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Giurisprudenza

La definizione agevolata delle pene non può "riaprire" il negozio

Le due norme che regolano le sanzioni amministrative vanno coordinate secondo un criterio di specialità

saracinesca
Con la sentenza 10960 del 13 maggio, la Corte di cassazione ha ribadito che la sanzione della chiusura dell'esercizio commerciale a seguito della reiterata violazione delle disposizioni relative all'emissione dello scontrino fiscale (articolo 12, comma 2, del Dlgs 471/1997) non è preclusa dall'avvenuta definizione agevolata della stessa (articolo 16, comma 3, ultimo periodo, del Dlgs 472/1997), trattandosi, la prima, di una norma speciale rispetto alla seconda.

La normativa di riferimento
Prima di esaminare la pronuncia, è opportuno ricordare che l'articolo 12, comma 2, del Dlgs 471/1997 - più volte oggetto di modifiche da parte del legislatore nazionale, da ultimo, col Dl 248/2007 - attualmente dispone che "Qualora siano state contestate ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nel corso di un quinquennio, quattro distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, compiute in giorni diversi, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del citato decreto legislativo n. 472 del 1997, è disposta la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività ovvero dell'esercizio dell'attività medesima per un periodo da tre giorni ad un mese. In deroga all'articolo 19, comma 7, del medesimo decreto legislativo n. 472 del 1997, il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo. Se l'importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro 50.000 la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi".

In altri termini, alla semplice contestazione effettuata ai sensi dell'articolo 16 del Dlgs 472/1997 nel corso di un quinquennio e in giorni diversi, di quattro distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale segue la chiusura dell'attività commerciale, per un periodo da tre giorni a un mese.
Il comma 3, ultimo periodo, dello stesso articolo, invece, nel disciplinare la definizione agevolata del provvedimento sanzionatorio (attraverso il pagamento di un quarto della sanzione irrogata entro il termine di proposizione del ricorso), statuisce che la "definizione agevolata impedisce l'irrogazione delle sanzioni accessorie".

I fatti di causa
Un contribuente impugna vittoriosamente, innanzi alla Commissione tributaria provinciale di Latina, il provvedimento col quale si era visto chiudere per quindici giorni il proprio esercizio commerciale, in ragione della mancata emissione di scontrini fiscali.

Successivamente, la Commissione tributaria regionale del Lazio respinge il gravame interposto dall'ufficio finanziario.

L'Amministrazione finanziaria propone ricorso per cassazione censurando la sentenza di appello laddove la stessa ritiene che, ai fini dell'irrogazione dell'impugnata sanzione accessoria, non debba tenersi conto delle violazioni per le quali sia intervenuta la definizione agevolata. Infatti, se così non fosse, si determinerebbe l'effetto paradossale della sostanziale vanificazione della norma perché il contribuente che non rilascia il documento fiscale, pagando in via di definizione agevolata un quarto delle sanzioni irrogate, otterrebbe il beneficio di essere sottratto alla sanzione della chiusura temporanea dell'esercizio commerciale.

La sentenza della Cassazione
Per i giudici di piazza Cavour il ricorso è fondato.
In linea con un orientamento già fatto proprio dalla Cassazione in precedenti pronunce (cfr sentenze nn. 25468/2008, 25671/2008 e 2439/2007), la Suprema corte ribadisce che, in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie l'articolo 12, comma 2, del Dlgs 471/1997 "…ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nel D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 16, comma 3, con la conseguenza che l'irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest'ultima disposizione".

Pertanto, il coordinamento tra l'articolo 12 del decreto 471 e la disposizione di cui all'articolo 16 del 472 deve essere risolto mediante il criterio di specialità della prima rispetto alla seconda, con la conseguenza che l'applicazione dell'articolo 12 non può mai ritenersi "impedita" dalla definizione agevolata (di cui all'articolo 16) di una o più delle quattro violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi nel corso di un quinquennio costituenti, nel loro insieme, la fattispecie unica punita con la sanzione della chiusura dell'attività commerciale.
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