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Giurisprudenza

Fatture corrette oltre tempo:
valido il rifiuto al rimborso Iva

La società ricorrente non ha ottemperato alla richiesta dell’amministrazione finanziaria spagnola di presentare i documenti contabili esatti nei termini dalla stessa fissati

Per gli eurogiudici è legittimo che uno Stato membro limiti nel tempo la possibilità di rettificare fatture erronee, ad esempio tramite la correzione del numero di identificazione Iva inizialmente indicato, ai fini dell’esercizio del diritto al rimborso dell’imposta, purché i principi di equivalenza e di effettività siano rispettati (causa C‑562/2017).  

Esenzione Iva ok: l’importatore
è all’oscuro di quanto successo poi

All’attenzione della Corte di giustizia europea il caso di un trasportatore austriaco, partecipe a sua insaputa di una frode intracomunitaria attuata dopo la consegna delle merci

Non è possibile negare l’esenzione Iva all’importatore se il destinatario del trasferimento intracomunitario commette un’evasione su un’operazione successiva al trasferimento e non collegata a quest’ultimo, a meno che l’importatore fosse consapevole della frode. Le due operazioni sono indipendenti l’una dall’altra (Corte Ue, Causa C-531/2017).

Ue: Stato membro non può anticipare
applicazione deroga prima di notifica

La disputa è scaturita dall’assenza di un termine specifico di entrata in vigore nella decisione di esecuzione, che ha fissato solo la scadenza dell’eccezione al 31 dicembre 2017

Il diritto dell’Unione osta alla normativa nazionale che prevede l’applicazione di una deroga al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, prima che l’atto autorizzativo dell’Unione sia stato notificato allo Stato membro che l’ha chiesto, laddove l’atto tace in merito alla sua entrata in vigore o alla data iniziale di applicazione (Corte Ue, C-434/17).