Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Giurisprudenza

Corte Ue, ok ad accise sui distillati
anche se della tradizione nazionale

Gli eurogiudici chiamati a risolvere una controversia che ha per protagonisti la Commissione europea e l’Ungheria chiamata a rispondere su una questione di incompatibilità

Thumbnail
La domanda di pronuncia pregiudiziale ha preso le mosse da un ricorso presentato dalla Commissione europea in merito alla applicazione di un regolamento sulla produzione di alcool etilico che prevede la tassazione nulla per la produzione da parte di una distilleria nonché l’esenzione se la produzione viene effettuata da privati. La Commissione europea sottolinea come un regolamento siffatto non è compatibile con il diritto dell’Unione e, pertanto, lo Stato di Ungheria è venuto meno agli obblighi a lui incombenti in funzione degli articoli da 19 a 21 della direttiva del Consiglio 92/83/CEE del 19 ottobre 1992.

La fattispecie  pre contenziosa
L’adesione della Repubblica di Bulgaria e di Romania, comportando una revisione e un adattamento dei Trattati su cui è fondata l’Unione europea ha avuto come conseguenza un aggiustamento della normativa europea sulle sistema di accise sulla produzione di alcool etilico di cui alla direttiva 92/83/CEE del 19 ottobre 1992 in combinato con la direttiva 92/84/CEE, con particolare riferimento all’articolo 3, paragrafo 1. Alla stregua di tali cambiamenti la Commissione europea ha ritenuto che l’Ungheria è venuta meno ai suoi obblighi come Stato membro dell’Unione europea e ha presentato ricorso ai giudici della Corte di giustizia.
 
Il ricorso della Commissione
Il 28 settembre 2010 la Commissione ha inviato una lettera alle autorità ungheresi per avere dei chiarimenti sulla normativa nazionale in materia di accise nonché sulla loro compatibilità con il diritto dell’Unione. Per propria risposta, con lettera del 28 gennaio 2011, lo Stato ungherese ha dichiarato come la controversa normativa sia compatibile con il diritto dell’Unione ed, in particolare, con la direttiva 92/83/CEE. Come diretta conseguenza la stessa Commissione indirizzava in data 29 settembre 2011, una lettera con la quale ribadiva l’incompatibilità della normativa nazionale sulle accise sulla produzione di alcool etilico con quella comunitaria. Nella sua risposta, contrariamente alla precedente, le autorità ungheresi hanno spostato l’accento sul carattere della tradizione nazionale dei prodotti sui quali applicare le accise in questione. Da questo punto di vista, la stessa direttiva 83, sedicesima sezione, autorizza gli Stati membri a ridurre le accise o esonerare dalle stesse taluni prodotti ammesso che non si crei distorsione nel mercato interno. Nel 2012, il 22 giugno, la Commissione indirizzava al governo ungherese un avviso motivato con il quale lo stesso governo veniva invitato a conformarsi alla normativa europea sulle accise e ad assoggettare alle stesse la produzione in questione. Non manifestando, le autorità ungheresi, il proprio assenso al recepimento di tale indicazione la Commissione europea proponeva il presente ricorso.
 
Le valutazioni della Corte
La parte proponente il ricorso sottolinea come nella normativa comunitaria, di cui alle direttive 83 3 84, non sussiste alcuna norma che permette agli Stati membro di stabilire, in maniera discrezionale, una riduzione o una esenzione piena dalla tassazione per accise sui prodotti distillati. Per quanto riguarda la distillazione ad opera di privati la richiamata normativa impone dei limiti, in termini di litri, quale applicazione della controversa esenzione. Stessa cosa è prevista per la distillazione ad opera di aziende. Per la Commissione, però, l’invocata tutela di taluni prodotti da distillazione non giustifica l’applicazione di aliquote di accisa ridotte da una parte e, dall’altra, la concessione del beneficio dell’esenzione. A tal riguardo, i togati europei, sottolineano come gli obiettivi di ogni normativa, in questo caso l’agevolazione in tema di accise riconosciuta dalle direttive 83 e 84, vanno interpretate nel contesto in cui le stesse disposizioni hanno visto la luce. Infatti, in considerazione di ciò, si evince come il legislatore dell’Unione non abbia avuto all’epoca l’intenzione di prevedere che gli Stati membri potessero prevedere a loro discrezione un regime derogatorio per quanto riguarda la tassazione dei prodotti da distillato. Questo orientamento, confermato da costante giurisprudenza della stessa Corte, si basa sull’intento di un sistema di tassazione comunitario armonioso al quale le singole normative nazionali devono tendere, a prescindere dalla situazione del mercato interno.
 
La pronuncia
La norma controversa di cui all’articolo 138, paragrafo 1, che prevede per la produzione di alcool etilico una tassa di accisa pari a 0, se la produzione avviene ad opera di una distilleria, mentre, se la stessa produzione avviene ad opera di privati è esente, non è compatibile con il diritto dell’Unione. Alla luce degli articoli da 19 a 21 della direttiva del Consiglio 92/83/CEE del 19 ottobre 1992, l’Ungheria è venuta meno ai suoi obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea. Pertanto, i prodotti da distillato di alcool etilico, anche se di tradizione nazionale, vanno assoggettati alla tassazione tramite le corrispettive accise.  
 

Data della sentenza
11 aprile 2014
Numero causa
C-115/13
Nome delle parti
  • Commissione europea
contro
  • Hongrie
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/giurisprudenza/articolo/corte-ue-ok-ad-accise-sui-distillati-anche-se-della-tradizione