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Giurisprudenza

Compensazione crediti inesistenti:
l’inerzia non ammette ignoranza

Il cliente, disinteressato, che si dichiara estraneo al disegno fraudolento del commercialista, acquista “di diritto” lo status di concorrente nel reato, anche se inizialmente ne appariva vittima

Risponde del reato di indebita compensazione il contribuente che, nonostante non abbia curato direttamente la predisposizione del modello di pagamento, non si è attivato per avere conoscenza dei meccanismi fraudolenti, utilizzati dal professionista al quale si era affidato, per generare crediti d’imposta indebitamente compensati (Cassazione, sentenza n. 39333/2019)  

Fattura rinvenuta presso terzi.
L’omessa contabilizzazione è reato

L’imprenditore che non registra un documento che viene poi recuperato presso un suo cliente, compie il reato di distruzione e occultamento delle scritture contabili

I giudici di legittimità hanno evidenziato che, dovendo la fattura essere emessa in duplice esemplare, il rinvenimento di una fattura presso il destinatario del documento può far senz’altro desumere che il mancato rinvenimento dell’altra copia presso il soggetto emittente sia conseguenza della sua distruzione o del suo occultamento. Cassazione n. 39322/2019

L’errore materiale non conduce
all’apertura del contraddittorio

Questo vale quando l’inesattezza viene rilevata tramite controllo automatizzato delle dichiarazioni. Il confronto è obbligatorio solo se i dubbi sono concentrati su aspetti rilevanti

In caso di riscontro di meri errori materiali, quali l’omesso versamento di imposte o l’erroneo calcolo aritmetico, la cartella di pagamento non deve essere preceduta dalla comunicazione di irregolarità, la cui notifica è invece obbligatoria quando vengono rettificati i dati dichiarati ed emergono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione (Cassazione, n. 21093/2019).