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Giurisprudenza

L’accertamento con adesione
non preclude le verifiche successive

Il vincolo infatti riguarda solo il periodo d’imposta interessato dall’accordo. Respinta, inoltre, la presunta incertezza del diritto sulla sanzionabilità della condotta elusiva

L’accertamento con adesione non preclude all’Amministrazione finanziaria di procedere con le verifiche per i periodi d’imposta successivi, non potendosi considerare l’accordo precedentemente raggiunto come ostativo per futuri accertamenti, tanto più se si è in presenza di ipotesi di abuso diritto. È la sintesi della sentenza della Corte di cassazione n. 16675/2022  

No al regime di inversione contabile
senza identificazione ai fini Iva

Tale requisito garantisce il controllo efficace del rispetto degli obblighi tributari nonché l’esatta riscossione dell’imposta sul valore aggiunto

La Direttiva Iva e il principio di neutralità fiscale non ostano a una normativa nazionale secondo la quale il meccanismo dell’inversione contabile non è applicabile a un soggetto passivo che non aveva né chiesto né ottenuto d’ufficio, prima della realizzazione delle operazioni imponibili, la sua identificazione ai fini dell’Iva (Corte Ue, Causa C 146 del 2021 depositata il 30 giugno 2022)

Ok all’opzione per l’imponibilità Iva
solo se l’acquirente è soggetto passivo

Il rispetto della condizione formale della qualità di soggetto passivo Iva dell’acquirente non viola il principio di neutralità né risulta sproporzionato

È conforme alla direttiva Iva una normativa, nel caso di specie lituana, che subordini l’opzione per l’imponibilità Iva di una cessione di immobili alla circostanza che l’acquirente sia un soggetto passivo, in possesso già al momento della compravendita del numero identificativo Iva (Corte Ue causa C-56/21, depositata il 30 giugno 2022)