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Giurisprudenza

Cessione credito in abuso di diritto
se porta soltanto vantaggi fiscali

La circostanza che l’operazione abbia avuto luogo pro soluto e non pro solvendo non esonera il contribuente dal documentare, con elementi certi e precisi, che la perdita era da intendersi definitiva

Un prezzo troppo basso per la cessione del credito e uno di riacquisto ancora più basso e subito dopo il fallimento della debitrice, insieme alla posizione dell'acquirente e retrocedente, detentrice del capitale dell'accertata, sono elementi sufficienti a far ritenere un'operazione svolta in abuso del diritto e a negare la deducibilità delle perdite su crediti (Cassazione, n. 5183/2020)  

Sanzioni definite in misura ridotta
non c’è spazio per la restituzione

Una volta stabilite le sanzioni in misura ridotta non vi è più alcuna possibilità di restituzione, anche se in sede di accertamento con adesione, le imposte vengono ridotte

Il ricorso alla definizione agevolata comporta l’effetto di chiudere definitivamente il rapporto tra contribuente e Fisco in ordine alle conseguenze sanzionatorie delle violazioni rilevate, con il duplice vantaggio per il Fisco di trarre una pronta e incontestata riscossione di una somma commisurata alla pena e per il contribuente quello dell’abbandono di ogni altra pretesa sanzionatoria dell’Amministrazione (Cassazione, n. 5166/2020)

Responsabilità solidale e illimitata
per la beneficiaria di scissione parziale

La disciplina fiscale non prevede limitazioni rispetto al patrimonio effettivo assegnato e in quanto norma speciale, dettata specificamente per la materia tributaria, prevale su quella civilistica

Le società risultanti dalla scissione sono responsabili in solido e illimitatamente per i debiti fiscali, gli interessi e le sanzioni pecuniarie, antecedenti la separazione. Per tale responsabilità, che ha natura solidale, non è previsto alcun limite quantitativo relativo al patrimonio assegnato con l'operazione straordinaria. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 4987/2020