in giudizio dell’agenzia delle Entrate, con l’istituzione, all’interno della direzione centrale Normativa e Contenzioso, del settore Contenzioso tributario. Articolato negli uffici Coordinamento organizzativo del contenzioso, Consulenza legale del contenzioso e Applicazioni e monitoraggio del contenzioso, il nuovo settore ha svolto con efficacia ed efficienza l’attività interpretativa, organizzativa e gestionale del contenzioso tributario, non mancando di esercitare con maggior proficuità i compiti relativi all’indirizzo, assistenza, coordinamento e controllo delle strutture periferiche.

Il riconoscimento in giudizio della sostenibilità della pretesa erariale incrementa la credibilità dell’azione di controllo, creando fiducia nel sistema e incentivando l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Per meglio gestire e seguire lo stato delle attività poste in essere dagli uffici, sono state realizzate specifiche funzionalità applicative – sia di natura transazionale che conoscitiva – di ausilio all’attività di monitoraggio. Tra le applicazioni di tipo conoscitivo, sono state realizzate delle funzionalità di business intelligence, sviluppate in un ambiente di data warehouse, attraverso cui è possibile effettuare accurate analisi sull’andamento dei giudizi tributari.

L’andamento dei nuovi ricorsi tende a stabilizzarsi dopo la stagione dei condoni. Vi sono alcuni filoni “seriali”, come le liti in materia di Irap, che incidono pesantemente sul numero delle vertenze; tuttavia, dopo la forte crescita del 2005 rispetto al 2004 (+ 70%), nel 2006 si registra un leggero calo sull’anno precedente. Nonostante l'incremento dei ricorsi presentati negli ultimi due anni, legato all'esaurirsi dell'effetto condono e alla ripresa dell'attività di controllo, la situazione dei giudizi pendenti al 31 dicembre 2006 fa registrare una discreta contrazione.

Tale circostanza trova riscontro nella differenza tra il numero di provvedimenti decisori emessi nel triennio 2004-2006 (pari a 733.079) e il numero di ricorsi presentati (560.179). In particolare, alla fine del periodo in esame, si registra una variazione negativa dei ricorsi pendenti pari al 14,23% (ovvero 172.900 ricorsi in meno).
In controtendenza rispetto alle Commissioni tributarie provinciali e regionali, l’andamento dei giudizi pendenti innanzi alla Corte di cassazione. Nel giudizio di legittimità, infatti, si rileva un incremento delle controversie in attesa di definizione, che passano dai 24.080 del 2003 ai 26.804 del 2006, con una crescita dell’11,31 per cento.

A determinare il significativo calo dei giudizi pendenti nei gradi di merito è stato, in primis, l’effetto deflativo derivato dalla massiccia adesione alla definizione agevolata introdotta con la Finanziaria 2003. Le domande di chiusura agevolata delle liti pendenti sono state 300.195 su un totale di 1.214.977 ricorsi pendenti, compresi quelli giacenti presso la Commissione tributaria centrale, alla data del 31 dicembre 2003.

L’attività difensiva messa in atto dagli uffici dell’Agenzia con la partecipazione alla discussione del giudizio in pubblica udienza registra un andamento sostanzialmente costante per gli anni 2005 e 2006, con la partecipazione a circa il 96% del totale delle udienze fissate. In pratica, l’Agenzia partecipa alla quasi totalità delle udienze pubbliche tralasciando solo quelle nelle quali non è rilevante la presenza dell'ufficio, come, ad esempio, in presenza di cessazione della materia del contendere o altre ipotesi di estinzione del giudizio.

Particolarmente significativo il numero di costituzioni in giudizio degli uffici tramite il deposito di controdeduzioni, che rappresenta l’adempimento primario con cui viene attuata una corretta ed efficace difesa in giudizio.
Tale intensa attività difensiva ha determinato un sensibile miglioramento degli esiti dei giudizi a favore dell’agenzia delle Entrate. In particolare, in Commissione tributaria provinciale le vittorie dell’Agenzia evidenziano una striscia positiva mai registrata in precedenza. Tale andamento si conferma anche localizzando l’analisi ai soli ricorsi avverso atti di accertamento e irrogazione sanzioni. Permane invece in appello una maggiore soccombenza.

Nel complesso, la gestione del contenzioso registra segnali positivi che certamente si consolideranno nel corso dei prossimi anni. Non va dimenticato che molte cause decise nel 2005 e 2006 riguardano controversie relative a controlli effettuati in anni pregressi che, a differenza di quelle definite col condono, evidenziano più elevate probabilità di vittoria per i contribuenti.
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