Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Giurisprudenza

In caso di dichiarazione congiunta
la solidarietà è nel bene e nel male

Con la denuncia a processo, inoltre, non c’è prescrizione neppure per il coniuge condebitore estraneo al giudizio: la pendenza della lite ne determina l’interruzione permanente

Con sentenza n. 1463 del 27 gennaio 2016, la Corte di cassazione ha riaffermato che la dichiarazione congiunta dei redditi da parte dei coniugi, ai sensi dell’articolo 17 della legge 114/1977, è una libera scelta e i dichiaranti accettano sia i rischi inerenti alla previsione della notifica a uno solo dei due, sia quelli concernenti le conseguenze (sostanziali e processuali) proprie delle obbligazioni solidali.
 
Il fatto
La vicenda riguarda l’impugnazione di una cartella di pagamento da parte di una contribuente, conseguente al passaggio in giudicato della sentenza che aveva confermato la legittimità dell’accertamento emesso in rettifica della dichiarazione congiunta presentata dal marito (ex articolo 17, legge 114/1977, vigente all’epoca dei fatti).
 
Il favorevole giudizio di primo grado veniva sovvertito in appello, ove la Commissione regionale, nell’accogliere l’impugnazione erariale, ha negato che potesse ritenersi maturato l’invocato termine prescrizionale. Inoltre, il giudice riconosceva la responsabilità solidale della moglie relativa al debito fiscale, per il fatto che il recupero a tassazione riguardava proventi occulti dell’attività imprenditoriale esclusiva del coniuge.
 
Nel conseguente ricorso per cassazione la contribuente riaffermava che la norma fiscale assunta violata non prevedrebbe la responsabilità tributaria del coniuge dichiarante anche nel caso in cui egli sia stato completamente estraneo alle attività compiute dall’altro coniuge per i redditi travisatamente esposti nella dichiarazione in forma congiunta; contestava altresì l’affermazione che fosse decorso il termine prescrizionale nei suoi confronti, mentre l’instaurazione del giudizio sull’accertamento a carico di un co-obbligato solidale non interferisce, interrompendola, con la prescrizione del credito verso il co-obbligato rimasto estraneo al giudizio stesso.
 
Esito della controversia
Ma la suprema Corte conferma il giudizio di merito, rigettando il ricorso, in considerazione che la decisione impugnata non si è discostata dai consolidati principi affermati in materia dalla giurisprudenza di legittimità.
Al riguardo, occorre osservare che l’abrogato articolo 17 della legge 114/1977, ha concesso ai coniugi non legalmente ed effettivamente separati la facoltà di presentare su un solo modello la dichiarazione unica dei redditi di ciascuno di essi (comma 1), disponendo altresì che, in tale ipotesi, la notifica della cartella dei pagamenti dell’imposta sul reddito iscritta a ruolo è eseguita nei confronti del marito (comma 3) e che “gli accertamenti in rettifica sono effettuati a nome di entrambi i coniugi” (comma 4). Infine, la norma prevedeva (comma 5) che “i coniugi sono responsabili in solido per il pagamento dell’imposta, soprattasse, pene pecuniarie e interessi iscritti a ruolo a nome del marito”.
 
Dal descritto impianto normativo ne deriva che la dichiarazione congiunta è una libera scelta e i dichiaranti accettano sia i rischi inerenti alla previsione della notifica a uno solo dei due, sia quelli concernenti le conseguenze (sostanziali e processuali) proprie delle obbligazioni solidali (articolo 1292 cc).
Con l’ulteriore inferenza che, per effetto di detta scelta, l’insorgenza della responsabilità solidale della moglie co-dichiarante non richiede che sia notificato anche a essa l’avviso di accertamento, essendo sufficiente la notifica dell’atto al solo marito (Cassazione n. 27005/2007).
Tale responsabilità solidale vale, a fortiori, anche per gli accertamenti dipendenti da comportamenti non riconducibili alla sfera volitiva e cognitiva di entrambi i coniugi, in quanto conseguenti ad atti di accertamento condotti esclusivamente nei confronti di uno solo di essi (Cassazione nn. 9209/2011 e 3129/2014) e opera anche nel caso in cui i redditi accertati nei confronti del marito siano costituiti da proventi derivanti da reato, atteso che il comma 1 del citato articolo 17 pone sullo stesso piano i coniugi che abbiano presentato dichiarazione congiunta, considerandoli entrambi responsabili in solido per il pagamento delle imposte (Cassazione n. 5202/2003).
 
La posizione della moglie, coobbligata in solido, è comunque garantita dal poter contestare anche nel merito, nei giudizi tributari, l’obbligazione del coniuge entro i termini decorrenti dalla notifica dell’atto con il quale la stessa venga per la prima volta a conoscenza della pretesa impositiva nei suoi confronti (Corte costituzionale n. 215/2004; Cassazione nn. 7612/2014, 19026/2014 e 23553/2015).
 
Quanto, infine, alla questione della prescrizione, in mancanza di disposizione ad hoc, valgono i generali principi civilistici, in base ai quali è stato più volte affermato dalla suprema Corte (cfr sentenze nn. 15511/2000, 8136/2001, 6224/2005 e 1406/2011) che la disciplina dell’articolo 1310, comma 2, cc, sull’estensibilità dell’interruzione della prescrizione agli altri condebitori solidali, va completata con la disciplina degli effetti della durata dell’interruzione contenuta nell’articolo 2945, comma 2, cc, con la conseguenza – conclude la sentenza n. 1463/2016 – che, anche ai fini della solidarietà prevista dall’articolo 17 della legge 114/1977, l’azione giudiziaria e la pendenza del relativo processo determinano l’interruzione permanente della prescrizione anche nei confronti del condebitore rimasto estraneo al giudizio.
 
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/giurisprudenza/articolo/caso-dichiarazione-congiunta-solidarieta-e-nel-bene-e-nel-male